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i-11 k2-27 betty-01 14-1 sl372206 L'ingresso pricipale delle grotte di Pilato presso il porto

Spigolando sul sito del Comune. Toponomastica

di Biagio Vitiello

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Premetto che non faccio parte della minoranza ma di quella parte di cittadini che esprimono dei pareri imparziali sull’operato di questa amministrazione; di essa ho sostenuto l’elezione, senza chiedere favori, nella convinzione che non c’era di meglio da votare.

Recentemente mi è capitato di leggere, con stupore, sul sito del Comune, la delibera n° 92 del 03-07-2019 e gli atti ad essa allegati (riportati in file .pdf alla fine di questo articolo): “Commissione consuntiva per la toponomastica” composta da Francesco Ferraiuolo, Francesco De Luca, Gennaro Di Fazio, Aniello Di Giovanni e Alessandro Vitiello.
Ho constatato che questa commissione è composta solo da amministratori e stretti collaboratori esterni dell’amministrazione.
Penso che in un paese normale, una commissione comunale che si rispetti debba essere composta anche, o almeno, di un membro dell’opposizione o un suo fiancheggiatore, per non far sorgere dubbi sull’operato della Commissione.
Qualcuno può spiegare a noi ponzesi (residenti) come mai?

Allegati

Commissione consuntiva per la toponomastica (approvata il 29.06.2018)

Delibera n° 92. 03.07.2019. Adeguamento toponomastica

6 commenti per Spigolando sul sito del Comune. Toponomastica

  • Silverio Lamonica

    Siccome tra i nuovi toponimi c’è anche mio fratello Tommaso, non credo opportuno commentare.
    La delibera di Giunta è stata appena pubblicata sul sito del Comune.
    Ciao Silverio

  • L’opposizione consiliare ha espresso il suo giudizio sulla toponomastica. Credo che ai cittadini di Ponza e anche ai lettori di P. R. Interessino queste considerazioni perché tutti dovremo convivere con queste novità e poi tutti dovremo cambiare i documenti personali.
    LA NUOVA TOPONOMASTICA E’ SBAGLIATA
    SIA RIMESSA IN DISCUSSIONE
    E SIA FATTA UNA COSA INTELLIGENTE
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    di Piero Vigorelli, Franco Ambrosino, Giuseppe Feola e Maria Claudia Sandolo
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    C’E’ BISOGNO DELLA TOPONOMASTICA ?
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    La risposta è SI’

    – Ci sono leggi e regolamenti che obbligano i Comuni a dare un nome alle strade, a dare un numero civico alle abitazioni, a far corrispondere strada-civico con un nucleo familiare

    – A Ponza sono censite qualcosa come 450 strade, sentieri e vicoli, molte senza nome e senza numeri civici, con abitazioni nelle quali abitano oltre tremila persone

    – Mancando una toponomastica, nascono inevitabili disguidi… Posta rinviata al mittente perché “indirizzo sconosciuto”, soccorritori che non sanno dove andare, frequenti casi di scambi di persone a causa dell’omonimia di nomi e cognomi, ecc. Tutte conseguenze negative che i ponzesi vivono quasi quotidianamente.
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    C’E’ BISOGNO DI TUTTO IL CASINO
    CHE LA NUOVA TOPONOMASTICA PRODURRA’ ?
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    La risposta è NO
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    E la responsabilità del casino è tutta sulle spalle dell’attuale amministrazione comunale, che con delibera della giunta n. 92/2019 ha approvato la nuova toponomastica.
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    ECCO I PRINCIPALI ERRORI
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    – Il Comune ha fatto scelte un po’ a capoccia, spesso calpestando il Regolamento sulla toponomastica approvato dal Commissario Prefettizio il 6 maggio del 2012.

