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Dissalatore di Ventotene, lettera di protesta del sindaco Santomauro al direttore del Tg1

segnalata da Tonino Impagliazzo

 

Il 9 aprile scorso nel Tg1 delle 20,00 è andato in onda un breve servizio sul dissalatore di Ventotene che di seguito riproduciamo

 

Non sono piaciute al sindaco di Ventotene dott. Gerardo Santomauro le cose dette nel servizio dai rappresentanti di Acqualatina, nè è piaciuto il mancato coinvolgimento, da parte della RAI, dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale.
Da qui la  vibrata protesta con la lettera inviata al Direttore del Tg1

 

Diamo voce alla VERITA’ sul dissalatore di Ventotene.
Condividete tutti il mio appello.

Alla c.a. del Gentile Direttore del Tg1, Dott. Giuseppe Carboni

Sono profondamente rammaricato. Ho visto, come molti miei concittadini, il servizio giornalistico andato in onda il 9 aprile in prima serata nel corso del Tg1 delle 20:00 e non posso nascondere il disappunto per le innumerevoli falsità che sono state enunciate dal gestore del servizio idrico integrato che ha installato l’impianto di dissalazione provvisoria.

Chiedo, pertanto, diritto di replica alle falsità riportate dalla giornalista del TG1 la quale, prima di mandare in onda il servizio, non si è premurata di contattare l’Amministrazione Comunale di Ventotene e chiedere se si poteva ritenere soddisfatta dell’installazione e del funzionamento dell’impianto di dissalazione, né si è premurata di accertarsi che quanto riferito da Acqualatina S.p.A. corrispondesse al vero.

Tengo a sottolineare che da ottobre 2018, a causa della pessima qualità dell’acqua che fuoriesce dai rubinetti delle utenze pubbliche e private, è stato necessario adottare un’ordinanza che ha vietato l’uso dell’acqua per usi domestici e per il consumo umano. Sono facilmente immaginabili i danni in termini economici a carico di molti cittadini, soprattutto quelli meno abbienti, costretti ad acquistare acqua in bottiglia per bere e per cucinare e finanche per lavarsi. Non sono ad oggi prevedibili i danni per la salute delle persone, che hanno il fondato timore di patire gravi conseguenze a causa di un prolungato utilizzo di acqua non potabile.

Ciò avviene perché l’acqua che fuoriesce dal dissalatore non è mineralizzata a dovere. Quindi, non è vero che l’acqua dissalata viene immessa nell’impianto arricchita di componenti minerali necessari alla salute.

Quanto alle altre inesattezze riferite nel servizio giornalistico del TG1, abbiamo la documentazione fotografica e le riprese subacquee che testimoniano che la salamoia viene scaricata in mare non al largo, bensì a ridosso della diga foranea all’interno dei massi posti a protezione della stessa, con le immaginabili ripercussioni a danno della fauna e della flora marina, che, come giustamente detto nel servizio, “mal ne tollerano la salinità, dieci volte superiore a quella del mare”.

Viene poi volutamente omesso e sottaciuto che l’opera di presa del dissalatore, per ragioni difficilmente comprensibili, è stata posizionata nel porto, che è notoriamente il luogo dove l’acqua è meno salubre e pulita.

Sia chiaro, l’Amministrazione non è contraria al dissalatore, ma chiede di essere coinvolta nelle scelte che riguardano l’individuazione della corretta ubicazione degli impianti e nella fase del controllo scientifico della qualità dell’acqua, nella massima tutela della salute di tutti gli isolani e dei turisti che frequentano l’isola.

L’Amministrazione di Ventotene ha cercato di contrastare in ogni modo questa operazione, così come è stata condotta, poiché alla luce dei fatti non sembra essere qualificata dal principale interesse diffuso della collettività isolana, certamente sensibile e propensa al tema della riduzione dei costi di approvvigionamento della risorsa idrica, purché questo non si traduca nei fatti, come sta accadendo, in un grave attentato alla salute dei cittadini e alla qualità dell’ambiente, tanto più se si considera che da oltre vent’anni le bellezze naturali dell’isola sono oggetto di specifica tutela prevista per le Aree Marine Protette.

Riteniamo che la televisione pubblica con questo servizio, riportando unilateralmente le menzogne riferite da Acqualatina S.p.A., abbia tradito in modo scandaloso la missione, che la legge le assegna, di effettuare una seria e documentata informazione. Siamo di fronte a un macroscopico travisamento dei fatti, che fanno assomigliare il servizio più a uno spot pubblicitario che a un serio e approfondito resoconto di accadimenti e fatti di rilevanza pubblica.

Ribadisco che sia dato pieno diritto di replica da parte del servizio pubblico della RAI non al sindaco di Ventotene ma a tutta la cittadinanza.

Dott. Gerardo Santomauro
Sindaco di Ventotene

 

 

1 commento per Dissalatore di Ventotene, lettera di protesta del sindaco Santomauro al direttore del Tg1

  • Tonino Impagliazzo

    Mi associo all’appello del Sindaco, dott. Gerardo Santomauro, in quanto il servizio è palesemente scorretto e non veritiero in molte parti.
    In particolare, non mette in risalto le qualità e la solubilità dell’acqua, che Ventotene è Riserva Naturale Statale (RSN) e Area Marina Protetta (AMP) il cui Regolamento all’art. 8 stabilisce che “è fatto divieto di scaricare in mare qualsiasi sostanza tossico-nociva”.
    Un divieto indicato dal Regolamento è forse riservato solo ai pescatori ed ai cittadini dell’isola?
    L’impianto di dissalazione, oggetto del servizio, non fa menzione di sostanze tossico-nocive (chemicals) provenienti dal lavaggio delle membrane e dal pretrattamento dell’acqua di mare prelevata all’interno del Porto e della “salamoia in grosse quantità” scaricata nella scogliera del sotto costa dell’isola, luogo dove nasce, inizia a vivere e si nasconde tutto il patrimonio “zooplantico” del mare.
    Il mancato rispetto degli ecosistemi e del loro equilibrio o “la distruzione” di un habitat vitale per la vita del mare possono comportare modificazioni importanti nell’organizzazione delle catene “trofiche” e nell’organizzazione delle “biocenosi” in funzione delle sostanze, degli elementi e dei composti impattanti.
    Il servizio, inoltre, riferisce di costi per la produzione dell’acqua e della gestione dell’impianto poco corrispondenti al reale.
    La omissione delle problematiche connesse alla dissalazione, da parte di un pubblico servizio, lascia emergere un gesto impervio e tracotante che produce rabbia e sdegno nei cittadini

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