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In memoria di Bruno Ganz, l’angelo che scelse di diventare uomo

proposto da Sandro Russo

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Forse ricorderete Damiel, uno degli angeli de “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders (1987). L’avevo chiamato a farmi da testimonial per un’Epicrisi di un anno fa, circa (leggi qui).

Bruno Ganz, l’attore protagonista di quel film e molti altri di una carriera densa di successi, anche a teatro, è morto l’altro ieri 15 febbraio a Wädenswil in Svizzera (Cantone di Zurigo) all’età di 78 anni.

Ne ricordiamo la figura con una pagina (riportata in fondo all’articolo in file .pdf) che la Repubblica gli dedica oggi, attraverso gli articoli di Roberto Nepoti e di Arianna Finos [in un’intervista a Silvio Soldini che l’ha diretto in Pane e tulipani (2000)].

Noi ne abbiamo un gran ricordo.
Giusto per riportare alla memoria i suoi gesti misurati, le sue interpretazioni sempre “in togliere”, qui di seguito il trailer di un film che abbiamo molto amato – con una strepitosa Licia Maglietta -, comico e drammatico insieme: “Pane e a Tulipani”, dell’articolo citato:

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La pagina da la Repubblica, edizione odierna: La morte di Bruno Ganz. Da la Repubblica

3 commenti per In memoria di Bruno Ganz, l’angelo che scelse di diventare uomo

  • Pino Moroni

    Vorrei dire anch’io una parola su Bruno Ganz: un grande attore introverso e gentile, così sullo schermo così nella vita.
    Lo ricordo nell’ultimo film in cui l’ ho visto “The Party”, sempre con ammirazione per la sua misurata recitazione in mezzo ad altri mostri/attori.
    Il commento è stato anche l’occasione per rivedere “Pane e tulipani”. Bruno Ganz è bravissimo come ricordavo, ma il film è ancora più bello di quando uscì nelle sale (2000). In questi circa venti anni abbiamo perduto sempre di più il contatto con la realtà ed i veri sentimenti che ora il film ci fa sentire più di allora. Credo sia uno dei casi in cui l’aumento del valore di un film può diventare anche memoria.
    Un saluto.
    Pino

  • Lorenza Del Tosto

    Grazie mille Sandro,
    grande, struggente, amatissimo attore da portare sempre nel cuore con la sua lezione di umanità.

  • stefano cavalchini

    E’ morto Bruno Ganz e mi sono sentito triste. I media mi pare che ne abbiano parlato poco e penso sia giusto ricordare qui un grande attore di cinema e teatro. Io me lo ricordo ne La Marchesa von O, in Angeli sopra Berlino, in film di Herzog, Angelopulos… Inutile continuare, ognuno/a di voi avrà in mente qualche sua interpretazione.
    Mi resta da capire perché questa scomparsa di una persona “pubblica” di spettacolo mi abbia così rattristato. Forse perché Ganz faceva parte della mia generazione, forse per il suo impersonare spesso personaggi maschili problematici e miti. E forse anche per aver rappresentato un prototipo di attore “europeo”, aiutato in questo dalla sua origine italiana e tedesca, icona di un’epoca di tensione e movimento reali verso una identità culturale comune che ha fatto da base, prima e meglio, a una costruzione politica fredda e banale che quella tensione ha tradito.

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