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h-22 h-32 v2-9 88 casa-di-vincenzo-darco Idraulica antica: cisterna della Dragonara

Dopo le Feste

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di Rinaldo Fiore

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Il turbinìo del tempo e delle ore è passato col suo sottile sibilo e la calma riprende il sopravvento, dopo gli eccessi di rumorosi botti: esco di casa con il mio cane al guinzaglio per una passeggiatina silenziosa lungo il vialetto del giardino e, raggiungendo la parte alta del terreno, ho dovuto per forza guardare il cielo che avevo davanti ai miei occhi; un cielo stellato in una notte tersa e trasparente, una miriade di stelle luminose mi guardava dall’alto, uno spettacolo incantevole che non ha avuto paura di mistificatori tric trac e superbombe, foriere più della paura che del coraggio: uno spettacolo riservato quasi solo ai miei occhi e a quelli di fortunati come me che s’ergono su questa sponda di terra, avendo per cappello il cielo stellato…

Le stelle facevano da contrappunto alle umane luminarie accese per illuminare il passaggio da un anno ad un altro, speranzoso di cose buone. E’ il primo gennaio 2019 e in casa mia la quiete è tornata dopo una felice nottata all’insegna del gioco
e del sorriso: siamo soli e l’ultimo amico ha ripreso la strada di casa, soli con il cane che riposa e la gatta che ha preso ormai possesso del nostro letto.
Quel cielo stellato mi ha rasserenato dopo immani esplosioni inimmaginabili, sorprendenti visto che in oltre dieci anni mai era accaduto. I botti, i fuochi d’artificio mi piacciono ma ritengo necessario evitarli, tranne che in luoghi adatti, perché pericolosi per sé e per gli altri ma tant’é… chiudo gli occhi e vado avanti…
Noi in famiglia abbiamo festeggiato la fine dell’anno con gli amici del laboratorio del Teatro, alla fine eravamo diciotto, donne prevalente, come in ogni ambito… ma che cuoche, eccezionali!
Non abbiamo preparato un primo piatto per non affuocarci in cucina ma solo piatti pronti ancora caldi; ognuno ha portato qualcosa come nelle antiche “comunelle”. Personalmente ho partecipato con ventricina e salsicce di fegato paesane ordinate per motivi “editoriali” (mi sono servite per la foto di copertina del libro No Chef) e quasi tutti hanno gradito, piccantissime, molto colorate e oleose, una goduria!
Prosecco, rosso di Basilicata (Eventi di Alovini!), Rosatello e per finire un buon Ferrari. Nessuno ha bevuto in eccesso ma tutti hanno apprezzato il vino della terra italiana. Macedonia con visciole e frutta varia, panettone e pandoro. Una tombolata scherzosa e gioiosa con il profumo della buccia dei mandarini, numeri cascati e richieste ripetute… una vera e propria gioia che da tempo non avvertivo.

Un singolare fattarello ha movimentato la serata. Un’amica è venuta con la sua cagnolina piccina piccina: si era dimenticata di avvertirci e quindi ognuno di noi si è fatto forza accettando il rischio di “lite” tra la mia “cagnona” e il chihuahua, anch’essa femminuccia.
Appena l’amica è entrata abbiamo dovuto scongiurare un certo scontro tra le due creature: io mi sono defilato con Bella, la mia cana, vicino alla sua cuccia, mentre l’amica si è messa a tre metri da noi con in braccio il chihuahua.
Praticamente mi sono escluso dal conciliabolo generale ma in breve ho recuperato chiacchiera e spontaneità; Bella a cuccia vicina a me serena e acquattata e la cagnolina tranquilla in braccio alla padrona.

Una bella serata che ha testimoniato che “stareassieme” e “fareassieme” sono generatori di convivenza felice e di pace.
Dopo 70 anni di vita, praticamente da individualista, mi sono reso conto che stareassieme e fareassieme sono la migliore risposta alla degenerazione delle relazioni e della convivenza in queste nostre società moderne.
E tutto è nato dalla partecipazione ad un laboratorio teatrale… incredibile!

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