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i-25-bis u-32 v4-12a sl372236 Camera principale delle grotte di Pilato Un rimorchiatore rimesso a nuovo

Le bianche scogliere di Ponza

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di Biagio Vitiello

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Ma “le bianche scogliere”, quelle famose, non erano di Dover, sul canale della Manica, le prime propaggini dell’Inghilterra quando ci si arriva dal mare?

Le bianche scogliere di Dover

Pare che anche Ponza avrà le sue bianche scogliere, dopo quella della ‘Caletta’ e altri massi bianchi sparsi qua e là

Ho letto su Lt Oggi da dove vengono i massi che stanno mettendo nella rada di Frontone (vedi a pag. 31 del .pdf – edizione del 5 /12, oppure nel ritaglio qui sotto):

L’articolo di Latina Oggi (cliccare per ingrandire)

…Perché, anche se nessuno ne parla, a Frontone si stanno facendo dei lavori a mare… una specie di scogliera sulla destra della spiaggia (guardando in avvicinamento dal mare); ma la cosa che trovo strana è che vengono posizionati dei massi bianchi, come la scogliera del porto, quella vicino a ‘Gennarino a mare’ e ‘dietro ai carabinieri’.
Da una mia precedente indagine, questi massi costano meno della metà rispetto a quelli di trachite (grigio). Mi domando: ma la Soprintendenza ha espresso il suo parere in proposito?
Rimarranno ‘a vista’? Se sì, alla faccia del “piano colore”!

Due foto della Ravia con la rada di Frontone sullo sfondo e la scogliera in costruzione

Spero quanto prima di acquisire più notizie più precise in proposito.

 

Aggiornamento del 6 dicembre (sempre di Biagio Vitiello)

Una serie di sette foto ‘fresche fresche’. Non capisco a a protezione di cosa sono state poste, se lì non c’è stato mai uno stradello! Per accedere all’altra parte di Frontone si è sempre camminato tra gli scogli; perché ora questa novità? Ci può spiegare qualcosa  Mimma Califano?

P.S. – Nelle ultime foto si vedono meglio i “rocciatori”

 

PONZA NEWS (da Rassegna Stampa 182)
Appendice alla Rassegna Stampa dell’8 maggio 2019 – Segnalazioni e foto inviate da Biagio Vitiello:

Buongiorno,
il pontone sta scaricando ancora massi, questo è l’ennesimo, ma dove vogliono arrivare?
È arrivata la “nave dei fari”, possiamo sapere se è per il faro della Guardia?


Commento di Biagio Vitiello dell’11 maggio 2019

Insieme al commento Biagio ha inviato queste foto (inserite a cura della Redazione):

 

 

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6 commenti per Le bianche scogliere di Ponza

  • Biagio Vitiello

    Aggiornamento del 6 dicembre

    Una serie di sette foto ‘fresche fresche’. Non capisco a a protezione di cosa sono state poste, se lì non c’è stato mai uno stradello! Per accedere all’altra parte di Frontone si è sempre camminato tra gli scogli; perché ora questa novità? Ci può spiegare qualcosa  Mimma Califano?

    P.S. – Nelle ultime foto si vedono meglio i “rocciatori”

  • Mi ricordo quando sradicavano le pietre del Fieno e del Monte Guardia per rafforzare la scogliere frangiflutti di Cala Feola. Fu un ambientalista ponzese a denunciare il fatto che aveva l’avallo del Comune di Ponza e chissà anche di quali altri enti. La denuncia produsse il blocco dei lavori, ma certo il danno era stato fatto.
    Pensate cosa ha significato sradicare tanti massi dal fondo marino – modificare e distruggere microsistemi formatisi in centinaia di migliaia di anni: questo è avvenuto sotto gli occhi dei ponzesi indifferenti.

    Ma per quegli amministratori “il fine giustificava il mezzo” come quegli altri amministratori che “decisero di sotterrare l’immondizia a Tre Venti”: ancora oggi stiamo pagando le conseguenze di vedere un’area sequestrata e non possiamo far partire l’isola ecologica e la raccolta differenziata casa per casa.
    Oggi a Frontone stanno portando avanti il progetto di messa in sicurezza della falesia e cioè il passaggio dalla spiaggia alle piscine di Frontone. I tecnici e gli esperti hanno deciso di utilizzare massi continentali che servono a fare un piccolo “ripascimento”, per creare una sorta di piattaforma che va dalla spiaggia alle piscine romane, ed evitare così il sentiero sotto il costone pericolante.

