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In ricordo di Aniello. Col dì che muore

di Francesco De Luca

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Nell’animo umano c’è posto per la ragione laica come per il sentimento religioso. Riporto questa canzone di don Luigi Dies in ricordo di Aniello De Luca.

Ha un testo velato di mestizia, anche perché trae dall’atmosfera del tramonto (il dì che muore) ispirazione per ricorrere alla fede come ultima, incrollabile àncora di salvezza.
La prediligeva mio fratello Aniello, ieri defunto, che la tolse dall’oblìo e me la presentò. Non è una fra le canzoni rivolte alla Madonna cantate di frequente, anzi è una di quelle neglette. Più bella perché più umana.

Con l’amico Nino Picicco le demmo nuova evidenza.


Col dì che muore

Col dì che muore

l’anima stanca

di palpitare vien meno e manca.

Par che si spenga a poco a poco

della speranza l’ultimo fuoco.

Se non mi porgi la bianca mano

se non sorreggi il cuore umano

sono perduto, dolcezza mia:

Salvami tu, Vergin Maria.

Qui di seguito la versione cantata:

2 commenti per In ricordo di Aniello. Col dì che muore

  • Enzo Di Fazio

    Conoscevo Aniello praticamente da una vita. Lo conoscevo per essere il fratello di Franco con cui ci sono rapporti di amicizia e di frequentazione che risalgono ai tempi delle scuole superiori. Lo conoscevo per essere il cognato di Antonio Feola, marito di Ersilia, vicina di casa con la cui famiglia ci sono stati sempre bei rapporti fin dall’età dell’infanzia. Non c’era Pasqua che Aniello non salisse sugli Scotti per festeggiarla assieme alle famiglie di Antonio e di Candida. Lo conoscevo per la stima reciproca che trapelava dai colloqui che ci capitava di avere ogni qualvolta ci incontravamo.
    Belle le parole utilizzate da Franco per ricordarlo nel momento in cui, certamente in pace, se n’è andato.
    Lui che ha sempre trovato nella fede la forza per superare ogni travaglio della vita, alla pratica della fede ha dedicato, attraverso il diaconato, oltre vent’anni della propria esistenza.
    E così molto efficacemente, oggi, nel dì che muore, la Diocesi di Gaeta, attraverso il proprio sito, nell’annunciare la sua scomparsa, scrive: il diacono Aniello De Luca è tornato alla Casa del Padre.

    Ai familiari di Aniello, alle figlie, al fratello Antonio le condoglianze di Ponzaracconta.
    A Franco la vicinanza mia e l’abbraccio degli amici della Redazione.

  • Pasquale Scarpati

    – Pascali’, scusa ma non mi posso alzare – mi ha sussurrato, non molto tempo fa, seduto sulla prima panca della chiesa quando mi sono avvicinato a lui e mi sono abbassato per salutarlo in occasione di un altro triste evento. L’ho visto sofferente. In quel momento lui, per me, si è sollevato ed è divenuto gigante mentre io mi sono divenuto piccino piccino.
    Quando ci incontravamo bastava uno sguardo: ci capivamo al volo anche senza parlare.
    Non ho più occhi in cui specchiarmi.
    Rimani nello specchio del cuore.
    Con affetto
    Pascalino

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