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È cominciata per gioco

di Sandro Russo

 .

È cominciata per gioco – poteva essere l’estate del 2009 – con Mario Balzano che faceva “lo spiego” delle canzoni napoletane (ricordo ’U guarracino e Spingule frangese), analizzandone, dopo averle ascoltate e riascoltate tutti insieme, il dialetto, scritto a pennarello spesso, su un grande blocco di fogli bianchi (che foglioni!).
Eravamo sullo spazio antistante al ristorante zi’ Arcangelo, alle Forna, dopo che i clienti erano andati via, in un recesso della piazzetta della Chiesa.

Poi ci prendemmo gusto e incontro dopo incontro, cominciammo a rievocare altri aspetti della vita isolana; per esempio come si facevano le volte delle case per raccogliere l’acqua piovana (all’asteche); contemporaneamente dotandoci di un notaio (Isidoro Feola) che consultava compunto un grande vocabolario napoletano-italiano in due volumi…

Ne parlavamo tra noi, nei giorni successivi, di quanto ci piacevano quelle riunioni – scherzose sì, ma molto erudite e partecipate -, in cui ognuno cercava di ricordare qualcosa e di dire la sua. A tutti pareva un peccato che se perdesse ’a scumma, una volta finita l’estate.

Così nacque l’idea di continuare anche d’inverno, dal momento che la maggior parte di noi viveva fuori Ponza.
La scelta cadde sul mio casale a Lanuvio, tra Latina e Roma, grande e accogliente. Lì facemmo begli incontri invernali, organizzati come dei mini–convegni, con un “bravo presentatore” (di solito Mario Balzano) e una rigorosa scaletta degli interventi. Né ci facevamo mancare i generi di conforto!
Ne facemmo diversi. Uno in particolare rimase mitico, centrato su ’u mangia’ ’i ’na vota dove ognuno si espresse al massimo preparando coniglio alla ponzese, calderoni di cicerchie, maruzze cu’ ’u furtiente. Con delle raffinatezze “culturali”, tipo un’abbondante fornitura ’i spin’ ’i zamperevite (l’aculeo terminale delle foglie dell’agave) per estrarre le lumache dal guscio. E poi pizz’i grane, pizze rustiche, casatiell’..!
Ricordo di aver visto gente che mangiava quasi piangendo, mentre diceva: I’ so’ quarant’anne ca nunn’assaggiave ’sti ccose!

Ormai l’entusiasmo ci aveva contagiati tutti – ad una riunione media eravamo circa una quarantina di persone! – e si cominciò a pensare al modo di conservare quegli arricchimenti.
La prima idea fu quella di un giornalino periodico (tutti avevamo letto a suo tempo Ponza mia (primo numero del gennaio 1965) e “Vivere Ponza” (dall’’85 in poi).
In quell’occasione tutti guardavano me in modo troppo insistente; io cercai di scansare come potevo finché venne in mio aiuto Antonio Capone (sempre benedetto!), con studi di ingegneria informatica ancora in corso, che li apostrofò:
– Ue’ dinosauri, ma lo sapete che dai tempi di Ponza mia c’è stata una rivoluzione che si chiama internet ed esistono i giornali on-line..?
Fu così che mi salvai dal cetriolo della carta stampata, ma non potetti evitare quello che il destino aveva in serbo per me, come caporedattore del sito… E così, dopo alterne vicende eccomi qui!
Diecimila articoli sul groppone e un impegno totalizzante, di tempo e di passione – quello che prima dedicavo alla medicina -, per il sito.

Di Ponzaracconta si può dire – e si è detto – di tutto.
È evidente che non c’era nulla di predefinito; siamo andati avanti secondo “il caso e la necessità” proponendo di volta in volta i temi che stavano a cuore a noi come redattori, e ai nostri lettori e contributori.
Altrettanto ovvio che la prima fase esplosiva centrata sui ricordi non potesse continuare indefinitamente, infatti quella pur fertile vena aurifera si è esaurita, pur con occasionali, sporadici ritrovamenti.
Intanto altri filoni si identificavano e ricevevano attenzione e contributi…

Ancora seguendo il caso e la necessità, le proposte che venivano dalla base erano perfezionate e amplificate, sempre nell’intento di aggregare e conservare la memoria isolana. Questo slancio non ci è mai venuto meno.

