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I giorni del delirio

di Francesco De Luca

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Purtroppo così appaiono questi giorni ( fino a metà settembre ) per chi dimora sull’isola di Ponza per tutto l’anno. Sono, o meglio siamo, chille d’ u vierno, quelli dell’inverno e lo stravolgimento della vita isolana si mostra così: agitato da un delirio, da una frenesia. Non è un giudizio nostalgico, no … è che l’isola e gli isolani sono travolti da qualcosa di anormale. Ad essa non si riesce a proporre una regola equilibratrice.

Economicamente l’isola fiorisce di opportunità, di presenze commerciali, e dunque non è possibile emettere un giudizio negativo. Senza l’apporto economico estivo l’isola si desertificherebbe nel periodo invernale, e gli isolani la abbandonerebbero al degrado più nero.

Socialmente è palpabile la dinamicità delle relazioni, la loro multiformità, la positività che ciò apporta alla vita sociale, rinsecchita e isterilita nel periodo invernale.

Antropologicamente è altrettanto visibile che sotto l’apparente gioiosità è depositato un disagio mascherato. Le relazioni sono finte, opportunistiche. Stucchevoli verso i clienti turisti, ai quali bisogna mostrare buon viso anche se, col passare dei giorni, ciò deprime. Perché i servizi sociali non sono adeguati a fronteggiare la marea umana dei vacanzieri.

Tutta la vita dell’isola si appiattisce opportunisticamente nella dimensione economica. C’è un’offerta minimale esagerata contro una domanda tesa a qualificarsi sempre più. C’è un’organizzazione dei servizi inadeguata perché non programmata.

’Ncopp’i socglie ce stanno tanta patelle e nuie iammo cu na preta ‘mmano.

Una pletora di esercizi commerciali tutti copia uno dell’altro; un’organizzazione dei servizi di trasporto a mare e a terra, lasciata a se stessa; c’è un flusso di turismo su naviglio enorme e non regolato.
La sregolatezza irrobustisce, a livello di dinamiche sociale, i prepotenti e i corrotti.
I prepotenti sono gli insicuri che trovano autorità nella forza (fisica, organizzativa, finanziaria).
I corrotti sono quelli che cercano, vuoi con la forza politica, vuoi con quella clientelare, vuoi con quella finanziaria, di ottenere ciò che è illegittimo, ciò che è scorretto.

Ne ho messo di carne a cuocere eh? Certo… perché il fenomeno estivo è ristretto nel tempo, e perciò intenso nelle sfumature e nelle dinamiche.
Spero che la breve attenzione che si dà ad un articolo possa aver suscitato qualche domanda, qualche dubbio. Il fenomeno è complesso e va studiato. Non soltanto patito, per cui si mugugna e si bestemmia. Va studiato. Diversamente dobbiamo ammettere a chiare lettere: non siamo capaci di gestirci. Ci agitiamo, troviamo una sottile intesa, ci liberiamo di qualche forestiero intruso e poi…?
Non siamo capaci. Semplicemente.

Ce ’a facimmo a mette ’nsieme
forza, core e mente
p’addeventà Punzise averamente ?

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