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Una canzone per la domenica (53). Addio a João Gilberto

proposto da Sandro Russo

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Con qualche settimana di ritardo proponiamo il ricordo di João Gilberto – (Juazeiro,1931 – Rio de Janeiro, 6 luglio 2019) così com’è stato proposto da la Repubblica, con il richiamo di qualcuna delle sue canzoni

Addio João Gilberto, uno dei padri della bossa nova

Joao Gilberto in concerto alla Carnegie Hall di New York il 18 giugno 2004

Il grande artista aveva 88 anni. Alla fine degli anni 50 con Tom Jobim rivoluzionò la musica popolare del Brasile. Brani come ‘Desafinado’, ‘Garota de Ipanema’, ‘Samba de uma nota só‘, ‘Maria Ninguém’, ‘Saudade da Bahia‘, ‘Rosa Morena‘ sono diventati degli standard mondiali

di Giovanni Gagliardi

La musica brasiliana e mondiale perde un genio. A 88 anni è morto João Gilberto, uno dei padri della bossa nova. Il grande musicista è morto nella sua casa di Rio de Janeiro. Lo ha annunciato il figlio Marcelo Gilberto con un post su Facebook.

João Gilberto Prado Pereira de Oliveira, questo il vero nome di João Gilberto, con Antônio Carlos Jobim, Vinícius de Moraes e Carlos Lyra, alla fine degli anni 50 rivoluzionò la musica popolare del suo Paese creando un genere inimitabile, sia per la parte cantata che per la parte musicale, grazie alla sua ossessione di cercare un nuovo modo di suonare la chitarra, al punto da concentrarsi unicamente su di essa, anche a costo di isolarsi dal mondo. E la sua caparbietà proverbiale gli permise di creare, esattamente 60 anni fa, un disco clamoroso, Chega de saudade, del 1959, considerato da tutti l’album che ha gettato i semi della bossa nova.

Chega de saudade è una canzone composta da Vinícius de Moraes e Antônio Carlos Jobim. Portata al successo da João Gilberto con Bim-bom sul lato B del 78 giri, è considerata il brano che ha dato inizio al genere della bossa nova brasiliana.

Chega de saudade (Basta con la nostalgia) è anche il primo album del cantante e chitarrista brasiliano João Gilberto, pubblicato dalla Odeon EMI nel 1959

I 50 anni della ‘Ragazza di Ipanema’, un classico per mille voci
Ma quel disco nacque anche grazie all’incontro con Antônio Carlos Jobim, pianista e compositore, molto influenzato dalla musica popolare nordamericana contemporanea del tempo: il jazz. E proprio al jazz la bossa nova ben presto si saldò. Nel 1962, il nuovo genere musicale era ormai “espatriato” ed era stato abbracciato da molti jazzisti nordamericani, come Herbie Mann, Charlie Byrd e il sassofonista Stan Getz, che invitò Gilberto e Jobim a collaborare su quello che divenne uno degli album di jazz più venduti di tutti i tempi, Getz/Gilberto. Il disco consacrò a livello internazionale anche la moglie di Gilberto, Astrud, grazie alla composizione di Jobim, The Girl From Ipanema, che la fece diventare un’icona della musica pop di tutte le età.

Da YouTube: The Girl From Ipanema (Joao Gilberto, Astrud Gilberto, Stan Getz, and Antonio Carlos Jobim)

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La donna che ispirò Garota de Ipanema

La ragazza di Ipanema; compie 50 anni, ecco la donna che ispirò la canzone
Gilberto, o ‘Joazinho’ come veniva chiamato dagli amici più cari, proseguì nelle sue performance per tutti gli anni Sessanta, ma non incise nessun disco fino al 1968, quando uscì Ela É Carioca, un EP registrato durante la residenza in Messico. Nel 1973 uscì João Gilberto, a volte citato come l’“Album bianco” della bossa nova, con riferimento al White Album dei Beatles.

Nel 1976 fu la volta di The best of two worlds, in collaborazione con la cantante Miúcha (sorella di Chico Buarque), che era diventata la seconda moglie di Gilberto nell’aprile del 1965. Amoroso uscì nel 1977 con l’orchestrazione di Claus Ogerman, che aveva fornito un suono simile alle registrazioni strumentali di Jobim verso la fine degli anni sessanta e all’inizio degli anni settanta. Come era stato per tutti gli album di Gilberto, anche questo conteneva principalmente composizioni di Jobim, mescolate con i più vecchi samba e melodie nordamericane degli anni quaranta. Nel 1980 fu prodotto Brazil, nel quale Gilberto collaborò con Gilberto Gil, Caetano Veloso e Maria Bethânia, che verso la fine degli anni Sessanta avevano fondato il movimento Tropicalia che aveva fuso la bossa nova con il rock.

