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Le bianche scogliere di Ponza

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di Biagio Vitiello

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Ma “le bianche scogliere”, quelle famose, non erano di Dover, sul canale della Manica, le prime propaggini dell’Inghilterra quando ci si arriva dal mare?

Le bianche scogliere di Dover

Pare che anche Ponza avrà le sue bianche scogliere, dopo quella della ‘Caletta’ e altri massi bianchi sparsi qua e là

Ho letto su Lt Oggi da dove vengono i massi che stanno mettendo nella rada di Frontone (vedi a pag. 31 del .pdf – edizione del 5 /12, oppure nel ritaglio qui sotto):

L’articolo di Latina Oggi (cliccare per ingrandire)

…Perché, anche se nessuno ne parla, a Frontone si stanno facendo dei lavori a mare… una specie di scogliera sulla destra della spiaggia (guardando in avvicinamento dal mare); ma la cosa che trovo strana è che vengono posizionati dei massi bianchi, come la scogliera del porto, quella vicino a ‘Gennarino a mare’ e ‘dietro ai carabinieri’.
Da una mia precedente indagine, questi massi costano meno della metà rispetto a quelli di trachite (grigio). Mi domando: ma la Soprintendenza ha espresso il suo parere in proposito?
Rimarranno ‘a vista’? Se sì, alla faccia del “piano colore”!

Due foto della Ravia con la rada di Frontone sullo sfondo e la scogliera in costruzione

Spero quanto prima di acquisire più notizie più precise in proposito.

 

Aggiornamento del 6 dicembre (sempre di Biagio Vitiello)

Una serie di sette foto ‘fresche fresche’. Non capisco a a protezione di cosa sono state poste, se lì non c’è stato mai uno stradello! Per accedere all’altra parte di Frontone si è sempre camminato tra gli scogli; perché ora questa novità? Ci può spiegare qualcosa  Mimma Califano?

P.S. – Nelle ultime foto si vedono meglio i “rocciatori”

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3 commenti per Le bianche scogliere di Ponza

  • Biagio Vitiello

    Aggiornamento del 6 dicembre

    Una serie di sette foto ‘fresche fresche’. Non capisco a a protezione di cosa sono state poste, se lì non c’è stato mai uno stradello! Per accedere all’altra parte di Frontone si è sempre camminato tra gli scogli; perché ora questa novità? Ci può spiegare qualcosa  Mimma Califano?

    P.S. – Nelle ultime foto si vedono meglio i “rocciatori”

  • Mi ricordo quando sradicavano le pietre del Fieno e del Monte Guardia per rafforzare la scogliere frangiflutti di Cala Feola. Fu un ambientalista ponzese a denunciare il fatto che aveva l’avallo del Comune di Ponza e chissà anche di quali altri enti. La denuncia produsse il blocco dei lavori, ma certo il danno era stato fatto.
    Pensate cosa ha significato sradicare tanti massi dal fondo marino – modificare e distruggere microsistemi formatisi in centinaia di migliaia di anni: questo è avvenuto sotto gli occhi dei ponzesi indifferenti.

    Ma per quegli amministratori “il fine giustificava il mezzo” come quegli altri amministratori che “decisero di sotterrare l’immondizia a Tre Venti”: ancora oggi stiamo pagando le conseguenze di vedere un’area sequestrata e non possiamo far partire l’isola ecologica e la raccolta differenziata casa per casa.
    Oggi a Frontone stanno portando avanti il progetto di messa in sicurezza della falesia e cioè il passaggio dalla spiaggia alle piscine di Frontone. I tecnici e gli esperti hanno deciso di utilizzare massi continentali che servono a fare un piccolo “ripascimento”, per creare una sorta di piattaforma che va dalla spiaggia alle piscine romane, ed evitare così il sentiero sotto il costone pericolante.

    Stanno facendo bene? Qui a mio avviso “si vedono i mezzi” (negativi dal punto di vista dell’impatto ambientale) ma non il fine.
    Ho paura che Frontone farà la fine di Chiaia di Luna: alla fine dei lavori qualcuno dirà che “le operazioni fatte non sono di mitigazione del rischio”. Quindi oltre al danno di impatto ambientale dei materiali usati ci sarà anche la beffa di non vedere la spiaggia di Frontone classificata come zona fruibile in sicurezza.

  • Biagio Vitiello

    Per Vincenzo
    la mia riserva iniziale non era sul progetto ma sul colore dei massi, che se rimarrano ‘a vista era meglio che fossero di trachite grigia (certamente di un costo maggiore, ma di minor impatto ambientale).
    Che il progetto sia della Regione Lazio, non vuol dire che sia perfetto e insindacabile. Poi non mi risulta proprio che le “vasche” di Frontone siano romane; furono fatte negli anni ’50, contestualmente alla estrazione mineraria che si stava facendo in tale zona; il materiale servì anche per la costruzione della Banchina nuova; mi pare di ricordare un articolo di Ponzaracconta in cui Sandro Vitiello ricorda che il padre Costantino partecipò ai lavori…

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