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10.000 candeline per Ponzaracconta

di Adriano Madonna
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Non sono gli anni, sono gli articoli, ben diecimila, che Ponzaracconta ha pubblicato. Diecimila candeline servono ad illuminare il passato e le vie ombrose del futuro.
Un passato che sa di Ponza, l’isola dei miei vent’anni, l’isola che mi ha regalato i colori del mare più bello: quello azzurro e pulito, pieno di vita, il mare delle leggende, le leggende vere che ogni marinaio custodisce gelosamente in cuore.
Avevo proprio vent’anni quando approdai a Ponza per la prima volta.
Era un mattino di ottobre che già sapeva d’inverno e castagne, ma il mare di Ponza, immoto e grigio come una lastra di ardesia, invitava e scoprire i segreti delle sue profondità.
Fu là che scattò la scintilla dell’amore, un amore immenso e costante come solo i grandi amori riescono ad essere, ed eccomi, dunque, ogni anno e per tanti anni tornare a Ponza.

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Allora ci si imbarcava con una tenda da drizzare sopra la piscina, a Le Forna, e con 10.000 lire in tasca. Con 10.000 lire si stava bene più di una settimana, ma la pesca aiutava ad imbandire la tavola di sera per una cena sostanziosa.
Ricordo, dunque, le marmore che fiocinavo di notte sulla sabbia, nello spazio di mare tra la piscina e il molo: marmore grosse, numerose, che riempivano il retino e poi profumavano sulla griglia.

Ponza, che dirti? Sei come una malattia cronica che quando entra nelle vene non ne esce più e tu sei sempre uguale nei tuoi tramonti, nelle tue nottate d’incanto.
Sei un’isola senza tempo, bella nei ricordi con il profumo della giovinezza. La giovinezza se n’è andata, i ricordi no, restano per sempre: sono come la pietra, e, per dirla con Garcia Lorca, la pietra è una spalla per portare il tempo.

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