Voci di Ieri

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0006-006 2009-07-19_12-33-04 u-29 hp0053 paesino-2 Una delle tante vele storiche

Ricami e bomboniere

di Rita Bosso

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C’era una volta… Santa Maria è il titolo dell’esposizione che si è tenuta domenica 3 marzo nella chiesa di San Giuseppe. Guardo le foto e penso, banalmente, che i paesi ci saranno fino a quando se ne racconterà la storia. Ricami, bomboniere, foto di sposi: gli oggetti sono chiavi per accedere alla storia, segni di una stele di Rosetta con cui decifrare il passato.

Le esposizioni sono il risultato di una ricerca e, a loro volta, costituiscono fase di implementazione della ricerca.
In passato ho partecipato ad alcune mostre (sul confino, sull’appriezzo, sulla tavola) e, ogni volta, ho constatato che l’evento stesso produce conoscenza: spinge ad aprire bauli, innesca ricordi, evoca.


Ricordo, come in un sogno, di aver visto il bouquet da sposa di mia madre ma non saprei dove cercarlo, ed è anche possibile che lo abbia solamente immaginato” diceva con voce incerta Rosalba quattro anni fa, alla vigilia di “Ieri… sposi”. Qualche giorno dopo arrivò col prezioso reperto, rinsecchito ma ottimamente conservato: risaliva al 1932!

Le mostre che ho citato venivano allestite grazie alla raccolta di pezzi di corredi, di fotografie, di bomboniere; molto altro arrivava in corso d’opera: fotografie, ricettari, oggetti e, soprattutto, testimonianze. Parallelamente, veniva condotta un’attività di ricerca e di divulgazione che premetteva di “leggere” gli oggetti esposti.

Non sempre le cose si possono trasportare e mettere in mostra: è il caso del letto in legno curvato e pomoli d’argento, un vero capolavoro. Racconta una buona disponibilità economica (“Ma i miei nonni non erano ricchi”, sostiene la proprietaria), sensibilità al bello, ottimismo e fiducia: il letto è sede delle gioie coniugali, di parti e, da qua a cent’anni, di malattie e di morti; deve essere perciò solido, imponente, bello, comodo, prezioso.

L’enorme lenzuolo arrotolato (a sinistra) è costituito da teli (fierzi), cuciti uno all’altro con filo incerato, a punti piccolissimi, quasi invisibili: è ruvido, giallognolo ma non muto. Il lenzuolo racconta che, nell’Ottocento, sull’isola si coltivava il lino ed era attiva l’intera filiera che va dalla pianta al tessuto. Fu necessario vietare la macerazione a mare (“Monografia per le isole del gruppo ponziano”, G. Tricoli, 1855), il che sottintende che la pratica era in uso. Il Tricoli scrive anche che “le isolane sono ingegnose nel tessere” e che “converrebbe aumentare i telai a tela e introdursi quelli pei tessuti di lana e di cottone.” Lenzuola così ruvide avvolgevano i marinai affetti da scabbia; il corpo veniva unto, avvolto e sottoposto a uno scrub casalingo.

L’elaborato copriletto è opera di un ergastolano di Santo Stefano: racconta di uomini soli, spesso autori di delitti efferati, che nella loro cella angusta potevano arrivare a costruire bellezza per ingentilire le esistenze altrui.

 

La nota di apprezzamento del 1914 è una miniera di dati e di notizie.
Le note di apprezzamento hanno il valore di documenti da esibire, eventualmente, anche nei tribunali. Tricoli descrive accuratamente la cerimonia dell’appriezzo e la stesura della nota, firmata dalle parti (sposi e genitori della sposa), controfirmata dalle apprezzatrici (una sorta di periti) e, spesso, redatta davanti al notaio. La dote non è infatti un regalo ma è la liquidazione della quota di eredità paterna spettante alla sposa; consente a quest’ultima una certa autonomia assegnandole lo spillatico per le spese minute. La dote e il corredo devono essere restituiti alla famiglia d’origine nel caso che la sposa muoia senza lasciare eredi.

La nota di apprezzamento è speculare al letto sontuoso: auguri di felicità agli sposi, contributi tangibili affinché la famiglia che si sta costituendo abbia vita serena e prospera, ma anche una dose di sano realismo con cui far fronte alle avversità.

 

Nota della Redazione
Dell’appriezzo molto è stato scritto sul sito grazie ai contributi di Rita Bosso, Irma Zecca, Pasquale Scarpati, Gabriella Nardacci, Adil Farih (ben 13 articoli! che si possono rintracciare riportando la parola “appriezzo” nel riquadro “cerca nel sito”).

 

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