    Quel Regolamento non stava più bene all’amministrazione Ferraiuolo? Avrebbe potuto benissimo modificarlo in Consiglio Comunale. Non l’ha fatto e quindi quel Regolamento deve rispettarlo.
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    Ora, il Regolamento comunale prevede all’art. 10 (comma 1) che…

    … “è fatto divieto assoluto di apportare modifiche di nomi ad aree di circolazione già esistenti, al fine di non variare l’assetto territoriale già valido ai fini toponomastici e storici”.
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    La nuova toponomastica, invece, cambia il nome di varie strade, e addirittura arriva a cambiare più volte il nome alla stessa strada.

    Ad esempio:
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    – Corso Pisacane, dal negozio di Totonno alla profumeria Ginestra diventa Corso Giuseppe Tricoli, e dalla Ginestra al tunnel diventa Corso Pasquale Mattej.

    – Corso Umberto si ferma al ristorante EEA e diventa poi Corso Pietro Nenni

    – Via Roma cambia in via Winspeare e via Folco Quilici

    – Via Scarpellini si riduce a un fazzoletto attorno all’hotel del Capitano (di Ferraiuolo), perché poi si spezzetta in via Tagliamonte, via Mario Magri (ucciso alle Fosse Ardeatine) e via Maria Picicco (la “mamma” dei confinati)

    – La salita Dragonara si frantuma in 6 nomi… via Giorgio Amendola (confinato, poi leader riformista del PCI), via Totonno Primo, via sorelle Bosso, via Carlo Fabbri (confinato), via Antonio Camporese (confinato) e via Tommaso Lamonica.
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    FOLLIA PURA
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    E che sia una follia lo spiega proprio il Regolamento comunale sulla toponomastica che il Comune ha calpestato, sempre all’art. 10 e al comma 6…

    … “La rettifica della denominazione di un’area di circolazione deve tener conto delle conseguenze che potrebbero pregiudicare il buon andamento dei pubblici servizi o avere ripercussioni nella sfera privata dei cittadini, poiché con la variazione corre l’obbligo per i cittadini di provvedere all’aggiornamento dei vari documenti in loro possesso, e per i vari uffici pubblici l’aggiornamento degli archivi, dello stradario, ecc.”.
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    CARI PONZESI A CUI CAMBIERANNO IL NOME DELLA STRADA DOVE ABITATE…

    SAPPIATE CHE DOVETE RIFARE TUTTI I DOCUMENTI (carta d’identità, passaporto, patente auto o nautica, licenze di caccia e pesca…)

    E DOVETE FAR CAMBIARE IL VOSTRO INDIRIZZO ai vostri parenti e amici che vi scrivono, alla banca, ad Amazon, a Golfo Express, alla Rai, a Sky, ai vostri fornitori, e all’universo mondo.

    Mani al portafoglio e preparatevi a lunghe ed estenuanti code.
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    Ovviamente, anche chi oggi abita in una strada senza nome, pian piano dovrà seguire la stessa trafila del cambio dei documenti e degli indirizzi.
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    Chi ora governa Ponza, aveva pensato al casino che sarebbe nato?

    Evidentemente no, – altrimenti sarebbero state persone “capaci”.

    Ancora una volta, si sono dimostrati degli incapaci.
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    Non ne dubitavamo.
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    CI SONO ANCHE
    SCELTE VENDICATIVE
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    Si cambiano i nomi di alcune strade, si assegnano i nomi a strade e sentieri che non li hanno…

    Ma non è censito e denominato il sentiero che conduce all’abitazione della Signora Anna Mazzella, gravemente disabile e reclusa in casa. La nostra Amministrazione aveva deciso di sistemare il sentiero per consentire alla Signora Anna di vivere una vita il più possibile normale. Ma l’attuale amministrazione ha sospeso i lavori per dispetto, per vendetta.

    Eppure quel sentiero è assolutamente visibile nel mappale e ha una rilevanza storica indiscutibile, perché era il vecchio sentiero che veniva percorso per andare a Le Forna, prima della realizzazione della strada provinciale.

