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T’arricuorde… Anie’? Sì… m’arricorde (6)

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di Aniello De Luca

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per la parte quinta, leggi qui

Dopo Dies venne come parroco don Michele Colaguori. A fianco della chiesa, sulla stradina, ci sono due stanze di proprietà della parrocchia. L’Azione Cattolica, allora era molto frequentata. Si chiese di poter utilizzare quei locali come sede. Il sabato il programma della televisione era veduto da grandi e piccoli. Attecchì anche presso i giovani di Ponza. Fu acquistata la televisione. Luigi Ambrosino, ‘u maste falegnamme, costruì dei tavolini per i giochi di società. Utilizzò alcuni pancali che avevano trasportato baccalà. Si dovette lavarli a fondo per togliere la puzza, ma infine quella sede dell’Azione Cattolica ci ospitò con piacere per tutti. Si stava lì fino al termine del programma dopo Carosello.

Una soffiata indicò alla Guardia di Finanza che lì c’era una visione pubblica e per questo si doveva pagare il canone. Tutti si auto-tassarono e la televisione poté essere goduta. Il Presidente mi pare fosse il maestro Giannino.

Con don Michele le tradizioni parrocchiali eravamo noi a suggerirle e a portarle a termine. Non lo dico per attribuirmi meriti ma il gruppo d’i giuvene d’a ‘Mmaculata per decenni ha combattuto contro il tempo e le disattenzioni dei parroci per tramandare le tradizioni parrocchiali. Oggi siamo vecchi e malandati. I tempi corrono in una direzione di cui non riusciamo a vedere la meta. Le tradizioni hanno bisogno di passione per superare le barriere. Ma la passione possono alimentarla soltanto i giovani .

Domani, dalle 5 del mattino e fino al tramonto, per il paese si canterà questo motivo.

Chesta è santa ‘sta iurnata – è ‘a Madonna Immacolata – arricuordete oi Punzese, chisto è u iuorno, l’otto ‘i mese – oi Mado’ chesta iurnata ie te l’aggio cunsacrata.

Si canta così (la base musicale è di Tonino Esposito):

T’arricurode… Anie’? Sì... m’arricorde (fine)

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