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A Mauro

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testo di Antonio De Luca proposto da Vincenzo Ambrosino

È morto un artista. È morto il nostro compagno Mauro.
Gli artisti sono come gli angeli. Una comunità per vivere felice ha bisogno degli angeli.
Oggi senza Mauro siamo più soli ed è meno serena la nostra mente e la nostra coscienza.

È morto un piccolo-grande maestro d’ascia, così il cielo ha deciso.
È morto un uomo dal grande cuore e dall’anima candida.

I suoi occhi dal colore turchino del mare ancora ci guardano e chiedono compagnia, sostegno, amicizia.
Mauro aveva gli occhi e le mani come lo strumento sacro del grande artista.
L’arte marinara gli stava nel sangue. Le sue mani tagliavano il legno come lo scultore il duro marmo affinché duri per l’eternità, con la grazia e l’armonia dei costruttori di navi dell’Ulisse omerico e delle baleniere di Moby Dik.

Le mani sapienti del piccolo-grande maestro d’ascia attraverso quelle barche adesso solcano i mari di quest’isola. In eterno si conservi la memoria di Mauro.

Mauro ha combattuto le grandi tragedie della vita, l’abbandono, la solitudine della mente, la perdita degli affetti soprattutto quello della sua cara madre.
La solitudine si impadronì di lui, ne fece il suo martire, lo trascinò nel baratro della vita e come gli artisti visse la sua angoscia di resistere in un mondo che più non gli apparteneva.

Carissimo amico, carissimo Mauro, piccolo-grande maestro d’ascia: vivrà la tua ombra, la tua memoria in mezzo a noi.
I tuoi grandi occhi dal colore del mare antico saranno lo specchio della nostra piccola comunità.

L’uomo è fatto della memoria che porta, della memoria che lascia e tu lasci profondi solchi sulla terra che ti generò e che comunque amasti.
Tra queste strade, tra questi vicoli e piazze, spiagge e banchine, rimane la tua voce, la tua anima buona del piccolo-grande maestro d’ascia, della vita che vivemmo insieme.
Applaudiamo la vita magnifica del compagno Mauro.

Antonio De Luca

 

Immagine di copertina: Vincent Van Gogh: Barche di pescatori sul mare; 1881

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