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v4-14a p-06 99 corrida22 sl372221 Idraulica antica: galleria drenante

Pianificazione, ostinazione nella speranza?

di Giuseppe Mazzella (di Rurillo)

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“I prossimi mesi saranno cruciali per il governo del territorio in Campania” – inizia così un editoriale del prof. Attilio Belli – una delle figure più alte dell’Urbanistica non solo in Campania ma in Italia – apparso in prima pagina sul “Corriere del Mezzogiorno”  di martedì 24 settembre 2019.

Il prof. Attilio Belli, 82 anni, Emerito di Urbanistica della Federico II, è originario dell’isola d’Ischia, di Forio esattamente, dove ha trascorso l’infanzia ed è  autore con il fratello Vincenzo, già professore di Ingegneria Navale nell’Università di Napoli, di un toccante ricordo della vita e dell’insegnamento del padre, Andrea, contenuto nel libro “Blu Ischia – un padre nel racconto di due figli” (Guida Editore – 2017) che ho letto con estrema attenzione fino alla commozione, per la testimonianza di riconoscenza che questi due figli dedicano al Padre a 50 anni dalla morte con il lungo viaggio di questo Carabiniere che parte da Forio con la licenza elementare e muore a Napoli Colonnello attraversando mezzo Novecento e mezza Italia con una moglie siciliana e 4 figli. È un libro da diffondere nelle nostre scuole anche per mantenere vivo il valore del “dialetto foriano” che il prof. Belli conosce nella pronuncia e nella scrittura.

Al Prof.  Attilio Belli – da attento lettore delle sue note sul “Corriere del Mezzogiorno” – ho inviato i primi tre numeri de “Il Continente” affinché avesse una informazione ampia sullo stato dell’Urbanistica nell’isola d’Ischia e sulle difficoltà della Ricostruzione, a Casamicciola soprattutto, ma anche a Lacco Ameno e marginalmente Forio, colpiti dal terremoto del 21 agosto 2017.
Abbiamo avuto una corrispondenza telematica  dalla quale probabilmente è nato l’editoriale del 24 settembre che – su sua concessione – viene riportato integralmente in questo numero de “Il Continente” perché costituisce un vero e proprio “Manifesto per la Pianificazione in Campania” che la società scientifica e quella politica devono fare proprio se si vuole dare credibilità alla Politica di Piano e se si vuole far ritornare nei cittadini la fiducia nello Stato.

Belli sottolinea che “vanno a maturare progetti, piani e politiche rilevanti”: il Piano Paesaggistico Regionale, la nuova legge di governo del territorio, il programma di edilizia pubblica, la promozione dell’Agenda Urbana, il preliminare del Piano Urbanistico Comunale (PUC) della Città di Napoli e per l’isola d’Ischia, “l’attivazione della ricostruzione post-sismica”.

All’isola d’Ischia il prof. Belli nel suo editoriale che ottimamente si intitola “Territori in attesa di Governo” dedica un terzo dello spazio e proprio le conclusioni affermando che “la vicenda della ricostruzione post-sismica a Ischia rappresenta un caso particolarmente maligno dei “disastri” che arricchisce sciaguratamente la casistica regionale” e rimarca che “solo la resistenza degli abitanti delle zone colpite… si dimostra in grado di farvi fronte”. Infine sulle proposte di ricostruzione il prof. Belli afferma che “l’ agenzia stampa “Il Continente” puntualmente documenta” e pone l’ interrogativo: “Ostinazione nella speranza?”.

“L’ostinazione” è la “persistenza spesso irragionevole o inopportuna” mentre “la speranza” è “l’attesa fiduciosa, più o meno giustificata, che si realizzi ciò che si desidera”.

Belli sa bene da vecchio Maestro che il più grande fallimento dell’Ente Regione in 50 anni è proprio quello di non aver dato “un Governo al territorio” mentre la “fiduciosa attesa” nella attuazione della Pianificazione Territoriale – alla quale aggiungo sempre la Programmazione Economica ritenendole inscindibili – è ridotta ai minimi termini fino a diventare “persistenza irragionevole”.

