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Epicrisi 210. Lasciamoci affascinare da Ulisse ma non dimentichiamo di difendere la libertà

di Enzo Di Fazio

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Giornate incerte ed uggiose queste ultime della settimana che sta per concludersi. Mi pare di essere a marzo... nu poco chiove e n’ato ppoco stracqua, torna a chiovere, schiove; ride ‘o sole cu ll’acqua… recita la bella poesia di Salvatore Di Giacomo.
L’incertezza del tempo trattiene in casa, non fa uscire, limita i viaggi ma fa viaggiare i pensieri e li aiuta a prendere forma attraverso la riflessione e la meditazione. E’ quello che sta accadendo anche sulle pagine di Ponzaracconta. Mai tanti articoli e commenti riferiti alla condizione umana, intendo quella isolana. E, vivaddio, si affacciano i giovani. Dopo Sara c’è il contributo di Mario e poi quello di Alex.

Speriamo che ne arrivino altri e che possiamo presto arruolare qualche giovane anche in redazione. Il sito è in prossimità del giro di boa dell’ottavo anno, il contributo dei giovani è essenziale, la loro presenza è essenziale. Sono ancora oggi dell’idea, espressa circa otto anni fa (leggi qui), che il sito sia una grande piazza (l’Agorà degli antichi greci, intesa come luogo della democrazia per antonomasia) con un palco ove si alternano, in maniera libera e sentita, le voci di chi ha da dire e da raccontare intorno alla nostra isola.
Questa piazza, quel palco non hanno transenne, sono aperti a tutti. Ci piacerebbe che custodi e frequentatori fossero sempre più i giovani cui, prima o poi vorremmo/dovremmo trasferire il testimone.

Perché è ai giovani che appartiene l’isola e solo i giovani possono traghettarla come afferma Franco verso un futuro più sicuro economicamente e più sereno socialmente.

Non devono scoraggiare le difficoltà del momento, le diverse ideologie, l’individualismo, male tipicamente isolano che Mario nel suo commento all’articolo di Franco, mette così bene in evidenza.

Nel bel racconto di Dante, la Memoria non dura un giorno. L’intervista di Sara (1, 2 e 3) proposto in occasione della ricorrenza della prossima giornata della memoria, ci sono esempi positivi di forza di volontà e di rigore. C’è un bell’esempio della perseveranza che Sara, una giovane aspirante giornalista, mette in campo per superare le difficoltà che incontra per guadagnarsi la fiducia degli adulti e del sistema in cui gli adulti si muovono. E ancora prima ci sono la caparbietà e l’autostima cui ricorre per entrare nelle simpatie di Isaac, un vecchio professore che, scampato ai lager nazisti, vuole intervistare. Nel racconto c’è anche il difficile confronto generazionale tra l’elasticità, l’intraprendenza, l’apertura mentale della giovane Sara e la fermezza, il rigore e la diffidenza dell’anziano professore Isaac.


La storia, le letture, la conoscenza del passato ci aiutano a capire meglio il presente, ad affrontarlo con determinazione e con un approccio fiducioso. Se i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri bisnonni sono riusciti a progredire pur in presenza di tante difficoltà perché non dovremmo riuscirci noi? Fa bene Vincenzo a ricordare ai giovani la figura di Pasquale Mattej e il suo libro. Mattej fa parte della nostra storia e ci racconta l’isola che abbiamo ereditato dai nostri avi


E’ necessario oggi più che mai essere un po’ visionari e resilienti allo stesso tempo. Nel senso di essere sognatori e avere la forza di reagire alle difficoltà che la vita ci presenta, restando sensibili, senza sacrificare la propria identità, alle opportunità positive che la stessa vita offre.
Diceva Einstein (applicando in senso lato il suo pensiero al nostro discorso) che non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura… E ancora senza la crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia… senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno.


Il disagio dei giovani esplicitato in maniera così chiara negli scritti di Sara, Mario, Alex è anche una denuncia che va intercettata dalla nostra generazione ma innanzitutto dagli amministratori. In quello che dicono non ci sono solo lagnanze ma anche proposte.
Quel disagio va analizzato, la voglia di cambiamento che ne deriva va affrontata con aperture ed incontri, la forza di restare sull’isola e l’amore per l’isola vanno premiate, alle domande vanno date delle risposte.
Per esempio, su Zannone, sentite le recenti dichiarazioni del direttore del Parco Paolo Cassola e letto il commento di Vincenzo, vanno fornite le necessarie informazioni.

