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Chi esce e chi entra in Ponzaracconta

la Redazione

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Il 2018 volge al termine e chiudiamo l’anno con alcune novità riguardanti la Redazione.
I lettori che ci seguono da sempre hanno avuto modo di verificare come nel tempo il corpo redazionale abbia subito diversi cambiamenti. È  nella logica di qualsiasi struttura nata per raccontare e fare informazione per lungo tempo.
I nostri redattori sono tutti volontari, persone che mettono a disposizione del sito una parte del loro tempo libero e delle loro energie, per passione e amore nei confronti della nostra isola.
Non c’è guadagno, non c’è alcun fine personale se non quello comune di dare forza al progetto che ha determinato la nascita del sito.

Le esigenze e gli impegni di ciascuno di noi possono cambiare e accade anche che qualcuno lasci la Redazione.
Così da qualche giorno non fa più parte del corpo redazionale Rita Bosso.


Nell’occasione la ringraziamo per la partecipazione alle vicende del sito e il prezioso contributo fornito all’interno del gruppo. Rita continuerà comunque la sua collaborazione e la ringraziamo fin d’ora per tutto quanto potrà ancora riservarci, come ponzese e come scrittrice, visti i consensi e i successi dei suoi lavori.

All’uscita di Rita segue l’ingresso di un nuovo redattore.
Si tratta di Alessandro Romano, che tutti conoscono per essere già da tempo collaboratore del sito e curatore, nella qualità di responsabile del Corpo Volontari della Protezione Civile di Ponza, della rubrica dedicata alle previsioni meteo.

Ad Alessandro il nostro benvenuto e il ringraziamento per l’impegno, la professionalità e le conoscenze che saprà mettere a disposizione del sito e nell’interesse della comunità isolana.
Cogliamo l’occasione per augurare ai nostri lettori e a tutti i ponzesi un sereno Natale ed un felice e prospero Anno Nuovo.

6 commenti per Chi esce e chi entra in Ponzaracconta

  • Gennaro Di Fazio

    Un benvenuto a Sandro Romano anche da parte mia.
    Egli, grazie al suo ruolo di storico riconosciuto anche ad alti livelli, saprà sicuramente dare un grosso contributo a questo sito di cui peraltro sono fiero di essere stato uno dei co fondatori. A ciò bisogna aggiungere, cosa non di poco conto, che Sandro è una persona disponibile e da sempre ha dimostrato di amare la nostra Isola.

    Tale apprezzamento lo faccio come suo amico e come Presidente della Comunità dell’Arcipelago delle Isole Ponziane.

  • Rita Bosso

    Sembra una storia di secoli fa, invece sono trascorsi solo pochi anni.
    All’epoca, Vigorelli sfornava un articolo al giorno e Ponzaracconta ribatteva punto su punto. Non era necessario avere fonti confidenziali sull’isola, infatti non ce le avevamo; gli scritti vigorelliani erano come le tracce per i saggi brevi all’esame di maturità, contenevano ampio materiale informativo, non restava che elaborare, collegare, rilevare eventuali incongruenze. All’epoca avevamo trovato una formula di resistenza/sopravvivenza utile a proteggere il singolo articolista: gli scritti “delicati” venivano firmati dalla redazione, previa lettura e approvazione dei contenuti. Molte volte ho fruito della copertura della firma collettiva.

    Con la nuova amministrazione, l’esigenza della firma collettiva si è presentata pochissime volte ma sono state occasioni laceranti (per me). Ogni volta ho preso atto di avere scarsa o nulla conoscenza del problema trattato e, quel poco che sapevo, lo avevo appreso da qualche post di Vigorelli, come ai vecchi tempi! Gli estensori dello scritto richiedevano che esso fosse firmato dall’intera redazione; io, che della faccenda sapevo poco o nulla, chiedevo di trovare una formula da cui risultasse la mia dissociazione. Non siamo riusciti a conciliare le due esigenze, forse non era possibile farlo; ogni volta si è dovuto rinunciare alla pubblicazione dell’articolo. Posso ben comprendere il fastidio degli estensori degli scritti cestinati; non era però mia intenzione esercitare un diritto di veto o fare ostruzionismo, intendevo semplicemente evitare di ricoprire il ruolo di “utile idiota” in vicende e in cause di cui ero all’oscuro. Dunque, la mia uscita dalla redazione è sembrata la soluzione più ragionevole. Continuerò a scribacchiare di storia, di storie, di vicende che riguardano Ponza.

