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Epicrisi 233. In acque agitate ci vuole un comandante esperto e coraggioso…

di Sandro Vitiello

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Volevo scrivere di San Silverio, volevo parlare della bella festa a cui ho partecipato, finalmente, dopo tre anni di assenza e anche se sono fuori tempo massimo – come si dice – mi permetto qualche considerazione fuori dalle righe.

Grande rispetto per gli organizzatori che hanno fatto del loro meglio e anche di più ma se tutti diciamo  che va bene, poi alla fine che gusto c’è?
Non la faccio troppo lunga ma mi hanno lasciato molto perplesso le bancarelle disposte da Mamozio a Giancos.
Proprio non si poteva fare diversamente?

Non mi sono piaciuti i fuochi: niente di che rispetto ad altri miei ricordi.

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Renzo Arbore? Io gli voglio bene perché è stato un genio che ha fatto la storia della radio e pure della televisione.
Ma  arriva per tutti un momento in cui bisognerebbe ammettere che il tempo scorre inesorabile e che forse è il caso di passare la mano.
Piccolo scambio di battute tra il noto showman e la grande ristoratrice di Cala Caparra.
– Signora, ma lei alla sua età cucina ancora? Ce la fa ancora?
– Sissignore. E tu ce la fai ancora a cantare?

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Vabbè…

Ma voi lo sapete che in questo periodo a Ponza ci sono le albicocche più buone del mondo?
E le pesche?
Ma lo sapete che ‘n’copp ‘u Cienz quest’anno qualcuno ha fatto più di un quintale di cicerchie?

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E che a furia di guardarsi intorno si fanno bellissime scoperte?
Sull’altopiano dell’Incenso è stato riportato alla luce un cortile come quelli che ci sono davanti a tutte le case antiche dell’isola.
Uno spazio di venticinque-trenta metri quadri seppellito dalla boscaglia che una volta ripulito si è mostrato in tutta la sua bellezza.
Serviva per ripulire i legumi raccolti, dalla parte erbacea. Per portare a casa solo i semi. Per restituire alla terra tutto quello che non serviva.
Merito di Davide e Salvatore che si stanno impegnando molto seriamente a questo progetto di recupero delle terre una volta coltivate, oggi tornate a nuova vita.

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Torniamo all’attualità, nostro malgrado.
Ci sono problemi che riguardano l’umanità tutta e ci sono problemi ponzesi. Ponzaracconta prova a raccontare sia gli uni che gli altri.

La settimana che per noi inizia la domenica mattina, dopo la pubblicazione dell’epicrisi, incomincia con uno scritto di Pietro Folena [6]che analizza l’ascesa del fascismo.
La sua lucida analisi dei fatti di allora rapportati alla situazione attuale, con uno sguardo alle vicende mondiali, non fa presagire nulla di buono.

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Oggi sono diventati tutti leghisti o sovranisti, per non dire fascisti… Che poi è la stessa cosa.

Al di là dei risultati elettorali ci si accorge che questi nuovi protagonisti non hanno nessun timore a tirare fuori le peggiori analisi sulle vicende nazionali e, ovviamente, trovano soluzioni semplici semplici come se quelli, che fino ad oggi hanno cercato di tenere insieme questa nostra Italia, fossero stati tutti ladri e incapaci.
Dimenticando che i fili di questi partiti sono abbondantemente tirati da personaggi che in altre stagioni hanno indossato casacche diverse, a seconda della convenienza.

Franco De Luca [8] ci sollecita a non abbassare l’attenzione sui problemi dell’isola e, insieme alla rassegna stampa del territorio [9], costantemente seguita, veniamo a conoscenza delle criticità con le quali ci si misura nella stagione estiva.
Si parla di bagni chimici a Frontone, del problema dei rifiuti, delle boe a delimitare l’accessibilità dal mare alle coste, dei ritardi nell’assegnare gli spazi ai gestori dei servizi balneari e di altro ancora.
Polemiche ce ne sono, ed alcune sono dettate da risentimento politico-amministrativo.

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‘Politico’ non lo capisco visto che maggioranza – per gran parte – ed opposizione sono dalla stessa parte. Non a caso a Ponza quelli di Fratelli d’Italia hanno visto arrivare Tiero [11] come coordinatore.
Se si muovono queste figure vuol dire che c’è bisogno di una cabina di regia?
Che mettere da parte Danilo D’Amico e compagnia bella non è così facile?
Che si preparano già al dopo?

Sì, ma intanto c’è l’estate che incalza e qualcuno che la sa lunga ha proposto di mettere i tavolini in strada, dopo una certa ora, sulla banchina del porto.
Molto romantica come idea, peccato che è l’unica via per raggiungere, anche in emergenza, una parte importante dell’isola.
Non dimentichiamo che ad oggi è preclusa la possibilità di andare a prendere in taxi la gente che arriva con l’aliscafo.

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Non dimentichiamo che a quasi un anno di distanza non è stato ancora detto se Schiaffini ha vinto o no il bando per l’assegnazione del servizio.
Uno sciopero c’è stato e uno è in programma.
Ogni volta che i servizi pubblici per il trasporto sull’isola si fermano, gli abitanti e le attività di Le Forna pigliano un’altra mazzata in testa.
I consiglieri comunali eletti in quella parte dell’isola non hanno nulla da dire?

Ma parliamo di cose belle che è meglio.

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Sposarsi a Ponza [14] rimane sempre molto alla moda. Ce ne parla Paolo Iannuccelli

E, comunque, qualche lezione di storia ci può fare solo bene.

Rosanna Conte sta facendo un lavoro enorme insieme a quanti partecipano con lei al progetto del Centro studi e Documentazione Isole Ponziane.
Tante cose che appartenevano al nostro passato non ce le hanno raccontate poi così tanto bene.
Rosanna va a cercare i documenti e tante cose nuove saltano fuori.

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Ieri sera c’è stato un incontro-dibattito cui ha fatto seguito l’inaugurazione della mostra “La vita dei coloni durante la costruzione dell’impianto borbonico [16]” che rimarrà aperta fino a venerdì 5.

Rita Bosso ci racconta con nostro grande piacere pezzi di storia della nostra isola… il Caffè Tripoli [17] per esempio.
Bisognerebbe istituire un’associazione dei locali storici di Ponza. Il Tripoli ne sarebbe sicuramente parte.

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Le cale della nostra isola sono una componente fondamentale della bellezza di Ponza e Franco De Luca [19] comincia a raccontarle al meglio.

Chiudo con qualche mia considerazione.
Non voglio odiare nessuno ma la vicenda di quel genitore annegato con la sua bambina [20] mentre cercava di entrare a nuoto negli Stati Uniti la considero inaccettabile.

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Grave come quella della nave Sea-Watch che ha vagato per due settimane intorno a Lampedusa forzando poi le leggi per approdare sull’isola la notte scorsa.
Carola Rackete, la comandante, ha mostrato coraggio e determinazione nell’affrontare la situazione.
Una ragazza di trentuno anni ha dato una lezione di civiltà a un personaggio che ha fatto dell’odio la sua bandiera politica.

[22]

Io sto con Carola.