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k2-35 v4-10a ernesto-10 73 Cunicoli semisommersi nei pressi delle cosiddette grotte di Pilato Il re delle triglie: Apogon imberbis

“Ponza, perla di Roma”, presentazione al Club Unesco capitolino

segnalato da Sandro Russo

La serata intitolata “Ponza, perla di Roma”, più volte rimandata dai mesi scorsi, si è svolta finalmente ieri sera presso il circolo Montecitorio a Roma, con gradimento degli ascoltatori e dei due relatori, anche se la fruizione delle foto non è stata al massimo data l’ora ancora diurna.
Molti gli aspetti della realtà isolana toccati e le domande poste.

Particolarmente interessante – perché era una storia che non conoscevo – la rievocazione che ha fatto Giuseppe Mazzella di un breve viaggio tra Ponza e Palmarola compiuto tra gli anni ’70 e gli ’80 su una nave oceanografica di cui era ospite.
Si navigava al largo della “Scarrupata”, dove il fondale tocca i 900 metri e si approfonda poi ulteriormente fino alla famosa “fossa del Tirreno” (3600 m) toccata da Piccard nel 1953 (leggi qui).

“Ebbene – ha raccontato Giuseppe – sull’ecoscandaglio di bordo i tecnici mi hanno mostrato delle immagini che rotolavano lungo lo zoccolo isolano: erano massi di roccia che si staccavano dall’isola e si perdevano nelle profondità, continuamente.
Mi sono reso conto in quel momento della fragilità del nostro amato scoglio e della profezia di Le Dolomieu (leggi qui), il suo occhio ‘da geologo’ (quindi esteso su grandi estensioni di tempo), che gli fa predire un destino di demolizione e assottigliamento delle coste e la sostanziale ‘sparizione delle isole nel lungo periodo'”.

Poi, per tenere lontani i brutti pensieri, proseguimento della serata con una buona cena, conoscenza di persone nuove e interessanti scambi di idee tra i partecipanti

 

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