    Restano “invisibili” la Signora Anna e anche lo storico sentiero che conduce alla sua abitazione.
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    Questa è veramente una porcata della peggior specie.
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    POI CI SONO
    LE SCELTE “POLITICHE”
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    Ad esempio la nostra Amministrazione, quando nel 2014 abbiamo cominciato a ragionare di toponomastica, aveva conferito l’incarico alla Res.Gea dell’Università di Chieti per fare un censimento e una fotografia della situazione. Cosa che ha fatto egregiamente e l’attuale amministrazione ha incassato il buon lavoro.

    Poi avevamo fatto una Commissione di saggi (delibera di Giunta n. 88/2014) per fare proposte sui nomi delle strade. Ne facevano parte il Cancelliere Giosuè Coppa, Silverio Lamonica, Franco De Luca, Aniello Vitiello, persone di prestigio culturale, d’idee politiche diverse e non tutte sostenitrici dell’Amministrazione Vigorelli.

    L’attuale amministrazione ha fatto una nuova delibera (la n. 101/2018), che copia parola per parola la nostra del 2014 e (indovinate un po’) cambia solo la composizione della commissione.

    Adesso è composta da Gennaro Di Fazio, Aniello Di Giovanni, Franco De Luca e Alessandro Vitiello… Cioè, una specie di monocolore comunista e con tutti sodali della giunta Ferraiuolo.

    Ora i comunisti, si sa, sono piuttosto settari. Lo sono specie nei confronti di chi non la pensa come loro o li hanno abbandonati in una delle molte scissioni della loro triste storia.
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    E così, non c’è una strada intitolata a Altiero Spinelli, che proprio al confino di Ponza aveva preso le distanze dal PCI, per maturare l’idea europea che ha avuto vita nel successivo confino a Ventotene.

    Non ci sono strade intitolate a grandi intellettuali come Ernesto Rossi e Riccardo Bauer, liberisti e libertari, seguaci di Giustizia e Libertà dei fratelli Rosselli e profondamente a-comunisti.

    Nessuna strada per confinati quali Lelio Basso (il Lenin socialista), per il socialista Giuseppe Romita (il ministro dell’Interno all’epoca del referendum monarchia-Repubblica), per il comunista non organico Umberto Terracini (presidente della Costituente che ha redatto la Costituzione Italiana) o per il fondatore del PCI Amedeo Bordiga che lasciò il partito, finito nelle mani di Gramsci e Togliatti, perché diventato sovietico e stalinista.

    Bordighiano (e quindi reietto) era anche Amleto Bittoni (e la moglie Diva Campanella)… Almeno un “pensierino” i commissari della toponomastica avrebbero potuto farlo, visto che parliamo dei genitori di Clio Napolitano, la moglie dell’ex presidente della Repubblica.

    In compenso, si è dedicata una strada di Ponza a Paul Thek, un pittore americano noto perché, quando veniva a Ponza, era ospite di Enzo Di Giovanni, che sarebbe il delegato alla cultura di Ponza… Mah.

    Una strada sarà intitolata a Folco Quilici, cittadino onorario di Ponza, per il quale – si spera – è stata chiesta dal Comune una deroga al Prefetto, essendo Quilici deceduto solo l’anno scorso (non si possono assegnare nomi di strade a persone scomparse meno di 10 anni prima).
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    Ma allora perché non chiedere la deroga al Prefetto anche per intitolare una via a Ernesto Prudente, deceduto nel 2012?
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    ULTIMA ANNOTAZIONE
    STORICA…
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    Il 4 maggio del 1945, la Giunta Municipale del Sindaco Furio Conte, “dato atto che finalmente nel nuovo regime di libertà è possibile onorare le vittime del fascismo”, deliberò di intitolare a Giacomo Matteotti l’allora Corso Principe di Napoli, di cambiare Corso Umberto in Corso Antonio Gramsci e via Roma in via Don Minzoni.

    Un socialista (Matteotti), un comunista (Gramsci) e un cattolico (Don Minzoni).

    All’epoca l’espressione “pluralismo” era adattata più alla filosofia che alla politica.

