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Il Pio Monte della Misericordia ed il terzo lettore alle prese con le 14 opere di Misericordia

di Giuseppe Mazzella di Rurillo

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Al Direttore del Corriere della Sera – Milano
Al Direttore del Corriere del Mezzogiorno – Napoli
E p.c. alla stampa nazionale e locale

Casamicciola nell’isola d’Ischia.
Il progetto preliminare per la Ricostruzione di Casamicciola dopo il terremoto del 21 agosto 2017 – La Ricostruzione parte dalla Riviera con il recupero delle rovine del Pio Monte della Misericordia

Egregi Direttori,
il “Corriere della Sera” che ha in allegato il “Corriere del Mezzogiorno” vende nel mio piccolo paese, Casamicciola Terme, soltanto tre copie.
Per la storia nazionale Casamicciola è il paese dell’isola d’Ischia che subì nel 1883 un terremoto terribile cui sopravvisse il giovane Benedetto Croce.
Il 21 agosto 2017 ha avuto un altro terremoto che avuto due morti e 2500 sfollati. Per la stampa nazionale è “colpa dell’ abusivismo”. Che ignoranza!

La Repubblica Italiana è intervenuta con due Commissari e con “politiche di emergenza”. Ma le problematiche di una Ricostruzione hanno avuto logicamente scarsa attenzione dalla stampa scritta.
Qui ci sono 2500 sfollati e Casamicciola è in ginocchio con Lacco Ameno in parte. Ma di questo non si parla.

Nei giorni scorsi – io solitario lettore del “Corriere della Sera” con altri due ignoti colleghi – ho saputo che a Napoli, “la capitale”, anche se decaduta, infuria un dibattito sullo spostamento per una mostra dell’opera “Le sette opere della Misericordia” di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio dalla Chiesa dei patrizi dell’Ente Pio Monte della Misericordia a Via dei Tribunali al Museo di Capodimonte.

Michelangelo Merisi da Caravaggio, Le sette opere di misericordia corporale, 1606 -1607, Napoli, Pio Monte della Misericordia

 

La Capitale decaduta non conosce la storia minima del Pio Monte della Misericordia di Casamicciola. Dove c’è un complesso ex-monumentale in rovina da 50 anni. Non la conosce o non interviene nemmeno “Italia Nostra”.
La concezione del “museo diffuso” di Antonio Paolucci è una bella osservazione come tante non applicate in Italia.
Eppure è stato presentato da parte di Gino Barbieri e Giuseppe Mazzella (l’autore di questa nota) il progetto della “Ricostruzione Possibile”, dopo il terremoto del 21 agosto 2017, tredicesimo nella storia sismica dell’isola d’Ischia (IX grado della Scala MCS nell’area epicentrale dei quartieri La Rita-Pantane-Purgatorio e del VIII grado nell’area a forte urbanizzazione di Piazza Majo) incentrato sul recupero delle rovine del Pio Monte della Misericordia con i riferimenti di legge al testo unico degli enti locali (art.120) ed al testo unico sull’esproprio per pubblica utilità contenuto nel DPR 327/2001.

Il progetto preliminare – redatto dall’arch. Domenico De Siano su indicazione e scelte urbanistiche ed investimenti economici e sociali dello scrittore Gino Barbieri e del giornalista Giuseppe Mazzella autori, il primo, del volume “Sisma nell’isola d’Ischia – Tutta la Verità” (Edizioni Ass. Cult.le C. Mennella – 2017) ed il secondo dell’ instant book “I sei secondi che sconvolsero Ischia” (Edizioni Il Continente; 2017) – prevede una destinazione polifunzionale della superficie coperta di circa 50mila Mc e dell’area di circa 28mila mq2.
La principale infrastruttura prevista è il nuovo Palazzo di Città, sede del Municipio e della Villa Comunale con il restauro conservativo della facciata esterna che si affaccia sul corso Luigi Manzi dell’ex-complesso monumentale (secolo XIX) realizzato nel 1895 su progetto dell’ing. Giuseppe Florio “il quale propose un organismo a padiglioni terranei in struttura metallica rivestita in muratura in linea con le prescrizioni edilizie varate dal governo per una località ad alto rischio sismico com’era Casamicciola” (Ilia Delizia in “Le Therme di Casamicciola”; 1998).

Prevista un’area a verde pubblico attrezzato di circa 7mila Mq e la trasformazione delle fabbriche interne su un’area coperta di 24.480 Mc in 50 appartamenti come primo intervento di “delocalizzazione” considerando “area indisponibile” per una urbanizzazione intensiva quella epicentrale ed adiacente del sisma del 21 agosto 2017 che si estende su circa 3 chilometri quadrati abitata da circa 2mila persone in circa 400 edifici colpiti dal sisma ed allo stato inagibili.

Previsti anche un’area di parcheggio con 157 posti auto a servizio dell’abitato e delle strutture commerciali della Riviera di Casamicciola.

Contemplato anche un centro commerciale di 7.840 Mc ed un Auditorium di 2.250 Mc. Il progetto prevede anche il perfezionamento dell’attuale darsena antistante il complesso con un porticciolo turistico per circa 200 posti barca che si integra con il più ampio scalo commerciale e turistico attualmente in esercizio dove sono presenti tre concessionari di cui uno pubblico e due privati per circa 700 posti barca.
Non è prevista la trasformazione delle fabbriche – nemmeno parzialmente – in una struttura ricettiva alberghiera perché si stima sufficiente, per quantità e qualità, la consistenza alberghiera attuale di Casamicciola di oltre 80 strutture per oltre 3mila posti-letto.
Nella riqualificazione ambientale di tutta l’area rimarrà soltanto l’antico portale del 1604 come “Monumento commemorativo” a testimonianza della continuità storica della presenza del Pio Monte della Misericordia a Casamicciola.

