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Amelia Earhart. La passione per il volo e il coraggio nel sostenerla (1)

di Emilio Iodice (traduzione di Silverio Lamonica)

 

Amelia Earhart was an iconic figure whose example crossed the decades to be a present day symbol for men and women of all ages, nationalities and beliefs. She represented courage. Her tenacity, determination and the spirit to show that women could achieve goals greater then themselves. Amelia’s story is a homage to girls and boys who search for models and examples to aspire too. Her adventures are our adventures. Her challenges are our challenges. We fly with her from her birth to when she dares to circle the globe. Her life is our life for today and tomorrow.
Emilio Iodice

Amelia Earhart è stata una figura emblematica il cui esempio ha attraversato i decenni per essere un simbolo ancora attuale per uomini e donne di tutte le età, nazionalità e credenze. Essa rappresenta il coraggio.
La sua tenacia e determinazione e il suo spirito dimostrano che le donne possono raggiungere obiettivi più grandi di loro.
La storia di Amelia è un omaggio per le ragazze e i ragazzi alla ricerca di modelli ed esempi cui aspirare. Le sue avventure sono le nostre avventure; le sue sfide, le nostre sfide.
Voliamo con lei da quando è nata fino a quando ha osato fare il giro del mondo. La sua vita è la nostra vita, per oggi e per il futuro.
E. I.

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La saga di Amelia Earhart nel condurre le donne a volare
di Emilio Iodice
traduzione italiana di Silverio Lamonica

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Le parole di Amelia

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(Amelia Earhart) nacque nel Kansas nel 1897, l’anno prima dell’inizio della guerra ispano – americana. Aveva due anni e mezzo quando iniziò il nuovo secolo. Era l’epoca in cui il ruolo della donna era scolpito nella pietra. Le donne erano casalinghe, madri e compagne dei loro mariti, si affannavano per aiutarli ad avere successo nelle loro carriere. Le donne erano le eroine senza gloria della famiglia. Non potevano votare ed avevano pochi diritti.

Amelia Maria Earhart nacque in tale contesto. Eppure fu sua madre Amy che creò un ambiente non convenzionale in cui sua figlia potesse pensare ed agire liberamente, correndo contro le usanze dell’epoca. Fu imbevuta di spirito d’avventura. Amelia amava la vita all’aperto ed era un’avida esploratrice della natura, sia della flora che della fauna, nei boschi e foreste circostanti la fattoria della famiglia. I suoi genitori la incoraggiavano a non avere paura e a non temere le sfide. La prepararono ad affrontare le emergenze di un’epoca in cui molte tradizioni e fedi del passato, in particolare quelle che riguardavano il ruolo delle donne, sarebbero state spazzate via.

L’educazione
Fu durante questo periodo che Amelia Earhart cambiò nel corso della crescita. La famiglia era costantemente alla ricerca di qualche lavoro per suo padre.

“Parte della natura indipendente di Amelia era innata. Una volta, quand’era bambina, disse a sua madre: – Se non sei qui per parlare, sussurro alle mie orecchie. Nel 1904, quando aveva sette anni, la famiglia visitò la Fiera Mondiale di San Louis. Amelia chiese se poteva andare sulle ‘montagne russe’; la madre disse di no. Ma la bambina, tornando a casa, ne costruì una per conto suo: una trappola mortale, formata da una o due coppie di lunghe assi di legno, inchiodate ai bordi del tetto del capanno degli attrezzi (in modo da formare un lungo piano inclinato – N.d.T), reggenti una cassa di legno cui erano attaccate delle ruote per pattini a rotelle. Fu la prima a provarla, ma il fondo della cassa che la trasportava, si ruppe e fu spazzato via. Lei reggendovisi ai bordi, col vestito strappato, non si scoraggiava affatto.
– Oh Pidge – disse a sua sorella – sembrava proprio di volare!

