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Giornata ecologica “Raccoglimi III”

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di Silveria Aroma

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Alle otto di un mattino d’inverno i raggi del sole colpiscono il faro della Madonna.
L’aria è tiepida, il sole si presenta deciso, bordato da qualche nuvola rosa.

Alla fermata di Santa Maria sale Domenico, sulla corriera comincia il racconto dei sentieri, quelli dei nostri nonni, della loro cura per la terra e dei sereni passaggi attraverso viarelle che tagliavano la proprietà privata.
Fa capolino qualche ipotesi su ciò che potremmo trovare da raccogliere.

Terza giornata ecologica “Raccoglimi “.

Dopo esserci ritrovati tutti sulla Chiesa fra buongiorno e sorrisi, caffè necessari e qualche panino fatto al volo (il che mi ricorda i tempi lontani della scuola), ci dividiamo in due gruppi, uno parte per Punta Incenso e l’altro per il Core.

Scelgo la via del Core.

Una fioritura di giallo, blu, verde, rosso, arancio e trasparente ingombra il verde e la terra.

Andare a caccia nei tempi previsti dalla legge, rispettando le norme in materia di arte venatoria è un conto, ritenersi autorizzati a lasciare plastica ovunque è ben altra cosa.
Così – seguendo la scia delle cartucce – si trovano bottiglie e immondizia di vario genere.

Eppure ai cacciatori va riconosciuto il merito di tenere aperti – e quindi percorribili – sentieri che rendono fruibile l’incanto della nostra natura di verde sospeso sul blu.
Diversamente ne perderemmo gran parte.

A metà strada tra il Core e il fortino di Frontone Sara e Rita ci ospitano. Tra alberi di eucalipto, ulivi e tenere piante di fave ci ristoriamo con un meritato panino, all’aperto… anche il caffè è più buono.
Si riparte.

Continuiamo a scendere sino a raggiungere il Fortino di Frontone.

Sole, narcisi e rosmarino. Erba cipollina a mazzi, qualche sparuta farfalla e io che fatico (ancora?!) a distinguere la foglia della Phyllirea da quella del mirto.

 

La risalita, linea diretta per cuori abilitati, Fortino – Cantone ‘i Camille, mette a dura prova i muscoli delle gambe e il fiato, ma in dieci minuti siamo su. Con le gote animate da un rosa acceso.

I nostri nonni soffrivano meno scarpinando; alimentazione sana e moto perpetuo – tra remi, zappa e viarelle – li tenevano in forma col peso… ma forse se un po’ strozzellati di ossa.

Fare qualcosa insieme, qualcosa che sappia di buono, di ben fatto, non risolve uno dei maggiori problemi del nostro pianeta ossia l’invasione della plastica, ma può (e spero) servire a creare motivo per raccogliersi in gruppo, dare una ripulita e sensibilizzare altri che si sentono distanti dalla questione.

La plastica è a colori ma non sono politici, è un problema che ci accomuna, possiamo anche non guardare ma sarebbe meglio imparare ad immetterne meno nell’ambiente, usarne meno; cambiando qualcosa nelle nostre abitudini e nei guadagni di chi la produce.

https://it.wikipedia.org/wiki/Inquinamento_causato_dalla_plastica

Nota
Tutte le foto sono dell’Autrice

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