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Taccuino (20). Amore e rivoluzione

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di Silveria Aroma

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Voi che restate, siate felici
(V. Majakovskij, 1930)

Uno sparo al cuore ferma la scrittura del Poeta, un colpo e lo Scrittore entra nel panorama degli artisti eternamente giovani.
Non aveva ancora trentasette anni, e alcuni non accetteranno mai la versione ufficiale del suicidio.

Frammenti

Mi ama? Non mi ama?
Mi spezzo le mani e sparpaglio le dita spezzate
così si strappano per l’auspicio
e si gettano in maggio
ghirlande di margherite in cui t’imbatti
Che le forbici e il rasoio svelino canizie
Risuoni a non finire l’argento degli anni
spero credo che non verrà mai per me
l’infame buonsenso
L’una è ormai passata e tu forse sei a letto
La Via Lattea è nella notte un’argentea Oka
Non ho fretta e con i lampi dei telegrammi
non ho ragione di svegliarti e turbarti
come suol dirsi l’incidente è chiuso
la barca dell’amore
si è spezzata contro la vita quotidiana
Fra te e me i conti tornano
ed è vano elencare guai dolori offese reciproche
Guarda che silenzio nel mondo
La notte ha imposto al cielo un tributo di stelle
In ore come queste ti alzi
e parli ai secoli alla storia e all’universo
Conosco la forza delle parole
conosco delle parole il suono a martello
Non sono di quelle a cui plaudono i palchi
Sono parole per cui le bare
si slanciano a camminare
sui loro quattro piedini di quercia
Succede che le buttino via
senza stamparle senza pubblicarle
Ma la parola galoppa
con le cinghie tese fa risonare i secoli
e i treni strisciano
a leccare le mani callose della poesia
Conosco la forza delle parole
Sembra un niente
Un petalo caduto sotto i tacchi della danza
Ma l’uomo con l’anima le labbra le ossa.

Dentro ogni verso scritto da Vladimir Majakovskij, in ogni riga che il grande poeta russo ha impresso sulla carta, si agitano le passioni di due sentimenti che è impossibile pensare di separare. Le parole di Majakovskij, infatti, nascono in quel grande fiume dove l’amore e la rivoluzione sembrano darsi convegno per sconvolgere il paesaggio circostante, devastando il conformismo del passato e preannunciando la libertà e la bellezza di un futuro imminente. Per questa ragione, l’arte di Majakovskij è sempre «qui e ora»: un classico di insuperabile forza espressiva, tensione verso ciò che è bello, messaggio di emancipazione, felicità e lotta. C’è tutto questo e molto altro in “Poesie d’amore e di rivoluzione” di Majakovskij: un tesoro di sogni e di desideri, preziosi come i sospiri degli amanti e ardenti come le aspirazioni che incitano le donne e gli uomini alla conquista della giustizia sociale.

(Vladimir Majakovskij, Poesie d’amore e di rivoluzione – Redstarpress)

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Vladímir Vladímirovič Majakóvskij (Bagdati, 7 luglio 1893 – Mosca, 14 aprile 1930) è stato un poeta, scrittore, drammaturgo, regista teatrale, attore, artista e giornalista sovietico, cantore della rivoluzione d’ottobre e maggior interprete del nuovo corso intrapreso dalla cultura russa post-rivoluzionaria.

Note (a cura della Redazione)
– Come in tutti gli articoli di questa ‘serie’ – salvo diversa indicazione – le foto sono dell’Autrice.
– Questo è l’ultimo “Taccuino”. Per le puntate precedenti digitare – Taccuino –  nel riquadro CERCA NEL SITO, in Frontespizio.

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1 commento per Taccuino (20). Amore e rivoluzione

  • Sandro Russo

    Si conclude con quest’ultima puntata dedicata a Majakovskij l’excursus di Silveria Aroma attraverso la poesia. Una sua visione assolutamente personale, attraverso gli Autori che l’hanno formata e segnata.
    Una raccolta eclettica, che ha spaziato attraverso le epoche (da Saffo a poeti contemporanei, per esempio), i generi e i paesi [molti Autori italiani (perfino locali), ma anche nord-europei e d’oltreoceano: da Tommaso Lamonica a Pasolini, da Emily Dickinson a Ezra Pound, per citare Autori agli antipodi].
    Tutte le poesie sono illustrate – per una associazione d’idee altrettanto personale (le immagini sono state selezionate e ‘collocate’ per espressa scelta da Silveria in un posto preciso, tra i versi – con foto prevalentemente di Ponza (ma anche no) che ad una lettura più approfondita rilevano qualcosa in più: dell’Autrice ma anche del lettore (…come sempre accade con la Poesia).
    Che dire per esempio – rimanendo solo all’ultimo pezzo pubblicato – della poesia di Majakovskij sull’amore, illustrata con immagini di meccanismi ‘a ruote dentate’..?
    È un gioco che alla rilettura potrebbe moltiplicarsi all’infinito…

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