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Comitato di Quartiere SAMIP 2012. Oggetto: Buon Natale

riceviamo in redazione e pubblichiamo
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Al Sindaco del Comune di Ponza, Franco Ferraiuolo

Oggetto: Buon Natale

Con l’occasione ricorda che il monumento al pescatore, per il quale in più occasioni questo Comitato si è fatto sentire: si trova in un posto troppo defilato, poco accessibile al pubblico, e perciò poco apprezzato, intasa anche il traffico; sarebbe meglio spostarlo in un luogo più appropriato, dove può anche esplicare il suo mandato di pescatore; noi proponiamo lo scoglio della Botte.

Si ricorda altresì la Posta. Dal 13 ottobre 2017 sono passati 14 mesi; e della sua apertura non se ne parla. Ci sono state tante promesse e chiacchiere di ogni tipo ma il problema rimane. Rimane il fatto che la posta di Ponza è sempre piena di Fornesi che devono assolvere i loro problemi e sono in maggioranza. Ogni giorno sorge un problema nuovo che ne rimanda la riapertura.

Da ultimo vogliamo ricordare un problema che è l’ultimo in ordine di tempo, ma il primo per importanza: il 31 dicembre 2017 c’è stato il crollo a Cala Fonte.
Il 14 agosto 2018 c’è stato il crollo del ponte Morandi a Genova.
Il 20 dicembre 2018 sono iniziati i lavori di demolizione, sotto la supervisione dell’arch. Renzo Piano di Genova, delle case interessate al crollo; mentre le macerie cadute erano già state rimosse completamente.

Per Cala Fonte invece non si è fatto nulla. Tranne una chiusura per evitare occhi indiscreti. Ma Cala Fonte è un posto di assoluta priorità. La sua chiusura alla balneazione implica un risvolto economico gravissimo per tutta la Frazione.
Quelle boe di divieto poste a mare, in vicinanza dello scoglio piatto interessato alla balneazione sono uno scempio. Come può essere pericoloso uno scoglio piatto, alto 2 m, 3 m? Anche la darsena al suo interno non è affatto pericolosa, tanto è vero che il crollo avvenuto a monte non l’ha per niente interessata.
Ma Genova aveva l’arch. di Genova, noi invece no.
I nostri tecnici non sono buoni a risolvere i nostri problemi, ci dobbiamo rivolgere ai tecnici forestieri che si fanno pagare parcelle e lasciano le cose come stavano.

P.S. – Queste non sono opere nuove, ma solo opere che bisogna riportare allo statu quo ante.

Memento homo quia pulvis erit et in pulvere reverteris.               

Ponza, 21 dicembre 2018

Il Presidente
ing. Aprea Aniello