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Una canzone per la domenica (37). Il ricordo ‘delicado’

di Franco Zecca
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Bisogna dire che questa Canzone per la domenica, moltiplicata per le proposte dei vari contributori, ha una varietà incredibile: per rimanere solo alle ultime settimane abbiamo avuto un’immersione nel pop inglese con Tori Amos [2] di Luciana Figini, nel repertorio ‘classico’ napoletano con la Scalinatella [3] di Franco De Luca e nell’improvvisazione pianistica jazz con il mio mito Keith Jarrett [4]
Cambia ancora musica Franco Zecca questa settimana, rituffandoci in pieno Amarcord… Buon ascolto.
S. R.

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Durante un cambio veloce di canali tv (zapping, si dice) alla ricerca di un programma adatto alle mie esigenze di telespettatore, ho sentito un motivo che è passato veloce come sottofondo di un programma che non ho visto, ma subito mi è scattato il ricordo di tanti anni fa.
L’ho riconosciuto e ho avuto il desiderio di risentirlo.
Era la sigla di un programma radiofonico che per l’orario in cui veniva trasmesso era molto seguito, durante gli anni ’50/’60, alle ore 17,00, quando la brava donna di casa si metteva a stirare o a fare la maglia oppure a preparare per la cena.
A casa mia c’era una radio “Geloso”, quella con l’occhio magico, e mia madre soleva accenderla per quell’ora appunto per sentire il programma “Ballate con noi“: una sequenza di musiche da ballo eseguite dalle più eccellenti orchestre del momento.
Il brano della sigla si chiama “Delicado” , composto da Waldir Azevedo virtuoso del cavaquinho, uno strumento portoghese simile ad una chitarra ma più piccola, alle Hawai viene chiamato ukulele, in Brasile si usa per il samba.

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La versione Rai veniva eseguita dall’orchestra del Maestro Cinico Angelini, molto lenta; ce ne sono diverse di versioni, quella di Percy Faith, molto veloce e ballabile, oppure quella di Ray Conniff, molto sincopata e armoniosa. Tutte belle seppur diverse.

Chi lo ascoltava  sembrava venisse trasportato con la fantasia in paesi esotici oppure ispirava e incitava a fare passi di ballo mentre svolgeva mansioni domestiche o di mestiere. In quel frangente di tardo pomeriggio, io fanciullo, avevo già finito i compiti di scuola e mi divertivo a disegnare e colorare con gli acquerelli oppure a sistemare le figurine della Panini “Gli animali del mondo”, oppure a collezionare ritagli di immagini su pellicole di celluloide di film, un po’ come faceva il bambino Totò nel film “Nuovo Cinema Paradiso” (le mie cugine di Napoli erano dipendenti della RKO FILM Italia e me le fornivano) – questo film è stato per me una rivelazione – l’avrò visto una quindicina di volte.

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Pertanto questo pezzo musicale e quelli che seguivano, facevano da colonna sonora ai miei sogni di bambino, ed è chiaro che volavo anche io sulla ali della fantasia. Riascoltandolo ora mi ha suscitato bellissimi ricordi e mi auguro di aver svegliato in chi lo ascolterà, emozioni e pensieri per i tempi andati.

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Waldir Azevedo – Delicado 1951

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Orchestra Angelini

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Ray Conniff