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Ausulianno p’u paese

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di Francesco De Luca

 

Zi’ ’Ntunino ha seguito il suggerimento venuto da Ponzaracconta ed è andato a Frontone a prendere confidenza con la “nuova scogliera”. Lo testimoniano le foto che ci mostra.


“He visto? – sorride contento – adesso c’è più spazio per i villeggianti che si intrattengono sulla battigia. E soprattutto c’è più sicurezza perché si è lontani dalla piccola falesia a picco”.

E’ vero, sull’utilità dell’opera non c’è nulla da obiettare. Anzi. I luoghi sulla costa, raggiungibili da terra, a Ponza, sono pochi e quello, invece, fa raggiungere il mare a piedi e, cosa non da poco, in completa sicurezza.

Qualcuno storcerà il naso perché si modifica il paesaggio, ma anche le frane modificano il paesaggio, e ne peggiorano l’utilizzo. “Anzi ” – interviene ’Ntunino, e poi continua sottolineando come questo intervento sia meritorio perché toglie precarietà a chi risiede sull’isola.

Tutto quello che cade sotto gli occhi è molto precario, tutto assoggettato al mare che signoreggia sulle coste, al tempo che logora le bellezze naturali e i manufatti umani, all’incuria degli isolani che si ricordano dell’isola soltanto in funzione dello sfruttamento estivo. Il nostro piccolo territorio, tesoro impagabile, di cui godiamo, è tenuto in osservazione soltanto se frutta denaro. Mentre dovrebbe rappresentare un obbiettivo permanente della nostra residenza.

Noi ci dissanguiamo in polemiche, in ripicche, in distinguo, e la politica spiccia si ingolfa di maldicenze. Ci siamo abituati finanche a credere che questo sia il succo della politica. Meglio faremmo a perseguire meriti nella cura del nostro piccolo, dorato, territorio isolano.
Curiamo i sentieri, le stradine, le discese a mare, i percorsi che si inerpicano, le scalinatelle, i vicoletti, i muretti. Curiamoli perché noi siamo in essi, in essi ci esterniamo, ci esprimiamo. Essi sono la proiezione di noi.

Come hanno fatto i nostri padri.
Molte delle particolarità isolane trovano nella perseveranza dei nostri padri la loro radice e il loro tramandamento.
Curiamo e valorizziamo ciò che hanno lasciato in eredità i padri.

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