    Stanno facendo bene? Qui a mio avviso “si vedono i mezzi” (negativi dal punto di vista dell’impatto ambientale) ma non il fine.
    Ho paura che Frontone farà la fine di Chiaia di Luna: alla fine dei lavori qualcuno dirà che “le operazioni fatte non sono di mitigazione del rischio”. Quindi oltre al danno di impatto ambientale dei materiali usati ci sarà anche la beffa di non vedere la spiaggia di Frontone classificata come zona fruibile in sicurezza.

  • Biagio Vitiello

    Per Vincenzo
    la mia riserva iniziale non era sul progetto ma sul colore dei massi, che se rimarrano ‘a vista era meglio che fossero di trachite grigia (certamente di un costo maggiore, ma di minor impatto ambientale).
    Che il progetto sia della Regione Lazio, non vuol dire che sia perfetto e insindacabile. Poi non mi risulta proprio che le “vasche” di Frontone siano romane; furono fatte negli anni ’50, contestualmente alla estrazione mineraria che si stava facendo in tale zona; il materiale servì anche per la costruzione della Banchina nuova; mi pare di ricordare un articolo di Ponzaracconta in cui Sandro Vitiello ricorda che il padre Costantino partecipò ai lavori…

  • Biagio Vitiello

    Non si sa nulla sulla scogliera “mastodontica” di Frontone… Tutto tace!
    Mi piacerebbe sapere in primis cosa ne pensano l’Amministrazione comunale e l’opposizione.
    Cosa ne pensano i Verdi (quelli che salvano anche… gli uccelli)?
    Mi domando: ma qualche consigliere Comunale (di maggioranza o opposizione) ha mai visto il progetto?
    Voci di corridoio dicono che è un vecchio progetto Regionale, “…e loro possono fare tutto!”

    La cosa certa è che questa difesa-frangiflutto di Frontone (difesa non so da che cosa), determina un forte impatto visivo nei confronti del locale contesto paesaggistico.

    Il principale impatto estetico negativo è legato soprattutto al tipo di roccia utilizzata (è noto che i massi di calcare bianco costano poco, rispetto a quelli di trachite della vecchia scogliera Borbonica del nostro porto, anch’essa sovrastata ormai dalla nuova), costituita da massi calcarei bianchi, in totale contrasto visivo con le caratteristiche della roccia vulcanica della zona retrostante, di prevalenti tonalità scure.
    Non sono geologo, né ingegnere o architetto per dare un giudizio tecnico sull’opera in esecuzione, ma questo intervento configura un inquinamento visivo, indotto da materiali estranei alla specifica identità paesaggistica del sito, che è una spiaggia incantevole nonché l’unica fruibile a Ponza.

    La realizzazione di questa scogliera determina di fatto  una irreversibile alterazione della bellezza paesaggistica dell’insieme, nonché dell’equilibrio paesaggistico del luogo, creando i presupposti per invocare l’applicazione dell’art. 734 C.P., che sancisce una inezia di pena pecuniaria (max. 6.000 euro), a fronte dell’enorme danno ambientale arrecato

    Mi piacerebbe anche sapere se questa opera sia stata sottoposta (e autorizzata) dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Paesaggistici per l’isola di Ponza.

    Biagio Vitiello

  • Biagio hai ragione! Ponza da tempo è diventata terra di nessuno. Soprattutto su questi lavori di mitigazione: pensati, diretti e mai terminanti, che la Regione Lazio impone sulla nostra isola.

    E’ successo per Chiaia di Luna. La Regione con i suoi tecnici fece tutto da sola con il risultato finale che la spiaggia è rimasta per sempre prima sfregiata e poi chiusa.

    Sta succedendo per Frontone. Lavori di apposizione di reti – gli stessi che ci sono costati la chiusura di Chiaia di Luna -l’hanno riproposti per Frontone. Proprio lì a Frontone, dove la spiaggia dei bagnanti era già di fatto a distanza di sicurezza dalla base della falesia. Poi si sono inventati questa scogliera frangiflutti.
    Il pericolo rimane… dopo lo scempio ambientale che questi lavori stanno causando c’è il rischio che consegneranno una spiaggia sotto ricatto.

    Hai altresì ragione: con chi parlare di queste cose e di altre?
    Solo propaganda: “Apriremo, al più presto questo e quell’altro sito”.
    Ma quanto ci stanno costando questi lavori di mitigazione in termini di perdite di bellezze naturali, di insicurezza economica, in termini di spazi realmente ri-vivibili.

    Ricordo a tutti i cittadini e assessori che la “mitigazione del rischio” non sarà mai veramente una “eliminazione del rischio”. Ecco che il ricatto durerà in eterno.

  • La Redazione

    Insieme al commento Biagio ha inviato delle foto (inserite nell’articolo di riferimento a cura della Redazione)

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