Diecimila articoli in poco meno di otto anni e mezzo… E quante cose sono successe! Dalla campagna con il FAI per il Faro della Guardia (2012), alle tante Mostre ed Eventi… chi non ricorda le due sull’Appriezzo e le diverse serate (in anni successivi) delle Notti delle stelle… all’insegna del recupero delle conoscenze astrologiche dei vecchi marinai ponzesi.

Poi nel nostro giocondo procedere abbiamo incrociato Vigorelli.
Con la serenità di diecimila articoli all’attivo e a distanza di tempo, siamo appena in grado adesso di analizzare quel (tempestoso) rapporto. Ogni collaborazione presto si interruppe, fino alla guerra aperta. Non poteva andare diversamente; dato il personaggio, i suoi metodi e le sue finalità, lo scontro era inevitabile. Solo che lui era il sindaco e ci rese la vita difficile.

Sarà destino del sito entrare prima o poi in conflitto con il potere e/o con i politici.
Basta andare a verificare, tra i messaggi di partecipazione e felicitazione per i diecimila pezzi, quelli che ci sono giunti (a qualsiasi titolo) da esponenti delle tre amministrazioni comunali sotto cui abbiamo svolto la nostra mission di promozione dell’isola. “Malgrado loro”, mi viene da dire.

Tutto bene allora? Nulla da recriminare?
Sì, ci dispiace aver perso delle persone per strada; amici con cui avevamo condiviso un progetto comune: per malinteso orgoglio (bilaterale) o per franca ’uallera, perfino per opportunismo politico (…mi si nota più se scrivo a Ponzaracconta o se non partecipo per niente?).

Non a caso ho ricordato gli inizi giocosi del sito. Una conseguenza, forse obbligata, degli anni che sono passati e dei tempi calamitosi che stiamo vivendo, è una perdita di leggerezza. Potevamo fare meglio e di più in questo senso?
Mi faccio spesso questa domanda. E serenamente la pongo anche ai lettori/contributori.
“La Coop siete voi”.
Il sito siete voi. Lavoriamo tutti insieme a rendere il sito meno pesante e serioso o insieme prendiamo atto che quel tempo è passato e non è più possibile. Dipende da noi. Il sito siamo tutti noi. Insieme.

 

 

2 commenti per È cominciata per gioco

  • Rita Bosso

    Solo orgoglio o uallera, Sandrino caro? Magari!
    E se fosse, come nel mio caso, che spesso leggo e rileggo e non ci capisco niente? Prendi la querelle Enzo-Biagio, ad esempio, con commenti chilometrici che avranno fatto accapponare la pelle alla Direttora.
    Non ho alcun preconcetto nei confronti del Mare di Circe, vorrei capire, informarmi, infine valutare ma… non ci ho capito nulla. Invece, all’epoca di Vigor, gli articoli brevi, zeppi di cifre (costi, beneficiari, fruitori …), incisivi, taglienti, informativi, li capivo! Riuscivo a comprendere se gli obiettivi erano realistici o fumosi, se i progetti realizzati miravano alla reale conoscenza dell’isola (es: cisterne romane) oppure erano aria fritta.
    Sandrino caro, prima leggevo, capivo, scrivevo, commentavo e oggi non capisco nulla: nel mio caso sarà demenza senile, altro che orgoglio o uallera.

  • Silverio Guarino

    Condivido con Rita i commenti non particolarmente benevoli che riguardano gli articoli e i commenti “infiniti” che hanno fatto irritare “la Direttora” (che è poi anche mia sorella). Certo la sobrietà non è la dote di cui siano dotati i collaboratori di “Ponzaracconta”, né io con i miei contributi (quasi sempre meno di una pagina) sono riuscito (con pochissimi altri) a dare un sobrio esempio di comunicazione.
    Per ora la certezza è che, con la “stagione”, qualche logorroico si dedica ad altre attività e lascia spazio e respiro alla nostra “Ponzaracconta”. Ma tornerà l’inverno…

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