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La serata dei Ponziani Benemeriti e il Ponziano Letterario

a cura di Rita Bosso

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Ma chi avrà avuto la brillante idea di premiare i Ponziani Benemeriti e il Ponziano Letterario il 31 agosto alle 21, mentre si si gioca Napoli-Juve? Saremo quattro gatti sul piazzale della chiesa. Peccato, perché gli ospiti e i ragazzi che suonano (organetto e fisarmonica), cantano e danzano, meritano davvero.

Paolo Iannuccelli conduce la serata.
Sedie e muretti si riempiono, dalla piazza arrivano le urla: in qualche modo, la partita si seguirà anche da qui.


Paolo chiama sul palco Emilio Iodice, diplomatico, ambasciatore, manager, rettore universitario, autore di svariate pubblicazioni. Emilio, però, vuole parlare d’altro stasera: degli inizi negli States dei genitori emigrati da Ponza, dei sacrifici per farlo studiare, delle radici con Ponza mai recise, del vestito buono indossato dal padre in due occasioni particolari. La prima volta lo indossa per andare a conoscere il nuovo datore di lavoro del figlio, che lo intrattiene a lungo e, alla fine, gli consegna un biglietto scritto a mano. La seconda volta è per l’ultimo viaggio, parecchi anni dopo. Nella tasca della giacca c’è il biglietto firmato dal Presidente degli Stati Uniti.


Scorrono le immagini della vita familiare di Emilio, con la moglie Maria Teresa e i nipotini, e sulla pelle di tutti scorrono i brividi per un racconto toccante.

Dopo l’intermezzo di musica e danza è il turno di Gabriele Panizzi, politico, già presidente della Provincia e della Regione, tuttora stimato e amato a Ponza e a Ventotene: con sobrietà, senza retorica, spiega cosa abbia significato, per lui, operare al servizio della comunità e delle piccole isole. Non elenca le tante opere che ha fatto realizzare, col suo intervento essenziale e pacato immette una dose di fiducia nella politica nelle vene di chi lo ascolta. Gli applausi sono sinceri ed emozionati.


Il premio letterario Ponziano
, è alla sua prima edizione.
A me il compito di delinearne la fisionomia: il premio è la prosecuzione del lavoro di ricerca e di divulgazione sulla storia e la cultura delle isole ponziane. Il premio è assegnato alla memoria di Enzo Striano, autore del romanzo Il resto di niente.

Polina Ambrosino, insegnante, attrice e pilastro della compagnia teatrale Nuovo Teatro Ponzese, legge un brano tratto dal racconto inedito di Striano Odisseo e Nausicaa.

Apollonia Striano, figlia dell’Autore e della ponzese Mimma Martinelli, docente di Letteratura Contemporanea all’Orientale di Napoli, scorre l’album di famiglia e lo commenta: venti anni di vacanze trascorse da Enzo e Mimma a Ponza, dal fidanzamento in poi. Apollonia racconta di come nasce un capolavoro: Striano scrive Il resto di niente tendendo la porta dello studio aperta, tra le voci dei figli, le telefonate, le porte che sbattono e il figlio che fa musica.
Enzo Di Giovanni, delegato alla cultura di Ponza, consegna la targa.

Carlo Picozza, giornalista, racconta di Beniamino Verde e di Gaetano Montano, sindaco e vicesindaco di Ventotene morti sul lavoro, in un incidente d’auto, nel 1999. Sullo schermo compaiono le foto di Beniamino fornite dal suo storico collaboratore Tonino Impagliazzo.
Lia Di Meglio, della compagnia teatrale La Priezza, legge un componimento in onore di Verde scritto dal sindaco di Ponza Franco Ferraiuolo.
Lia e Polina sono sul palco il 31 agosto e per tutti gli altri giorni dell’anno: fare teatro a Ponza, in inverno, ha un valore sociale e culturale immenso.

Luca Calselli, direttore de Il mare di Circe, consegna le targhe a Filomena Gargiulo, scrittrice e storica di Ventotene, emozionata nel rievocare la figura dello zio Beniamino, e alla figlia di Montano, intervenuta alla cerimonia insieme alla madre.

Annalisa De Martino ritira il premio assegnato a Luigi Vitiello, una vita spesa sul mare prima da marinaio, poi da skipper, infine da socio Snap.

La festa è finita, i musicisti ripongono gli strumenti, i tecnici scollegano i cavi, le amiche di vecchia data si attaccano al telefono per salutare Mimma Martinelli, rimasta a Napoli, e farle sentire un po’ di Ponza.

E Napoli-Juventus com’è finita?

 

 

 

 

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