    Ma la giunta degli incapaci di oggi e la commissione monocolore rossa (anche di vergogna), non sanno cosa sia il pluralismo delle idee.
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    A questo punto, per scongiurare tutti i casini e i pasticci che la nuova toponomastica produrrà, non resta che “congelare” la proposta dell’amministrazione e rimettersi al lavoro per limitare i danni.
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    Noi siamo disponibili a far parte di una nuova Commissione, con spirito costruttivo, per una toponomastica intelligente e seria.
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  • Luisa Guarino

    In attesa di una dichiarazione della Commissione della toponomastica che replichi a quanto espresso dalla minoranza e puntualmente riportato da Vincenzo Ambrosino (in assenza di un contraddittorio essa “rischia” infatti di apparire nel giusto) vorrei dire come la penso al riguardo. Credo che un’Amministrazione possa nominare la Commissione che ritiene più opportuna; e non si può pensare che essa diventi una sorta di “assemblea” con rappresentanti numerosi: sarebbe il caos. Fatto sta però che avere almeno un componente “di colore politico diverso” sarebbe stato doveroso e auspicabile. Non entro nel merito del Regolamento comunale (da cambiare?) e ritengo ugualmente responsabìili delle scelte operate sia gli amministratori che chi ha offerto il proprio contributo socio-culturale. Da una prima analisi dei cambiamenti che verranno introdotti però mi sento già di dissentire su diversi punti, e di contestare soprattutto certi “spezzatini” di strade ora più lunghe. Un caso per tutti Via Dragonara, che sarà divisa in quattro/cinque tratti, ognuno con un nome diverso. Ma chissà cosa accadrà a cose fatte, se e quando saranno “fatte”? Magari succederà come a Latina, dove nuovi nomi dati a brevi tratti di strade rimangono totalmente sconosciuti e ignorati. E alcuni quartieri periferici ai quali è stata attribuita una nuova toponomastica… continuano ad essere identificati con il vecchio nome. Insomma, tanto rumore per nulla. Nel frattempo, più che ideare nuovi nomi sarebbe invece il caso di pensare alle strade in sé, molte delle quali versano in condizioni disastrose.

  • Secondo i ponzesi “è tutta da rifare la toponomastica”. Tutti quelli che ho ascoltato hanno espresso giudizi negativi. Qualcuno ha parlato di “toponomastica comunista”. Succede anche questo quando “si diventa antifascisti in assenza di fascismo”, succede che qualcuno diventa “anticomunista in assenza di comunismo”.

  • Enzo Di Giovanni

    Caro Vincenzo, l’elaborato scritto dalla Commissione sulla toponomastica è appena uscito, ed ognuno potrà fare le considerazioni che ritiene. Una cosa però lasciamela dire sulla tua provocazione: tu parli di “toponomastica comunista”. La cosa potrebbe sembrare comica, dal momento che sui circa 100 nuovi nomi proposti dalla Commissione di comunisti c’è ne è solo uno, Amendola, che oltretutto non è un “comunista” qualsiasi. Basti solo dire che il suo testo autobiografico del periodo di confino a Ponza, “Un’isola”, è diventato un best seller ispirando persino un film, girato interamente a Ponza con evidenti ricadute positive sull’isola e sugli isolani. Per dire, ci sono nella toponomastica persone legate al mondo borbonico, alla chiesa, ad altri partiti politici, ecc. in numero nettamente maggiore dei “comunisti”.
    Altra provocazione: dire che la toponomastica “è tutta da rifare”, significa dire che non va bene che le strade di Ponza riportino nomi (di persone, di luoghi geografici, ecc.) legati a Ponza. Cioè, i “tuoi ponzesi di riferimento” vorrebbero che le strade si chiamassero Val d’Aosta, Madagascar, Nuova Zelanda, Nilla Pizzi. Piuttosto che Parata degli Scotti. Totonno Primo, Maria Vitiello.
    Provocare può anche andar bene, se serve per migliorare, ma insomma…

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