Non tutto è negativo. Qualche segnale c’è, come il corso base di Nordic Walking, che mette insieme sport ed escursioni o come l’iniziativa delle Vie dell’Incenso rivolta alla conoscenza, alla valorizzazione e alla promozione dei sentieri, un modo sicuramente efficace per far conoscere l’altra isola, quella delle catene, delle parracine, della flora e della fauna spontanea.
Ma è ancora poco. C’è bisogno –  come dice Sara –  di guardare oltre, cercare altri sbocchi di sviluppo per quest’isola, esplorare nuovi ambiti mai affrontati dai ponzesi e dalle amministrazioni, serve iniziativa e voglia di cambiare punto di vista.

Un’occasione è sicuramente il progetto “Il Mare di Circe. Mito e Narrazione di cui si sta parlando tanto in questi giorni e che a Ponza da alcuni sembra sia stato accolto con freddezza e scetticismo.
Siamo appena agli inizi. La macchina amministrativa del progetto che farà capo alla Regione non è ancora partita ma nei prossimi giorni ci saranno sempre più informazioni. Dalle notizie sentite nei giorni scorsi San Felice Circeo e Ventotene si stanno già muovendo e le rispettive pro-loco stanno già dialogando.
Il progetto è aperto a tutti, proprio a tutti. Non ci sono combine né accordi precostituiti. E’ di qualche giorno fa l’invito del Comune a presentare le manifestazioni d’interesse.

E’ l’occasione per rigenerarsi riconoscendo alla cultura il ruolo fondamentale di educazione della comunità alla bellezza. E’ l’occasione per creare sinergie tra le varie associazioni culturali e tra i vari operatori economici. E’ l’occasione per la comunità isolana di acquisire consapevolezza della ricchezza del proprio territorio, per i giovani di proporsi e di proporre le idee, i progetti che hanno a cuore. E’ sicuramente un’occasione di sviluppo, crescita e riscatto. Lo dice bene Enzo Di Giovanni nel suo articolo Le isole di Circe tra spopolamento e futuro.

Il progetto non è un inganno, come ha detto l’ideatore Luca Calselli, ma un canovaccio su cui tutti si possono attaccare.

Se ognuno di noi si sforzerà di investire di più sui comportamenti e sugli atteggiamenti mentali, l’intera comunità ne beneficerà in termini di progresso morale e civile.

Quanto mai necessario in un’epoca in cui il linguaggio della politica va sempre più impoverendosi a vantaggio di metafore guerresche con pericolose deviazioni che danno sostegno a formazioni antidemocratiche. Come dimostra l’articolo ripreso da La Repubblica di ieri che racconta del raduno neofascista di Latina di qualche giorno fa. Bene ha fatto Rosanna, con l’articolo “I nuovi pretoriani”, a mettere in evidenza alcuni aspetti dell’attuale momento che viviamo caratterizzato dalla ventata di sovranismo che, nel suo dilagare e nei consensi che raccoglie propagandando la difesa del popolo e dei confini nazionali, va sempre più a minacciare i diritti delle minoranze e, spesso, financo quelli della persona.

Il 27 gennaio ricorre il giorno della memoria. E’ il caso di ricordarlo soprattutto ai giovani. La storia non va dimenticata. Ci serve per avere consapevolezza dell’importanza di un bene prezioso quanto vulnerabile qual è la libertà.

Ed ora uno sguardo alle altre notizie che ci ha riservato questa settimana il sito.
C’è la pagina triste del ricordo di due persone che ci hanno lasciato, persone lontane da Ponza ma che hanno conservato sempre l’isola nel cuore. Si tratta di Silverio Nicolai che viveva a Santa Teresa di Gallura, seconda patria dopo Ponza e di Vincenzo (Vince) Tricoli che viveva negli Stati Uniti, persona di riferimento della comunità ponzese di New York.

C’è la pagina dei libri con la presentazione a Roma del noto libro “Ritratti di leadership – Da Cesare ai tempi moderni” di Emilio Iodice e a Latina dell’ultimo libro di Paolo Iannuccelli “ Il Circolo Cittadino nella vita pubblica di Latina”.

C’è l’angolo del dialetto con le riflessioni di Franco De Luca sul tempo che passa.

 

C’è infine l’interessante racconto di Lorenza Del Tosto sulle motivazioni che hanno portato Alvaro Brechner alla realizzazione del film Una notte di 12 anni, con le considerazioni sulla resistenza umana e su quel briciolo di voglia di libertà che sopravvive in ogni individuo anche nelle condizioni più estreme.

Ritorna la libertà e l’importanza di difenderla, come ritorna il passato con la sua storia e la necessità di non dimenticarlo.

Buona domenica a tutti.

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