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“Isole”, il secondo episodio di “Caro Diario” di Nanni Moretti (1)

proposto da Sandro Russo

 .

Ragioniamo sempre volentieri di isole.
Al Corso di Cinema di Gianni, per il ciclo “Visioni urbane: Roma nel cinema” siamo arrivati a rivedere Caro Diario di Moretti, film del 1993, vincitore della Palma d’oro per la miglior regia a Cannes nel ’94.

Il film consta di tre episodi, rispettivamente intitolati: In vespa, Isole, Medici.
L’inclusione del film nella rassegna dedicata a Roma è ampiamente giustificata dal primo episodio, della durata di 27 min. circa, che racconta un giro per Roma in vespa del regista, con divagazioni, considerazioni, polemiche… Si chiude con la sequenza del viaggio verso l’idroscalo di Ostia, al luogo dove è stato ammazzato Pasolini. Cinque minuti di Moretti in vespa, per strade anonime; l’emozione affidata solo alla colonna sonora che avevo dimenticato dall’epoca in cui ho visto il film (del ’93).
Si tratta del primo movimento del Köln Concert di Keith Jarrett, che i lettori del sito ben conoscono (leggi e ascolta qui):

Qualche volta al Corso, il maestro assegna a noi allievi il compito di illustrare delle parti del film in analisi; qui la strutturazione in tre episodi si prestava particolarmente.

Ho scelto Isole, per interesse e affinità.
Il canovaccio è molto semplice. Nanni fa un viaggio nelle Eolie, lontano dalla frenesia della vita di città, per concentrarsi sulla scrittura della sua prossima sceneggiatura. A Lipari, in visita al suo amico Gerardo che si è ritirato lì per studiare, i due sono distratti dalla confusione turistica. Decidono così di spostarsi a  Salina dove sono angustiati dagli amici con bambini figli unici che tiranneggiano i genitori e i loro amici. Nel viaggio in nave l’amico Gerardo – che si vantava di non vedere la tv da trent’anni (…conosco qualcuno, con una fissazione del genere!) -, viene folgorato da una puntata di Beautiful vista sul televisore di bordo; ma dagli amici il televisore viene tenuto bassissimo “perché il bambino dorme!”. E i bambini (e i genitori) sono francamente insopportabili; decidono così di spostarsi ancora…

A Panarea meglio di no, troppo mondana; a Stromboli allora, dove un Sindaco con sogni di grandezza li scarrozza con un’Apetta e li ammorba con i progetti grandiosi che ha per l’isola – per niente condivisi dai suoi concittadini, che gli sbattono ‘letteralmente’ le porte in faccia – come mettere una colonna sonora ai tramonti con le musiche di Morricone: Sciòn… sciòn… (Sean… Sean).

Si spostano ancora; allora era meglio Panarea! Ma è una toccata e fuga, allorché sono ‘rimorchiati’ sul molo di una organizzatrice di eventi radical chic (tipo: vi serve un elefante per un party? …o una pista di pattinaggio sul ghiaccio? – questo l’ho aggiunto io). E scappano via!
Ripiegano allora su Alicudi, più selvaggia e inospitale. Silenzio, natura incontaminata; anche troppo! Non c’è neanche l’elettricità! Così l’amico Gerardo fugge a rotta di collo perché nel frattempo è diventato dipendente dalle serie tv.

Le isole dell’episodio di Moretti sono la scena e il pretesto, non il soggetto/oggetto del viaggio. Il mondo viene registrato dallo sguardo al solito un po’ spocchioso di Moretti e non va oltre. Incapace di penetrare l’essenza di isola, non si fa prendere da nessuna di esse, mentre affabula sulla sua sostanziale alienazione: Caro diario, sono felice solo in mare, nel tragitto da un’isola che ho appena lasciato e un’altra che devo ancora raggiungere”.

Niente di nuovo per la comprensione delle isole da questo film, pregevole per altri versi.
Per esprimere il mio punto di vista, a lezione porterò il breve video (poco più di tre minuti) tratto dal libro fotografico della nostra Federica Di Giovanni – Isole d’inverno – e leggerò la prefazione ad esso di Erri De Luca.

 

1 commento per “Isole”, il secondo episodio di “Caro Diario” di Nanni Moretti (1)

  • Emanuela Siciliani

    Isole di Nanni Moretti, episodio del famoso film Caro Diario, raccontate da Sandro in questo articolo e corredate dalle preziose immagini di Federica che ha avuto l’onore di avere Erri De Luca come prefatore, ci fanno notare l’assenza della nostra Ponza dalla lista delle isole visitate da Moretti. Perché Ponza non è mai stata inclusa negli itinerari del nostro spocchioso regista? Ventotene ha avuto la sua “mise en scene” ne “La messa è finita”, altro suo film; la nostra isola è sempre stata negletta. Chissà che la ragione non sia che Ponza si è totalmente, pervicacemente, disperantemente consegnata alla destra? Colpa grave per il regista che ha chiesto a D’Alema di “dire qualcosa di sinistra”; lo stesso che ha sollecitato, pochi anni fa, la rinascita di un movimento politico “autenticamente di sinistra”, con discreto successo… È forse per questo che Ponza continua ad essere ignorata?
    E a quanti a Ponza importerebbe che lui non la ignorasse? Dibattito aperto…

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