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Una canzone per la domenica (51). Oh che sarà che sarà

proposta da Francesco De Luca

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Un inno all’amore. Il più disincantato, il più vero. Dove l’umanità non riesce a trattenersi e fuoriesce prepotente. Nella sua fattezza terrena. Perché l’amore è mistero che si eleva dalla materialità del suo slancio, è bellezza nella sua carnalità. È leggerezza perché da preghiera diventa bestemmia o no, da bestemmia diventa canto liberatorio. Questa canzone lo esalta fuori dalla retorica, dal sentimentalismo, dalla liturgia.
La canzone è un capolavoro della musica, e Chico Buarque ne è l’autore (testo e musica). Noi la gustiamo nella traduzione di Ivano Fossati.

Dell’amore ciascuno ha la sua esperienza e ne ha tratto l’apprezzamento proprio. Ciascuno troverà in questo testo il verso che più lo convince. E, nel profondo del significato, il suo impatto con questo sentimento. Tutto umano. Non celestiale, non animale. Solo umano.
D’amore si vive, si muore perfino. Chi riesce ad averlo come compagno abituale vive in uno stato di grazia.

La musica. La canzone è costruita in modo singolare. Non ha crescendo e staziona su una regolarità quasi monotona e, come tutte le canzoni immortali, ha una struttura semplice, orecchiabile. Impreziosita dal ritmo brasiliano, che gli dà quel movimento accattivante. Si presta a interpretazioni di ogni genere, colte, ricercate o banali. L’atmosfera è quella della poesia brasiliana: amara e dolce, in penombra, affinché ciascuno rifletta su “ciò che non ha ragione né mai ce l’avrà, non ha rimedio né mai ce l’avrà, non ha censura, non vergogna, non decenza, non giudizio. Né mai ce l’avrà”

Da YouTube nella versione cantata da Fiorella Mannoia insieme all’Autore; alla chitarra Touquino

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Oh Che sarà che sarà

(C. Buarque de Hollanda – I.Fossati)

Ah che sarà che sarà che vanno sospirando nelle alcove
che vanno sussurrando in versi e strofe che vanno combinando in fondo al buio
che gira nelle teste e nelle parole che accende candele nelle processioni
che va parlando forte nei portoni e grida nei mercati che con certezza
sta nella natura nella bellezza quel che non ha ragione ne mai ce l’avrà
quel che non ha rimedio ne mai ce l’avrà quel che non ha misura.

Ah che sarà che sarà che vive nell’idea di questi amanti che cantano
i poeti più deliranti
che giurano i profeti ubriacati che sta sul cammino dei mutilati
e nella fantasia degli infelici che sta nel dai e dai delle meretrici
nel piano derelitto dei bambini ah che sarà che sarà
quel che non ha decenza ne mai ce l’avrà
quel che non ha censura ne mai ce l’avrà quel che non ha ragione.

Ah che sarà che sarà che tutti i loro avvisi non potranno evitare
che tutte le risate andranno a sfidare che tutte le campane andranno a cantare
e tutti i figli insieme a consacrare e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad incontrare perfino il Padre Eterno da così lontano
guardando quell’inferno dovrà benedire quel che non ha governo ne mai ce l’avrà
quel che non ha vergogna ne mai ce l’avrà quel che non ha giudizio.

Ah che sarà che sarà quel che non ha governo ne mai ce l’avrà
quel che non ha vergogna ne mai ce l’avrà quel che non ha giudizio.
Ah che sarà che sarà quel che non ha governo ne mai ce l’avrà
quel che non ha vergogna ne mai ce l’avrà quel che non ha giudizio.

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