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‘A tazzullella ‘e cafè

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proposto dalla Redazione

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Ci giunge tra le mani questo libricino di Renato Ribaud (Ed. Gallina; 2018) e volentieri ne diamo notizia.

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Copertina e quarta di copertina del piccolo volume

La prefazione
Caffettando 

di Paola De Ciuceis

Bevanda luminosa a dispetto del colore scuro, il caffè è magia pura. A Napoli, più che in qualsiasi altro luogo, è culto. E non solo perché con quel suo sapore cosi aromatico è alquanto seducente, ma per tutto l’universo mondo che si racchiude, forse meglio si schiude, attorno alla tazzina di caffè.
Al bancone o al tavolino, seconde le occasioni, ogni momento è buono per sorseggiarne uno. Dinanzi alla chicchera bianca con un solo manico laterale, d’altro canto, ci si riconcilia con se stessi e con l’umanità. Si sigla la necessità di una pausa, di un’iniezione di energia, di uno scarico di tensione come pure, in un bel caffè si annega un dispiacere o si celebra il piacere di un incontro casuale, il bisogno di rivedersi, il desiderio di una conversazione in intimità o il superamento di un dissidio tra amici.
Quanto al resto, si sa, il rito lo vuole caldo, cocente e, se in piedi al banco, rigorosamente zuccherato dal barista che sa esattamente come, quando e quanto caramellarlo; inutile provarci, nessuna rimostranza lo farà mai desistere…
A casa, invece, tutto gira intorno alla macchinetta per farlo: con l’espresso o con l’antica cuccumella? E questione di scuole di pensiero, talvolta, di fazioni familiari. E ci sarebbe da parlarne per ore, giorni, mesi e anni. Non ci sono tempi che basterebbero per venirne a capo, così come per passare in rassegna riti e miti, storie e leggende, abitudini e tradizioni (sempre personalissime) che da sempre ammaliano tutti indistintamente: poeti, commediografi e drammaturghi, cantautori e cantanti, filosofi e intellettuali, semplici consumatori.

Un tema sempre appetibile e godibile che non poteva non appassionare anche Renato Ribaud, cronista di eventi cittadini per Il Mattino, autore di testi di satira e costume per il cabaret, appassionato cultore di napoletanità e, soprattutto, napoletano di nascita e romano di adozione che, egli stesso racconta, alla notizia del trasferimento dalla redazione de Il Mattino di Napoli a quella di Roma si pose il problema del caffè (avrebbe trovato, nella Capitale, la marca preferita sua e della moglie?) prima ancora che quello del trasloco. Un dilemma risolto nel tempo ma che, di certo, pure ha dato il la per ’A tazzulella ’e cafè, agile e raffinato scritto che — alle stampe per i tipi dell’editore Gallina — con leggerezza e intelligenza declina tema tra curiosità e simpatiche morbosità, aneddoti e storielle senza tralasciare istruzioni su luoghi, modi e tempi d’uso, il giusto abbinamento con il gelato, la sigaretta, l’ammazza-caffè e il famoso bicchiere d’acqua (prima o dopo? Occhio, di qui si svela l’indice di napoletanità del consumatore).

Un’occasione per ripercorrere tra stile e gusto, con una godibilissima scrittura, spaccati di vita quotidiana in casa, in strada, in ufficio e ovunque ci sia un caffè di mezzo, momenti storici dell’Italia in cerca di Unità, brani letterari e teatrali, rendere omaggio con piccoli camei a chi il caffè napoletano ha contribuito a renderlo universale, ovvero a baristi e garzoni rimasti illustri sconosciuti e ai grandi di casa nostra da Enrico Caruso a Domenico Modugno, da Eduardo Scarpetta a Raffaele Viviani, a Eduardo e Peppino De Filippo.

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Informazioni sull’Autore (dal risvolto di copertina)
Renato Ribaud è nato a Napoli, in quella via Toledo, che con i suoi antichi palazzi nobiliari e i personaggi che vi hanno abitato è stata fonte di molti suoi libri.
Per “ll Mattino” ha redatto. in oltre vent’anni, una rubrica quotidiana di eventi cittadini. Per lo stesso giornale ha scritto articoli su regate di vela e canottaggio che si svolgevano nel golfo partenopeo, rafforzando ancor più il suo rapporto con la città e col mare. Ha firmato numerosi testi di satira di costume per il cabaret. È stato corrispondente per settimanali e periodici ad ampia tiratura. Ha retto inoltre le sorti dell’ufficio stampa di una delle più diffuse associazioni umanitarie, quale inviato in missione di pace nei Paesi belligeranti.
Nel 2012 l’Ordine dei Giornalisti gli ha consegnato la targa d’argento quale riconoscimento dei suoi cinquant’anni di carriera.
Ha fondato un link periodico, dal titolo ‘RedazioneCulturaNews’, che cura quale critico teatrale.
Approdato alla redazione del “Mattino” a Roma, dove vive tuttora, portando sempre nella mente la sua Napoli.

 

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