L’ interrogativo è posto e ciascuno risponda come crede. Il “caso di Ischia” è di rilievo nazionale ed è stato qui e altrove discusso e sviscerato fino alla noia. Casamicciola e l’isola d’Ischia sono state oggetto di una “colonizzazione politica”, cosa che non è avvenuta a Genova dove per la ricostruzione del Ponte Morandi il Commissario “straordinario” è il Sindaco di Genova e non un inviato da Roma.
Ho sempre ritenuto insopportabile essere trattati dagli osservatori forestieri come la Lucania di Carlo Levi cioè vista con l’occhio di “un conquistatore o un nemico o un visitatore incomprensivo” come  se l’Isola non avesse una società endogena, una tradizione di coraggiosi intellettuali e giornalisti locali che – come voci nel deserto – hanno per decenni sostenuto la necessità di quello che il prof. Edoardo Malagoli (1918-2001) chiamava il tentativo di “incanalare la pressione storica dello sviluppo” fin dal 1962 con un  Piano Regolatore Generale “comprensoriale” e cioè “unitario” pur con sei Comuni. Così i terremotati del Majo nella loro baracca appaiono “un altro mondo, serrato nel dolore e negli usi, negato alla Storia e allo Stato, eternamente paziente”.

Baracca di piazza Majo

Non è stata avviata una “Ricostruzione” perché non è stata avviata la “Pianificazione”. Il Commissario governativo Schilardi perpetua una “emergenza” – una “emergenza”, sia detto per onestà intellettuale – ben condotta nei primi mesi dal sisma dal Commissario regionale Grimaldi, troppo frettolosamente esautorato.

Forse l’arch. Grimaldi – per competenza professionale – aveva intuito che senza un Piano Urbanistico “Generale” si perpetuava una emergenza con 2.405 sfollati, 640 case completamente inagibili, 1060 unità immobiliari danneggiate, 8 edifici pubblici inagibili compresi quelli della scuola dell’obbligo di Casamicciola, almeno 5 importanti strutture alberghiere chiuse per non parlare di vie, stradine, piazze invase dalle macerie e 17 edifici collassati ancora sequestrati dalla Magistratura.

In questo numero de Il Continente pubblichiamo integralmente il documento firmato dall’avv. Nunzia Piro, Presidente del Consiglio Comunale di Casamicciola, con assoluta condivisione e con “ostinata speranza” ne facciamo un “Manifesto per la Ricostruzione” da portare ovunque ma soprattutto nel Parlamento della Repubblica ed all’attenzione dei Governi della Nazione e della Regione Campania.

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Così come sono perfettamente condivise le osservazioni del prof. Giuseppe Luongo, cittadino onorario di Forio sulla inutilità della microzonazione. Pubblichiamo anche in lingua inglese lo studio “Sismic risk mitigation at Ischia Island, an innovative approach to mitigate catastrophic scenarios” che dimostra come sappiamo tutto sulla sismicità dell’isola d’Ischia e che spetta ai “decisori politici” immediatamente Pianificare la Ricostruzione, la Riqualificazione  ed il Rilancio Economico e Sociale. Continuiamo un dibattito su una “Ricostruzione” o meglio una “riqualificazione urbana” e pubblichiamo lo studio degli studenti della “Federico II”, coordinati dal prof. arch. Ferruccio Izzo al workshop del PIDA “Protopia Majo” perché  alcune espressioni come “la sregolatezza  costruttiva dell’ultimo secolo ha irrimediabilmente compromesso l’armonia tra natura e architettura”, tanto da convincerci a titolarlo: “Il Majo mai più come prima”.
Pubblichiamo anche la sintesi della proposta degli studenti di Palermo coordinati dal prof. Andrea Sciascia. Non è una scelta facile. Mi risuonano ancora le parole dell’arch. Ilia Delizia contenute nella monumentale monografia sul terremoto del 1883 e la “Ricostruzione  mancata”: “l’indifferenza per le memorie del proprio passato, spazzate via senza lasciare alcuna traccia della loro storia” (pag. 220). Il Majo dovrà essere completamente diverso da quello del XX e del XXI secolo.

Ma vediamo anche i segni positivi di una imprenditoria che attua il Rilancio da sola senza alcuna fiducia nei poteri pubblici, registriamo una partecipazione attiva della Chiesa che è in Ischia con in prima fila il Vescovo Lagnese.

Ma quella scritta sulla baracca allestita dai terremotati nello stesso punto dove sorgeva la Cattedrale  in Piazza Majo che qui riproduciamo – BASTA CON LE CHIACCHIERE! VOGLIAMO I FATTI – con l’ immagine della Madonna Addolorata o dei  Suffragi o dei Dolori, Protettrice del Borgo, racchiude  tutto, colpisce tutti, esprime tutto il dolore.
Il Dolore Divino. Il Dolore Umano.

Casamicciola, 8 ottobre 2019

Nota
Il file .pdf  dell’edizione integrale de “Il Continente” è allegato ad un precedente articolo del sito: leggi qui 

 

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