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La posta dei Lettori. I nomi di due luoghi di Ponza

a cura della Redazione

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Buongiorno,
Mi chiamo Anna Maria Mazzella. Sono nata a Ponza e vivo da sempre a Frontone. Vi contatto per avere maggiori informazioni riguardo due luoghi importanti e bellissimi dell’isola: Lucia Rosa e Chiaia di Luna.Vorrei avere, se possibile, di entrambi, dei brevi racconti sulle loro storie e sul perché si chiamano così.
In attesa, vi ringrazio anticipatamente e vi invio cordiali saluti.
A. M. M.

Risponde Franco De Luca

Ogni cala, ogni faraglione, ogni spiaggia ha un nome. Alcuni si ritrovano dovunque.
“Le Formiche” è nome dato a scogli affioranti a Ponza come a Panarèa, a Grosseto e a Lipari, nelle isole Eolie. Parata è nome che si ritrova in tanti luoghi partenopei.
Al contrario, alcuni nomi sono ‘propri’ di Ponza e legati a sentimenti, personaggi e vicende della comunità isolana.

Chiaia è un nome dialettale. Utilizzato in tanti luoghi marini del meridione. Chiaia significa spiaggia e dunque è stato facile attribuirlo a questa e a quella spiaggia.
Ma la nostra è Chiaia di luna ovvero, al concetto di spiaggia, è legato l’immagine della luna. Perché?
Perché la forma di quella spiaggia riporta alla mente l’immagine della mezza-luna. In più la falesia di colore chiaro, prende luce anche al chiarore notturno della luna.

Accostamenti forma-colore-luce hanno reso quella spiaggia degna di memoria. Per tutti. Di più per i poeti. Come dimostra una poesia di Tommaso Lamonica (Chiaia di luna, pag. 44, Isole e acque, Antonio Lalli editore).
Anche io ne ho fatto soggetto di una poesia in vernacolo che Anna Maria potrà trovare nel libro All’anema di Ponza;1981).

La vicenda di Lucia Rosa è avvolta nel dubbio. Certo è che una donna con quel nome si è imposta nella compassione dei ponzesi. Dopo la morte, avvenuta per essersi gettata dall’alto del monte sulla spiaggia sottostante, quella cala è stata ricordata col suo nome. E così anche gli scogli antistanti.

Quale il cognome della donna ? Quale la motivazione ? E’ tutto avvolto nel buio. Non fu giudicato opportuno tramandare i dati certi del fatto. Meno male ! Ha lasciato agli altri la possibilità di rimaneggiare, di vivificare, di sognarci su!

L’ho fatto anche io in un racconto in cui ipotizzo un fidanzamento rotto dalla lontananza. Lui, emigrato in America ( inizio del ‘900 ), lei in attesa a Le Forna. La ragazza non resse alle dicerie malevoli, e si suicidò.

Nino Picicco, al contrario, ipotizzò che i genitori di Lucia Rosa si opponessero al suo fidanzamento con un giovane pescatore. Troppo umiliante per loro, borghesi, imparentarsi con un bracciante. La fine fu la stessa, ma Nino le confezionò sopra un motivo musicale appropriato.

Qui la canzone da YouTube:

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