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Mediterraneo: seconda o terza passata

riproposto da Sandro Russo

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Ieri sera ho rivisto Mediterraneo dopo tanto tempo…
Di Gabriele Salvatores, film del 1991!
Ne abbiamo già parlato sul sito, a proposito di un saggio di una sociologa americana Kristin Lawler dal titolo alquanto oscuro – The Mediterranean Imaginary: A Nationalism of the Sun, a Communism of the Sea – “L’immaginario mediterraneo: un nazionalismo del sole, un comunismo del mare” – ma poi tutto si è chiarito, anzi ci ha dato l’occasione di parlare di un film “quasi generazionale” che ha anche dato luogo a qualche interessante commento (leggi qui).

E ancora l’ha citato sul sito Gianni Sarro qualche settimana fa rievocando, attraverso i film, la ricorrenza dell’8 settembre.
Perché il plotone che viene mandato a presidiare un’isola dell’Egeo di nessuna importanza strategica – ci resta per tre anni (!), tagliato fuori, causa la distruzione della radio, da qualunque notizia dal mondo esterno – non sa più nulla degli esiti della guerra, né della caduta del fascismo, tanto meno dell’8 settembre e della guerra civile… Come dice loro un aviere siculo atterrato lì per caso: – Minchia… nenti sapiti… è successo di tutto!

Ma quant’è bello il film! E del finale vogliamo parlare? (…sulla fine delle illusioni alla prova dei fatti – il fallimento della ricostruzione dell’Italia dopo la guerra… appaiato idealmente a C’eravamo tanto amati, di Scola).

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Tutto in togliere… Quarant’anni che passano con la macchina da presa puntata sulla scia della barca che li porta via dall’isola dopo tre anni vissuti lì (…forse i più belli delle loro vite) e poi ancora sulla scia del traghetto che dopo tanti anni riporta il capitano indietro, richiamato da una lettera dell’attendente Farina…
È il sergente Lo Russo che parla, stanco e malato – Non si viveva poi così bene in Italia… Non ci hanno lasciato cambiare niente! Allora gli ho detto: – Avete vinto voi, ma almeno non riuscirete a considerarmi vostro complice! Così gli ho detto… E sono venuto qui!

Bravo Salvatores! La “strategia della fuga” è coniugata in ben quattro dei suoi film: Marrakech Express (1989), il seguente Turné del 1990; poi appunto Mediterraneo (del 1991) e quindi Puerto Escondido (1992)

 

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