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Il 15 marzo prossimo venturo

di Francesco De Luca

Ieri 10 marzo ho visto saettare con il suo tipico volo a scatti ‘u centrauallo (l’ upupa). Anticipatrice dell’imminente primavera. Che sulle isole ponziane brillerà come sempre di tiepide brezze, di profumo da macchia mediterranea, dei suoi colori, dello sciabordio del mare sugli scogli rinnovati dal nuovo verde delle alghe.

Il paesaggio descritto non è immaginario: basta scorrere le annate di questo Sito per ritrovarle, queste immagini, negli articoli di inizio primavera. Perché? Perché la caratteristica peculiare delle nostre isole è quella di godere di fortunate e spettacolari bellezze naturali.

Vi prego di ritornare sulle parole scritte in grassetto e di rifletterci sopra perché ciò che da sempre abbiamo gratuitamente goduto fra pochi decenni si dissolverà e le fortunate bellezze naturali diverranno visibili soltanto nei documentari.

Queste fosche previsioni sono all’ordine del giorno nei titoli dei quotidiani che danno notizia di una manifestazione degli studenti il 15 marzo per avvertire tutti sul rispetto dell’ambiente.

 

Già nei prossimi 30 anni il cambiamento ambientale influenzerà le abitudini, il vivere sociale, le condizioni economiche (domestiche e nazionali) di coloro che oggi sono giovani e domani saranno i maturi abitanti del pianeta.

E chi se non noi, abitanti delle piccole isole, dovremmo infervorarci per queste idee ? Noi, che viviamo sulla lama del rischio giacché le condizioni di vita sono più sensibili ai cambiamenti climatici.

Le declamate bellezze naturali in cui viviamo si reggono sull’equilibrio di fattori che nell’ambiente interagiscono. Noi siamo stati, sino ad oggi, fruitori inconsapevoli. Da oggi dovremo essere paladini più convinti del nostro stato.

Anche in questo Ponzaracconta ha grandi meriti, a dispetto di chi l’ha considerato, per sua miopia, un ostacolo e non un’opportunità. Dico questo perché sono meritevoli i contributi che compaiono nel Sito a sottolineare di come debba essere intoccato l’equilibrio ecologico delle nostre isole.
Altro che dissalatore! …come mette in guardia Antonio Impagliazzo, ventotenese di spicco.

E allora? Cosa dobbiamo concretamente fare noi isolani residenti?
Dobbiamo anzitutto renderci consapevoli della situazione che stiamo vivendo e che andremo a vivere fra pochi decenni. E farlo non in prospettiva ideologica, come di solito spingono i politici (porto sì – porto no; Zannone sì – Zannone no), bensì in prospettiva funzionale alla nostra esistenza. Alle condizioni economiche e a quelle culturali. Ossia potremo vivere qui, e di turismo, se curiamo il nostro patrimonio di bellezze, di tradizioni, di opere storiche (come ricorda Vincenzo Bonifacio). I nostri fondali sono stupendi, a detta di tutti, ma… sono stracolmi di materiale da discarica (come sottolinea Nino Baglio). I nostri sentieri sono da ripulire, gli accessi al mare sono da ripristinare, le stradine da lustrare… come evidenziano tante Associazioni di giovani che stanno animandosi sull’isola (Amici della terraPonzesi per scelta), e che manifestano una rinnovata sensibilità verso i temi della tutela, della salvaguardia e della valorizzazione dell’ambiente.

Così come sarebbero da promuovere talune iniziative. Come l’impianto di stazioni elettriche per incentivare l’uso di veicoli a trazione elettrica. Quest’anno i Saloni dell’Auto mostreranno le sfide che le case automobilistiche stanno affrontando per dotarsi di modelli elettrici. Se Ponza potesse vantarsi di favorire la mobilità dei suoi abitanti con auto elettrica troverebbe, credo, pagine di plauso nei media. Così come darebbe lustro alla classe dirigente affrontare con innovazione il problema dell’approvvigionamento idrico. Ragionare seriamente con esperti al fine di riproporre le strategie adottate dai Romani prima e riprese dai Borbone poi: come tesaurizzare l’acqua pluvia. Sia a fini di irrigazione, sia per uso domestico. Anche qui in sintonia con i grandi problemi che investiranno il globo fra qualche decennio.

Penso che accapigliarsi su questi problemi faccia bene alla salute mentale e anche alla salubrità fisica di noi residenti (invernali). Piuttosto che litigare su appartenenze politiche. Che fanno subodorare soltanto interessi di bassa lega. Quelli maleodoranti, quelli che fanno sporca la politica.

Dal prossimo 15 marzo, e per il futuro, pensiamo pulito.

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