    Ponza mi ha dato e mi dà tante opportunità di studio e di ricerca; ho chiesto collaborazione a enti, associazioni, privati, da tutti ho ricevuto piena disponibilità, con tutti sono nati e si sono mantenuti rapporti proficui e disinteressati, animati esclusivamente dal comune amore per l’isola. Per quanto riguarda Ponzaracconta non posso che esprimere gratitudine agli amici che mi hanno permesso di coltivare le mie fissazioni; avevo già scritto di appriezzo e di via del confino, ma grazie agli eventi che abbiamo realizzato insieme abbiamo raggiunto centinaia di persone. Le cose che abbiamo realizzato richiedono una fase di ricerca e di studio- alla quale la distanza dall’isola non nuoce, anzi rende più comodo il raggiungimento di biblioteche e di archivi- e una fase organizzativa, fatta di contatti, di chilometri macinati, di capacità diverse e complementari. In questa seconda fase sono stati presenti tutti, in tempi diversi, con funzioni diverse: Gino, Sandrino, Sandrone, Enzo Di Fazio, Enzo Di Giovanni, Luisa, Mimma, Martina, Rosanna, Giuseppe.
    Ringrazio tutti, do il benvenuto a Sandro Romano.
    A tutti, ai lettori e a quanti amano Ponza, auguro un sereno Natale.

  • Dice Rita nel suo commiato: “Con la nuova amministrazione, l’esigenza della firma collettiva si è presentata pochissime volte ma sono state occasioni laceranti (per me). Ogni volta ho preso atto di avere scarsa o nulla conoscenza del problema trattato e, quel poco che sapevo, lo avevo appreso da qualche post di Vigorelli, come ai vecchi tempi!”

    Con questa frase Rita ha spiegato le sue dimissioni dalla redazione, ma io non credo che sia solo una questione di “poca informazione” che possa produrre “lacerazione”.
    Io per esempio ho pochissime informazioni da parte dell’amministrazione ma se solo volessi potrei scrivere un articolo al giorno e tutti coerenti con le miei idee. Ciò che provoca lacerazione è sottoscrivere cose che non si condividono.
    Pensate per esempio all’amico Gennaro Di Fazio che non trova il tempo, né il dovere di parlare nel sito che ha fondato – (ponzaracconta) – e poi trova il tempo di augurare a Sandro Romano il benvenuto nel sito dicendo: “Lo faccio come suo amico e come Presidente della Comunità dell’Arcipelago delle Isole Ponziane”.

    Caro Gennaro, ti voglio bene, come Presidente dell’Arcipelago ti ho chiesto di parlare, ai lettori di Ponzaracconta di Zannone, del porto di Cala dell’Acqua e di tanto altro e tu sei stato indifferente.

    E’ chiaro che Rita Bosso si è sentita in difficoltà a ricoprire il “ruolo di utile idiota” in questa nuova vita editoriale in cui molti di Ponzaracconta stanno in amministrazione e non partecipano alla redazione le loro azioni amministrative, le loro idee, e probabilmente utilizzano metodi e sistemi amministrativi contestati al dittatore.

    Rita ti saluto con simpatia perché apprezzo la tua onestà intellettuale.
    Ciao e Buone feste.

  • https://www.ilponzese.it/app/flex/blog/preview/327130485?fbclid=IwAR0C9xLWZr6LsLROoZ3k4jsvEwcZQFyHnYuOAvh7CgV4cEFrkivcavakwzQ

    Cari amici della redazione,
    D’Amico in questo articolo vi pone tutta una serie di domande alle quali già predice che: “risposte non ne riceverò, ne sono consapevole, ma provate a darvele voi”. Ci tiene comunque ad annunciarvi che nel suo libro – programma/progetto politico” – di prossima uscita, vi ha dedicato un intero capitolo.

