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Gaeta e Sperlonga su Rai Tre. Il video della breve intervista a Sandro Romano

segnalato dalla Redazione

 

Come preannunciato (leggi qui) la trasmissione odierna di “Mezzogiorno Italia”, su Rai 3 ha ospitato un breve intervento del nostro Sandro Romano.

Vedi e ascolta qui:

 

1 commento per Gaeta e Sperlonga su Rai Tre. Il video della breve intervista a Sandro Romano

  • La questione meridionale vista da un’altra prospettiva.

    Gli amici borbonici, come Sandro Romano, nei loro sempre più accattivanti incontri periodici si ripetono con forza sempre gli stessi concetti: “I Sabaudi sono calati nel sud e con violenza militare e politica hanno distrutto e derubato ricchezze e cultura che erano patrimonio dei Borbone e dei popoli meridionali”.

    Ho letto di un’altra iniziativa intrapresa dall’ex assessore di Gioia Tauro Francesco Toscano che parte dalle stesse tesi che Sandro propaganda da tempo, ma da queste verità storiche deve nascere una prospettiva di riscatto non solo per il meridione ma per tutta l’Italia.

    Francesco Toscano, ex assessore alla cultura di Gioia Tauro, ha illustrato il suo progetto per un “nuovo risorgimento del Sud” e in una di queste riunioni pubbliche ha detto: “Ho coinvolto per Gioia Tauro una serie di pensatori alternativi (i quali hanno smontato il racconto falso fino ad oggi raccontatoci). Io penso che si possa utilizzare la stessa opera di demistificazione anche a beneficio del sud Italia. Io ritengo la questione meridionale non ancora risolta, ma vedo le condizioni geopolitiche per impostare il suo risorgimento. Se prima il sud era periferia di questo sacro romano impero a guida franco-tedesca, oggi ci sono le condizioni per riprendere un filo di rinascimento grazie ad amici come Fusaro, Galloni, Giulietto Chiesa, intellettuali che non stanno nei salotti ma tra la gente e al servizio della gente”.

    Dopo di lui ha preso la parola Diego Fusaro. Il filosofo marxista dice: “La questione meridionale e’ sintetizzata nelle tesi dei quaderni di Gramsci dove si comprende che ‘la cosiddetta Unione d’Italia in realtà fu un’aggressione spietata che la monarchia sabauda fece ai danni del sud, chiamandola – con la neolingua del tempo – l’Unità d’Italia’. Fu un’annessione violenta e ancora oggi non si è risanata questa ferita. Si continua a ripetere che c’è un Sud inoperoso costituito da individui antropologicamente non produttivi e pelandroni ma in realtà questo iato affonda le radici nell’annessione violenta perpetrata dai Sabaudi. In effetti una delle aree più produttive e prospere erano proprio le terre di Calabria”.
    Fusaro però ha allargando il suo ragionamento all’Italia di oggi: “Ma per ritornare alla questione meridionale dobbiamo dire che la stessa Unione Europea si pone come una questione meridionale irrisolta per i popoli dell’area mediterranea. Il paradosso è che si ‘è sempre al sud di qualcun altro’ – come diceva Kant – comunque finche’ ci muoviamo sul pianeta saremo sempre a contatto con le contraddizioni per cui con queste bisogna fare i conti. Ecco che il nord d’Italia diventa il Sud di Berlino e siccome tutti i sud sono la palla al piede delle società laboriose del nord ecco che la faccenda diventa tutta di relativa reciprocità”.
    Gramsci pone anche il problema dell’oro di Napoli: “Come è possibile che Napoli prima dell’Unità d’Italia fosse una delle città più industriose e ricche di Europa e dopo cadde nella miseria?.
    Fusaro propone di “ripartire dalla giusta narrazione, restituendo la verità storica per proporre una conciliazione nazionale, anche nel contesto attuale in cui si parla di autonomia regionale e si dice che il sud ha gravato sul nord per molto tempo dimenticando appunto la questione meridionale ancora aperta. Io credo – dice Fusaro – che occorra sviluppare la giusta solidarietà nazionale riprendendo a narrare la storia nel giusto modo.”
    Fusaro sentenzia: “Quello che ha subito la Grecia ricalca quello che ha subito il Mezzogiorno a suo tempo. In Grecia è avvenuta un’operazione di colonizzazione economico finanziaria in forza della quale il popolo greco è stato martoriato, i beni pubblici sono stati forzatamente privatizzati dai potentati teutonici e poi si è addossata la responsabilità di tutto questo scempio agli stessi greci, trattandoli come se fossero antropologicamente inferiori. Stessa operazione fatta con gli italiani e che ci ricorda la storia patria. In Europa si è creato un immenso meridione formato dai paesi del mediterraneo ma anche dell’est Europa. C’è un’aggressione dei paesi creditori contro gli altri debitori. Quindi ci troviamo in una belligeranza che crea problemi sociali enormi per la prima volta dal dopoguerra”.
    Toscano terminando la presentazione dice: “Noi abbiamo lo sguardo rivolto in avanti, conosciamo la storia ma per non ripeterla. Il nostro è un progetto di inclusione che non ha interesse di indirizzare le popolazione contro il nemico di ieri ma contro il nemico di oggi. Le popolazioni d’Italia del sud e del nord hanno un nemico comune che non sono oggi i Sabaudi, Vittorio Emanuele. Oggi il nemico è violento, dissimulato, nascosto e sta fuori delle frontiere italiane.”

    Qual è il progetto di questi intellettuali?

    Toscano lo rivela: “Noi pubblicheremo il nostro manifesto ‘del risorgimento meridionale’ che non chiede vendette ma riappacificazione dell’Italia per non finire, come dice il professor Brancaccio, a diventare tutta l’Italia il Mezzogiorno d’Europa. Noi vogliamo recuperare quella storia per impedire che i tedeschi facciamo ai lombardi quello che è stato fatto al Regno delle due Sicilie. Quindi non una nuova lista ma integrare nel progetto anche uomini della vecchia partitocrazia che hanno maturato la nostra visione. Dove non c’è ci presenteremo con il simbolo Risorgimento meridionale”.

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