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Epicrisi 206. Così questo è Natale!

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di Giusepe Mazzella

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Quanto mai opportuna, in questo nostro tempo, la bella canzone scritta da John Lennon e Yoko Ono, nell’ottobre del 1971, traendo spunto da un vecchio brano folk: nata come canzone di protesta contro la guerra del Vietnam e successivamente entrata a far parte dei “classici” canti della tradizione natalizia (testo originale e traduzione in calce all’articolo).

Mo’ vene Natale…”, con quel che segue, anche nella versione musicale di Renato Carosone, ci immerge nel clima festivo, un tempo la più vissuta ricorrenza dell’anno.
Come ci raccontano Franco Zecca (leggi qui) e Franco De Luca (leggi qui), era una festa soprattutto per i piccoli, quando Ponza viveva ancora nella semplicità e nelle ristrettezze del dopoguerra, quando la felicità era una piccola cosa, un mandarino, tre noci, una figurina Panini. Un tempo ormai lontanissimo che chi non ha vissuto fa fatica a sentire. Oggi Ponza e il Natale sono altro, e non sempre possiamo dirci contenti.

A questa saga della memoria ci riporta ancora una volta Pasquale Scarpati (leggi qui) che dal ricordo di un odore o di uno spazio di mare un tempo libero e senza pontili, ritorna al passato con nostalgia, ma anche con attenzione alle cose minime che oggi sembrano non avere nessuna importanza, ma delle quali invece abbiamo tutti bisogno.

Di una Ponza imprevista ci parla Sandro Vitiello (leggi qui), raccontandoci il viaggio in Corea di Aniello Impagliazzo, un uomo di mare che si confronta con una realtà lontana, con una umanità sofferente, e che trova il modo di accostarsi con naturalezza ad un gesto implorante e a regalare il suo contributo di solidarietà, anche a ricordo delle difficoltà sofferte nella sua infanzia e mai dimenticate.

Questa settimana Silveria Aroma (leggi qui) ci presenta la grande poesia di Emily Dickinson, una vita sottile e silenziosa, in un ambiente isolato, che sarebbe potuto essere anche la nostra isola, figura solenne rilanciata dal recente film “A quiet passion”.

A coronamento di questa settimana arriva il 50° anniversario di sacerdozio di padre Salvatore Maiorana. Martina Carannante (leggi qui) ci racconta la radiosa giornata, con la concelebrazione della Santa Messa nella Chiesa delll’Assunta con l’arcivescovo di Gaeta Luigi Vari, la festa allestita nel Pallone con un pranzo comunitario.
Trentadue anni nella Parrocchia di Le Forna sono un traguardo importante che hanno segnato la vita sacerdotale di padre Salvatore, al quale siamo grati e anche quella di tutti noi parrocchiani.

La settimana isolana si è sviluppata anche fuori, con il riconoscimento del premio d’onore Immagine Latina al nostro amico ambasciatore Emilio Iodice. Un riconoscimento meritato per un uomo sobrio, sempre disponibile e pronto a dare una mano nella soluzione dei tanti problemi di Ponza, alla quale lo lega un amore tenace. Colgo l’occasione per ricordare che dovremmo ascoltare di più la sua voce e corrispondere di più alla sua disponibilità, per il bene della nostra isola.

Altre notizie provengono dalla penna e dalle foto di Biagio Vitiello (leggi qui), e riguardano la scogliera nuova di Frontone. Questa spiaggia ancora una volta emana un mistero che non è difficile rivelare, una località molto famosa e molto “attrezzata”, oggetto di interventi protettivi di cui non riusciamo a comprendere appieno la ragione.

Il Comitato SAMIP propone, poi, una idea geniale per il dissalatore (leggi qui), questione molto contrastata, che nella soluzione proposta da Acqua Latina non trova molti d’accordo. Il Comitato propone, in alternativa, di utilizzare una nave cisterna che abbia incorporato il sistema di dissalazione e che si alimenti e scarichi in mare aperto acqua e residui e si approvvigioni di carburante direttamente in un porto della vicina costa. Questo impedirebbe la rovina di fauna e flora in una zona, Cala dell’Acqua, più belle e conservate dell’isola.

Dulcis in fundo il riconoscimento all’Associazione P.C.I.P. presieduta da Alessandro Romano per l’impegno profuso nella tutela dei cittadini e dei loro beni. Conosco Alessandro da sempre, ora anche come valido ricercatore storico, so con quanta passione e ostinata volontà ha portato avanti questo progetto, sacrificandosi in prima persona e lottando contro ostacoli di ogni genere per dotare l’isola di un servizio di pronto intervento. Anche questa settimana assieme ai tanti problemi, Ponza ha uomini che si impegnano con cuore per la nostra isola. Grazie a loro e a quanti in futuro vorranno dare il loro apporto.

A tutti auguro un buon Natale sereno.

 

Testo originale e traduzione di So this is Christmas (Così questo è Natale)

(cliccare sull’immagine per ingrandire)

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