João, prodotto nel 1991, aveva una particolarità insolita: la mancanza di qualunque composizione di Jobim, mentre erano presenti brani di Veloso e di compositori in lingua spagnola. Le canzoni lanciate da Tom Jobim e João Gilberto come Desafinado, Garota de Ipanema, Samba de uma nota só, Maria Ninguém (di Carlos Lyra), Saudade da Bahia, Rosa Morena, (le ultime due prese dal repertorio del musicista e cantante brasiliano Dorival Caymmi) e molte altre, diventarono (e sono tuttora) veri standard e resero la bossa nova uno dei generi più in voga negli anni sessanta influenzando tutta la musica mondiale. Di João Gilberto Miles Davis disse che avrebbe potuto suonare bene anche leggendo un elenco telefonico, mentre per Caetano Veloso, João Gilberto è meglio del silenzio.



La sua vita

Sesto dei sette figli di un commerciante benestante, Joao Gilberto (nome d’arte di Joao Gilberto Prado Pereira de Oliveira), era nato nel 1931 a Jazeiro, nello Stato di Bahia, nel nord-est del Brasile. Joazinho, il piccolo Joao, come era chiamato in famiglia e poi tra gli amici e i colleghi, comincia a suonare la chitarra da autodidatta a 14 anni. A 18 si trasferisce a Salvador de Bahia, dove si esibisce sulle onde di alcune radio locali, e l’anno dopo a Rio, dove fonda il gruppo Garotos de Lua. Nel 1957 suona in un disco di Elizeth Cardoso, Concao do Amor Demais, composto da Tom Jobin e Vinicius de Moraes.

Vent’anni negli Stati Uniti

A partire dal 1962 vive per vent’anni a New York – con l’intermezzo di un biennio in Messico – dove lavora ancora con Jobim e con jazzisti come il sassofonista Stan Getz. L’album Getz/Gilberto, con la canzone Garota de Ipanema cantata dalla prima moglie di Gilberto, Astrud, riscuote un immenso successo. Ma gli costa anche il divorzio, perché Astrud lo lascia proprio per il jazzista americano.
La Bossa Nova conquisterà il pubblico di tutto il mondo quando Frank Sinatra canterà nel 1967 Girl of Ipanema, versione in inglese del brano più famoso.

Le liti in famiglia

Joao Gilberto ha concluso la sua vita in solitudine e in miseria, in seguito ad una disputa che ha visto opposti da un lato i suoi figli Bebel e Marcelo e dall’altro l’ultima moglie, Claudia Faissol, di 40 anni più giovane di lui, da cui viveva separato.

[da la Repubblica del 6 luglio 2019]

Da YouTube: Desafinado

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Locandina allegata al commento di Dante Taddia del 31 luglio (pubblicato solo ora, 20 agosto, per un disguido):

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3 commenti per Una canzone per la domenica (53). Addio a João Gilberto

  • Silverio Guarino

    Caro Sandro,
    non so se tutti riusciranno a leggere la tua “kilometrica” recensione su Joao Gilberto; nel mio piccolo posso solo dire che alla notizia della sua scomparsa ho pianto veramente, ma non per la morte, che è un evento fisiologico che probabilmente riguarderà anche me, ma per il ricordo dell’emozione che la sua musica desta e continua a destare in chi, come me e come te, lo ha amato e amato e amato ancora.

    Io, poi, ho avuto la gioia e l’onore di suonare i suoi brani quando, una decina di anni fa, mi esibivo in pubblico con amici appassionati di quella musica “speciale”; io al basso, Maurizio Ricci alla chitarra solista, Stefano Ciotti (‘o brasiliano) alla chitarra ritmica e ai vari strumentini di supporto, Romeo Volpe alla batteria e Maurizio Pizzorusso al flauto traverso.

    Anche allora, quando suonavo quei brani, mi veniva da piangere come “un vitello orfano”, e tutti capivano e si emozionavano con noi.

    Silverio

  • Letizia Piredda

    Joao Gilberto: ho amato moltissimo le sue canzoni , in particolare Manha de Carnaval, vibrazione emotiva allo stato puro, come solo la musica brasiliana può fare. Musicista e cantante di grande sensibilità, innovatore, capace di un impatto emotivo travolgente.

  • Dante Taddia

    Dal profondo Mozambico e non avendo il supporto della direttora, invio un commento a quanto scritto da Silverio per Joao Gilberto.

    La conferma della “bossanovafilia” del Guarino che, stando a quanto detto dalla sorella, ci aveva “ammosciato” ad libitum (tanto per restare in ambito musicale) con questo genere musicale, è confermata nella locandina che in allegato (nell’articolo di base – NdR).
    E’ uno spettacolo musicale fatto a Latina – che avevo preparato con tanto amore e partecipazione “bossanovistica” – ma che per improvvisi impegni di lavoro Tanzania e Mozambico non ho avuto il piacere di vedere di persona.
    Mi hanno detto che è stato molto gradito e applaudito.

    P.S. – La macchia di colore della locandina mette allegria anche se magari le burrose forme delle Oba Oba avrebbero dato maggiore risalto a danza e partecipazione di lettori e non.

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