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Rosa come il giglio di Santa Candida

di Francesco De Luca

.

Santa Candida e i suoi gigli rosa. E’ un appuntamento stagionale o un richiamo del cuore?
Propendo per la seconda ipotesi.

Il giglio rosa lo sa:
quando il sole d’agosto viene rinfrescato
dalle piogge
e il venticello non più da scirocco
raggrinzisce la pelle,
allora dal bulbo dimenticato irrompe
lo stelo
e tenuamente assiste all’estate che
consuma la sua voglia.
Il giglio rosa lo sa
e noi?
Come sapremo quando
aprirci al tempo delle passioni discrete,
dei doni assaporati come conquiste
e, non visti, ripetere le monellerie
dei tempi leggeri?
Domani è più gravoso di ieri
eppure più incerto.
Già ci lasciano gli amici
e degli altri dici che hanno un forziere
in petto.
E i sapori delle cose sono piatti
come aria di serra
e la torre di Dio è chiusa
alle preghiere.
Abbiamo tempo ancora per guardare
in viso l’amore.
Nelle nuvole
in trasparenza
si intravedono
forme
che la vita invererà.
Sfrangiate hanno i bordi
corpo massiccio
eppure mutevole.
Hanno la consistenza dei sogni
al dormiveglia.
Attendono un fruscìo,
della porta il cigolìo,
il pigolìo d’un passero
e si disperdono.
Ora non frusta più l’ ardore
i cavalli del desiderio
e gli accadimenti hanno il gusto del momento
e la vita è una rosa avvilita.
Aspetta un soffio
per rinnovare la sfida,
con i petali ancora a bocciolo…
il gambo dritto…
dure le spine.
Non ha fatto da specchio al sole…
non s’è ingravidata di luce, di insetti,
né ha nascosto nella rugiada della notte
frammenti di luna.
“M’ama, non m’ama…
M’ama” –
corre nel vento una voce…
“Catturala!”
Che non s’abbia a perdere
nel pulviscolo
dell’aleatorietà
come nello scroscio del diluvio
s’ annulla la goccia.

 

Questa la versione recitata

.

Nota della Redazione
Sui gigli di Santa Candida e la Santa da cui prendono il nome, insieme ad altre curiosità, da leggere sul sito questo articolo del 14 settembre 2014: Tornano i gigli di Santa Candida. Strane storie di piante

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