Fu educata in casa fino all’età di dodici anni, poi cominciò a frequentare le scuole pubbliche a Des Moines, Iowa, la nuova residenza della famiglia. Poco tempo dopo, suo padre cadde preda dell’alcoolismo, per cui fu costretto a lasciare il lavoro. La casa di famiglia fu venduta all’asta. Divennero indigenti. All’età di 17 anni si rese conto che la fanciullezza era finita.
Per il resto della sua vita, Amelia Earhart avrebbe detestato l’alcool con tutte le sue forze e si sarebbe preoccupata costantemente per la sicurezza finanziaria.

Proprio da sua nonna, un’altra Amelia, che disapprovava gli atteggiamenti da maschiaccio della nipotina, volevano sentire: allora fa tutto ciò … che vuoi. Dalla sua mamma frustrata, Amelia imparò il prezzo che una moglie paga nel fare affidamento sul marito per la propria felicità e il benessere finanziario. Dal suo affascinante padre, Edwin, lei imparò a fare qualsiasi cosa che la potesse rendere felice.

Infine, la famiglia si stabilì a Chicago. In città, Amelia volle iscriversi al miglior programma scientifico. Andò alla Scuola Superiore di Hyde Park e si laureò nel 1916. Era un’accanita lettrice e apprese tutto ciò che poteva in merito all’ingegneria meccanica e al successo femminile. Lei era convita che le donne potessero fare tutto ciò che fanno gli uomini. Per anni tenne un album di articoli riguardanti le donne che eccellevano in ogni campo, in particolare quelli in cui gli uomini avevano il predominio. Proprio loro sarebbero state per lei i modelli e i punti di riferimento e avrebbero formato le sue idee e gli ideali.

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“Gentile e piuttosto serena all’apparenza, dentro di sé era volitiva e indipendente: garbata, ma nello stesso tempo disinvolta, una persona che non doveva dar conto a nessuno. Era convinta che l’avventura fosse una proficua ricerca dentro e fuori di sé; un atteggiamento radicale per una donna.

La guerra

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Con lo scoppio della prima guerra mondiale, Amelia decise che fosse il momento di fare la differenza. Lasciò la scuola e andò a vivere a Toronto, in Canada, presso sua sorella. Frequentò un corso da infermiera, per soccorrere i soldati feriti sui campi di battaglia. Molti persero gli arti, altri furono accecati dai gas venefici e altri ancora impazzirono a causa del logorio delle battaglie. Fu un’esperienza drammatica. Per la prima volta ella vide dolore, sangue, sofferenza e morte. Quell’esperienza la trasformò rendendola matura e allontanò da lei anche la paura della morte.

Mentre la guerra finiva di infuriare, un’altra tragedia si abbatté sull’umanità: l’epidemia “spagnola” (1918 – 1820 – NrR) travolse l’Europa e il mondo. Amelia a stento curava gli ammalati, salvando vite, finché lei stessa ne diventò vittima. Stava quasi per morire a causa della polmonite e di una severa sinusite. La malattia la soffocò devastandola. Ci volle un anno per riprendersi. Da allora in poi soffrì costantemente di emicrania e di infezioni da fistole, in un’epoca in cui ancora non c’erano gli antibiotici. A volte indossava una benda che le copriva la guancia, per nascondere un tubicino di drenaggio. La malattia intaccò le sue attività e rese più difficile e impegnativa la sua passione per il volo.

Il volo
Nel 1919 Amelia visitò la Fiera Nazionale Canadese a Toronto. Lì fece una strana esperienza che modificò il corso della sua vita. Un volo dimostrativo da parte di un asso della prima guerra mondiale, fu il clou dell’evento. Mentre il pilota si destreggiava scendendo in picchiata verso il suolo affollato, vide Amelia e un amico che stavano in disparte e si lanciò verso di loro. Amelia mantenne la sua posizione quando il velivolo si avvicinò.
In quel momento non capii – disse – ma credo che quel piccolo aereo rosso mi abbia detto qualcosa, quando mi sibilò accanto.

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[Amelia Earhart (1) – Continua]