    Perché questa ostilità? Che c’entra Ponzaracconta da essere presa di mira dall’opposizione?

    Lo spiega lo stesso D’amico rivolgendosi a chi lo vuole ascoltare: “Si, perché a differenza di questi radical-chic che non considerano nessuno degno di un confronto con loro, quindi ignorano sprezzanti, io li considero per quello che sono. Uno dei mali che affligge la nostra Isola e come tale va analizzato e affrontato. In compenso però hanno un pregio rispetto ai vari Nocerino, La Torraca e compagnia cantante. Sono persone con un’ideologia ben precisa. Ideologia che non condivido (ne condividono) ma almeno ce l’hanno. I loro compagni di viaggio non hanno neanche quella.”

  • Luisa Guarino

    Caro Vincenzo, naturalmente eravamo a conoscenza dello scritto di D’Amico su Il Ponzese e per noi… stava bene dove stava. Tu invece come al solito riporti l’intero link e gli dai visibilità. Per quanto riguarda la nostra Redazione i cambiamenti, pealtro fisiologici, sono cose interne che riguardano solo noi: siamo tenuti a informare i nostri lettori, ma non certo a fornire spiegazioni. D’altronde le cose sono molto più semplici di quanto possiate pensare, ma se vi piace ricamarci su, lungi da noi privarvi di questo piacere. Non è vero che “odiamo” D’Amico: abbiamo parlato di alcune sue iniziative e io personalmente ricordo di averlo citato in un’Epicrisi di poco tempo fa. Lui non è un nostro problema, ma evidentemente noi siamo un problema per lui, visto che anche nel libro che sta per pubblicare ci sarà un capitolo dedicato a Ponzaracconta. Ribadisco: è lui che ha bisogno di noi, anche per scrivere. Noi abbiamo tanti altri argomenti più interessanti e piacevoli da trattare.

  • Sono venuto a sapere che questa notte è stato aggredito Danilo D’amico fuori casa sua.

    Spero che questo atto di violenza – che non ha precedenti a Ponza – venga approfondito dalle forze dell’ordine e assolutamente discusso dalla politica.

    Da sempre combatto l’individualismo economico e culturale che genera lo svuotamento dell’isola d’inverno producendo il conseguente isolamento culturale e sociale, figuriamoci se posso accettare che un giovane di Ponza venga aggredito per le sue idee.
    Le idee, i sogni, i progetti dei giovani che rimangono sull’isola, sono l’unica speranza per combattere l’individualismo economico e la sottocultura isolana.
    Danilo esprime in modo chiaro idee che posso non condividere in toto, ma assolutamente importanti, perché Ponza ha bisogno di persone che vogliono fare politica partendo dall’analisi dei bisogni dei cittadini e farli diventare progetto politico.

    Io vorrei che ci fossero mille giovani a Ponza che esprimessero le loro idee come Danilo e più di Danilo.

    Giovani di Ponza, spero che ognuno di voi si senta scandalizzato per l’agguato subito da un vostro compaesano, un giovane come voi che come voi chiede di vivere in questa isola.
    Cari giovani, io penso che sia giunto il momento – non potete più stare fermi – che questo atto di violenza faccia partire la scintilla della solidarietà generazionale.
    Giovani di Ponza, mettetevi al lavoro, cominciate a produrre idee, circondatevi di collaboratori, individuate persone sagge che vi possano dare una mano per elaborare un progetto per un’isola in cui rispetto, cooperazione, collaborazione e solidarietà siano i cardini per darvi un avvenire in questa isola.

    Solidarizzo con Danilo a cui auguro di venire a festeggiare in piazza il nuovo anno con la consapevolezza di continuare a lottare producendo idee e progetti come sta orgogliosamente facendo per la sua isola, e solidarizzo con tutti i giovani di Ponza che si sono sentiti aggrediti anche loro questa notte, perché credono nella forza del confronto democratico basato sulle idee e sulla necessità di esprimerle liberamente e in sicurezza.

    Io penso che tutti gli adulti che sono responsabili di questo presente debbano riflettere, perché è impossibile accettare che un nostro giovane debba essere aggredito per le sue idee.

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