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0006-006 2009-07-19_12-33-04 u-29 hp0053 paesino-2 Una delle tante vele storiche

L’eros femminile

segnalato da Sandro Russo

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Riprendiamo qui una pagina di Repubblica dall’edizione di Palermo di giovedì 21 marzo (in file .pdf a fondo pagina) che consta di un articolo su Josephine Yole Signorelli, disegnatrice di fumetti, e di un breve scritto di Tea Ranno sul tema.
Che la redazione di Repubblica abbia interpellato Tea non è un caso. Sta per uscire per Mondadori Editore il suo romanzo –L’amurusanza – che sarà nelle librerie dal prossimo 8 aprile. Ne renderemo ampiamente conto allora.
Qui si seguito, in chiaro, lo scritto di Tea…

Lo “scandalo” delle autrici che scrivono sul desiderio
di Tea Ranno

E perciò scrive pure di queste cose lurde, signora.
Da lei proprio non me l’aspettavo. Attenzione, non è che io sono… come a dire… antiquata. È che però… certe cose… Certe cose, non si dovrebbero scrivere, signora. Perché, certe cose, appartengono alla sfera intimissima che vuole per sé il buio e il chiuso, e non l’offerta spudorata tra le pagine di un libro che potrebbe giungere – scansatini! – tra le mani d’innocenti e corromperli.
Perché di corruzione si tratta.
Che bisogno c’è, infatti, di esplicitezza? Di raccontare nei dettagli come fu, per esempio, che una femmina s’innamorò e non le bastò di esprimersi per occhiate e parole, ma sentì il bisogno di farsi carne che accoglie, bocca che cerca sazio, mano che carezza, fuoco che brucia e non si estingue se non quando il corpo si placa?
Che bisogno c’è di raccontare come fu che due si videro e si piacquero e si presero, pure che non sentivano amore l’uno per l’altro ma solo la spinta dei sensi che li chiamava a una conoscenza più profonda?
I sensi, signora. Il veleno dei sensi. L’indecenza di storie che se ne fregano del pudore e raccontano la vita per quella che è. Manco un battito di ciglia, un rossore, uno sguardo che s’abbassa per non mostrare la tempesta emotiva che lo stravolge!

Ma dove finì la garbatissima signora con la gonna al ginocchio, il vestito accollato, la manica lunga, lo chignon d’ordinanza, la scarpa con al massimo cinque centimetri di tacco (ché di più significa buttana)? Che fine fecero i romanzi con la dissolvenza sulle scene rosse e il primo piano sugli atti eroici? I valori, signora! È di valori che bisogna scrivere.
Che ci importa della sensualità, dell’erotismo? Di quella che lei – con una gran faccia tosta, mi permetta definisce la poesia del corpo?
I romanzi raccontano l’umanità nel suo progredire in scienza e intelletto. Anche l’amore, certo, ma quello pulito, quello dell’anima.
Dice che siamo corpo e anima ammiscati? Che corpo e anima camminano a braccetto?
Che l’erotismo celebra la comunione dell’anima e del corpo? Così dice?
Fatti suoi. Io, però, vengo e domando: tutto questo col romanzo che c’entra?

La scrittrice
Tea Ranno di Melilli autrice di “Sentimi” e “Viola Foscari” (Mondadori)

Il file. pdf dell’intera pagina: L’eros femminile. Da la Repubblica del 21.03.2019

 

 

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