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Premio Landolfo. Ringraziamenti

di Giuseppe Mazzella di Rurillo

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Desidero ringraziare i tanti Amici che mi hanno inviato i complimenti per questo Premio che mi onora moltissimo soprattutto perché è un concorso al quale si partecipa con i propri testi e quindi una valutazione da parte di una Commissione.
Mi sono confrontato con altri colleghi partecipanti e premiati per i loro lavori.
È un giornalismo di frontiera o di periferia che mette in rilievo l’ enormità della problematica civile che investe le realtà locali della nostra Campania.
Emerge una realtà complessa in un momento storico particolarmente difficile per l’Italia e l’Europa.
Ci tenevo ad esporre l’enorme problema che coinvolge noi tutti ischitani della “Ricostruzione” dopo il terremoto del 21 agosto 2017.
Come uscirne? cosa fare? come andare avanti? Non avrei mai immaginato di vivere un momento del genere.
Ho sottolineato che il terremoto del 21 agosto 2017 rende necessaria una unificazione amministrativa e “Politica” dell’isola d’Ischia perché è emerso uno spezzettamento delle “competenze” fra Stato, Regione, Città Metropolitana, Comuni che ha finito per “immobilizzare” ogni ipotesi di ricostruzione.


Mai nella storia contemporanea dell’isola d’Ischia l’Isola è stata così “politicamente” divisa. Mai ognuna delle sei Amministrazioni Comunali ha così palesemente pensato a se stessa ed alla propria piccola comunità amministrata senza farsi carico dell’altra. Non c’è nessun Coordinamento “istituzionale” fra i sei Comuni.
Così, mai il Comune più colpito che è il mio è stato così solo, con un sindaco ed un consiglio comunale incapaci di mettere in atto una “mobilitazione delle coscienze dei cittadini” per affrontare questo enorme dramma umano, civile, economico, sociale. Un Unico Comune è la strada maestra per una necessaria efficienza amministrativa.
Ma non basta.
È tempo di avere un realistico “Piano di Assetto Territoriale” per un’isola di 46 Km2 abitata da 64mila persone con una economia esclusivamente turistica.
Se non si realizzano queste due condizioni non mi sento ottimista né per il presente né per il futuro. Tuttavia, per quanto posso, continuerò nel mio impegno civile per il dovere che sento forte verso i miei antenati e le preoccupazioni altrettanto forti per i miei figli ed i miei nipoti.
Comunque dobbiamo tutti noi di Casamicciola e dell’isola d’Ischia mettercela tutta per una “Ricostruzione Possibile”.

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