L’ipotesi progettuale parte dalla corretta intuizione del Piano Regolatore dell’ing. Lo Gatto del 1884 commissionato dal Ministro dei Lavori Pubblici, Francesco Genala, ed approvato direttamente dal Governo su parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, dopo il terribile terremoto del 28 luglio 1883, XI grado della Scala MCS, che distrusse completamente l’abitato esistente causando oltre 2mila morti.

Il Piano Lo Gatto trasferì completamente l’abitato dall’area interna del Majo, dove da secoli stanziava la popolazione, alla Marina, con due Rioni baraccati, e a Perrone con un altro Rione.
L’ampia superficie di circa 4 Km2 fu scelta da Lo Gatto perché considerata area a mitigazione sismica e proprio alla Marina “risorse” il complesso ricettivo-termale-ospedaliero dell’Ente Morale Pio Monte della Misericordia di Napoli che aveva realizzato il suo primo “stabilimento” nel 1604 nell’ area a mezza costa di Piazza dei Bagni del Gurgitello andato completamente distrutto dal terremoto del 1883.
Il nuovo stabilimento alla Marina era collegato con un acquedotto di circa 500 metri con la sorgente del Gurgitello, la miracolosa acqua termale descritta da Julio Jaosolino del 1588 nel suo testo fondamentale: “Dei Rimedi Naturali che sono nell’isola di Pitecusa hoggi detta Ischia”.

L’“opera dei bagni termo-minerali” – considerata la quinta delle sette opere della Misericordia “corporali” di “curare gli infermi” – fu esercitata, come per Statuto, dall’Ente filantropico napoletano fino al 1968.
Dopo una gestione privatistica durata fino al 1973 il complesso fu chiuso.
Dato in gestione nel 1984 con l’istituto del “diritto di superficie” a norma dell’art. 952 del Codice Civile per 50 anni con una assimilabile “proprietà temporanea” desueta nel Diritto italiano dall’Ente proprietario ad una società privata è stato oggetto di una enormità di contenziosi con il passaggio di almeno 4 società di capitali.
I contenziosi hanno determinato la totale distruzione del complesso oggi in completa rovina anche con un ulteriore contenzioso con il Comune di Casamicciola per una non corretta espropriazione delle aree verdi oggi comunque in “comodato gratuito” alla Municipalità.

L’Ente Pio Monte della Misericordia – un Ente Morale di Diritto Privato – con sede in Napoli alla Via Tribunali n. 253 pare tornato nella “piena proprietà” di tutto il suo patrimonio immobiliare probabilmente con la sola eccezione del fabbricato della sorgente del Gurgitello in Piazza dei Bagni. Distrutto l’acquedotto di collegamento.

E’ evidente che tutto il complesso immobiliare deve avere oggi una nuova “missione storica” perché la riqualificazione della “Riviera di Casamicciola e di Piazza dei Bagni del Gurgitello 1588” è l’atto urgente ed indilazionabile per il “Risorgimento” della più antica cittadina termale dell’isola d’Ischia che riconverte la sua economia puntando non solo esclusivamente sull’acqua termale ma anche sull’acqua del mare: “cittadella termale” a Piazza dei Bagni e “cittadella portuale” alla Marina con lo slogan: “Casamicciola, dove l’Acqua è Vita”.

Per la realizzazione della “trasformazione urbana” i due promotori indicano l’art.120 del Testo Unico degli Enti Locali e quello per gli espropri per pubblica utilità nonché la legge regionale urbanistica del 2004 che consente in deroga la modifica territoriale per l’edilizia residenziale pubblica come saranno i 50 appartamenti.

E’ stato già presentata al Comune di Casamicciola fin dal 20 febbraio 2018 lo schema di delibera per avviare la costituzione della Società di Trasformazione Urbana” impegnando le Agenzie Pubbliche per lo Sviluppo – INVITALIA, CAMPANIA SVILUPPO, AGENZIA NAZIONALE PER LA COESIONE TERRITORIALE – con l’istituzione di una “Cabina di regia” fra enti pubblici anche alla luce della legge sulla ricostruzione approvata dal Parlamento il 18 novembre 2018 con un Commissario alla Ricostruzione.

Naturalmente nulla di quanto proposto è stato “progettato” o tenuto in considerazione da due Commmissari: all’emergenza, Giuseppe Grimaldi, e alla “Ricostruzione”, Carlo Schilardi, mentre tutto è nel completo abbandono.
La cosa non interessa nemmeno al Presidente di “Italia Nostra”, arch. Guido Donatone.

Le Opere della Misericordia non sono 7 ma 14 . Oltre alle le sette “corporali, ci sono le Sette “spirituali” (v. nota – NdR). C’è la seconda: insegnare agli ignoranti e soprattutto la sesta: sopportare le persone moleste. Me ne sono ricordato con alcuni scatti oggi dal mio cellulare.
Caravaggio non le aveva previste.

Casamicciola, 20 febbraio 2019

gmazzella@libero.it – Direttore dell’Agenzia stampa “Il Continente”

Nota (a cura della Redazione)
Le sette opere di misericordia corporale

  1. Dar da mangiare agli affamati.
  2. Dar da bere agli assetati.
  3. Vestire gli ignudi.
  4. Alloggiare i pellegrini.
  5. Visitare gli infermi.
  6. Visitare i carcerati.
  7. Seppellire i morti.

Le sette opere di misericordia spirituale

  1. Consigliare i dubbiosi.
  2. Insegnare agli ignoranti.
  3. Ammonire i peccatori.
  4. Consolare gli afflitti.
  5. Perdonare le offese.
  6. Sopportare pazientemente le persone moleste.
  7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.

 

 

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