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Cervara, paesello sui Monti Simbruini

di Rinaldo Fiore
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Una settimana fa con amici ci siamo fatti quattro giorni di vacanza a Cervara di Roma.
La destinazione iniziale era Monte Livata ma poi, seguendo un’amica, ci siamo ritrovati a Cervara, questo meraviglioso paesello cresciuto su una rupe e tra i boschi dei Monti Simbruini.

Già ero stato a Cervara, capitato lì chissà come, e avevo fatto un piccolo acquerello della rupe, ma avevo dimenticato la sua bellezza. Mi son trovato davanti ad una realtà antica e sana con valori umani e molteplici: siamo stati alla Locanda dell’Orso, accanto ad un Osservatorio Astronomico, in cima in cima al paese, in mezzo a decine di mucche e cavalli con vitellini e puledri che brucavano una ottima erba di montagna liberi di pascolare in mezzo a rose canine e biancospini, circondati da querce e faggete e nocete di avellane.
Percorsi silenziosi ci hanno fatto rivivere la nostra infanzia respirando aria pura e odori noti di mucche e cavalli. Abbiamo visto due lepri correre davanti a noi saltellando, una piccola faina, due cerbiatti e rari uccelli. La montagna ci ha offerto una moltitudine di sassi e piccole rocce che spuntavano dal terreno come formiche connotando il panorama.

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Il bivio per Cervara dalla Salaria vecchia

Ad un’ora e un quarto da Roma, uscendo a Vicovaro Mandela, passando per Arsoli e poi Cervara e su su per Prataglia, la località in cima dove si trova l’Osservatorio. Per essere felici per qualche giorno, quasi senza cellulari e TV e senza giornali.
Quando siamo saliti per quelle lunghe scalinate di Cervara abbiamo raggiunto la piazzetta degli Artisti che hanno lasciato dei murales, in onore della bellezza del paese, poesie o musiche scritte sul pentagramma, pitture e sculture.
Bella bella questa gente che ha tirato su un paesello presepe d’arte.
In quella piazzetta ho trovato una parete intonsa e allora ho subito cercato il cellulare del Comune per chiedere di poter inserire una mia poesia, non certo un acquerello, e così ho inviato loro alcune, forse troppe poesie da poter prendere in considerazione. Gli artisti che hanno fatto i murales sono tutti famosi ma questo non ferma la mia opinione di poeta-non-famoso e la speranza di poter aggiungere una o più poesie alla vista del popolo e dei visitatori.
Ho ringraziato il Comune per aver mantenuto la natura dei luoghi, così vicino a Roma da non crederci: grazie Cervara!

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