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Nuvola rosa

di Francesco De Luca

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Quell’albero ha la forma di una ‘nuvola rosa’, tanto è carico di fiorellini rosa. E’ un oleandro, fatto venir su ad alberello invece che a siepe. Il fatto è che di tronchi ne ha ben tre per cui si è allargato, dando alla sua chioma l’opportunità di aprirsi. A nuvola. Come una grande nuvola rosa.

Ora è luglio, ed è da giugno, più o meno dalla metà, che da quei puntini rossi intensi si sono aperti i fiori rosa. Dureranno fino a settembre. No, non sono fiori tanto durevoli, anzi sono molto molto precari, al massimo rimangono attaccati un giorno. E poi? Poi cadono irrimediabilmente, cosicché ogni giorno centinaia di fiori giacciono sul terreno. Ma né l’albero né la possanza del colore ne risentono perché i fiori caduti vengono rimpiazzati da altri. Così fino a settembre.

Ma intanto, nei mesi estivi, quell’albero si libera di centinaia e centinaia di fiori. I quali hanno anche questa proprietà: sono appiccicosi. Per cui su un mattonato aderiscono. Non solo. Dopo un giorno e col favore della rugiada notturna perdono un po’ di colore e macchiano di marrone. Per ritrovare la pulizia nel cortile occorre prima spazzare e poi passare il panno bagnato.

Oggi 11 luglio, col venticello leggero, la nuvola rosa lumeggia nel cortile, e lascia andare di tanto in tanto un fiorellino.

A questo punto interviene zi’ ’Ntunino. Mi ha lasciato l’onere della spiegazione, ma adesso vuole intervenire lui. “ Fra’ – mi dice – ma tu dai più peso alla bellezza dell’oleandro o al fatto che tutti quei fiori dovranno essere spazzati da te? Non c’è scampo, tanto sono belli a vedersi quanto sono odiosi ad essere rimossi ”.

’Ntunino mi sollecita una risposta perché spesso mi sono lamentato del fatto che quel bel vedere ha una contropartita dolente. È bello guardare l’insenatura del porto dal cortile. I natanti dei turisti ancorati fra Frontone, il Core e Cala Gaetana, le navi di linea che ballettano: esce il mezzo veloce per lasciare entrare il CarloForte che poi libera l’attracco per il traghetto da Formia. E tutto l’andirivieni è incastonato in questa nuvola rosa che contrasta con l’azzurro del cielo e col blu del mare.
Sì… però ogni mattino c’è da spazzare. Ogni singolo mattino… se no è ancora più faticosa la pulizia, e più scocciante.

Sto per rispondere e mi ritrovo a pensare che nei primi anni io e mia moglie eravamo fiori dell’oleandro da noi piantato. Quando venivamo per le vacanze estive, dal mare lo guardavamo con ammirazione. Lui si faceva notare. Era più piccolo ma già spiccava fra il verde del giardino e il bianco della casa.
Oggi l’importanza è data più al lavoro di pulizia.
È l’età. Con gli anni si bada meno alla bellezza e più all’integrità fisica.
No, non è stata questa la risposta.

La bellezza, anche lei, non è gratuita. Nel mondo, nella nostra vita, la bellezza va cercata, incrementata. Non soltanto goduta. Per goderla appieno bisogna interfacciarsi con essa e perciò partecipare al suo ciclo.

’Ntunino mi guarda. Non so come abbia valutato la mia risposta. Non riesco a capire dall’atteggiamento del volto il suo giudizio.