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T’arricuorde… Anie’? Sì… m’arricorde (4)

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di Aniello De Luca

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per la parte terza (leggi qui)

A questo ci tengo tanto e voglio che si sappia. Sono stato il primo in assoluto a mettere la Corona sulla Madonna. Prima pure di don Luigi .

Quando il parroco stava male gli facevamo compagnia qualche volta io, qualche volta Silvano, Silverio Anello. Avevamo un lettino in una stanzetta. Una sera, dopo aver fatto i compiti di scuola, il parroco mi chiamò per scendere giù in chiesa. Chiamò pure Olga e Rosaria Zecca, che avevano il laboratorio di maglieria in uno dei locali della canonica. L’ora sembrava tarda perché d’inverno la sera scende prima. Io avevo già alimentato la fiammella del Santissimo con l’olio per la notte, e dunque la richiesta mi sembrò strana, tuttavia bisognava scendere. Don Luigi si portò dietro uno scatolone.

Una volta in chiesa si sedette sotto l’Addolorata e di fronte c’era la statua dell’Immacolata già preparata per la novena, sotto il pulpito. Mi fece aprire lo scatolone e c’erano due corone. Mi disse di prenderne una e di posarla sul capo della statua. Poi mi fece mettere l’altra… e guardava… e parlava con Rosaria e Olga. Poi di nuovo la prima. Guardava e giudicava l’effetto per decidere quale acquistare.
Presa la decisione misi le due corone nello scatolone, salimmo lo scalandrone di legno e la giornata finì.

T’arricuorde… (4) – continua

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1 commento per T’arricuorde… Anie’? Sì… m’arricorde (4)

  • https://www.youtube.com/watch?v=Kx9__sk_G60

    Ve n’è una, a Fiumefreddo Bruzio sul Tirreno cosentino, che rimane circoscritta esclusivamente al ristretto ambito cittadino, meritevole di varcare il meraviglioso borgo medievale tra i più belli d’Italia. Si tratta della “Serenata alla Vergine Immacolata” che nella serata del 7 dicembre (vigilia dell’Immacolata) chiama a raccolta tanti uomini del centro tirrenico avviluppandoli in un melodioso e struggente canto dedicato alla Madonna.
    Una tradizione che viene da lontano, più volte interrotta e ripresa, che da alcuni anni sta rinvigorendo i parametri identificativi degli uomini fiumefreddesi.
    Non è una processione, non esistono statue nè paramenti, è solo un canto che viene ripetuto in vari punti lungo le strade cittadine ove le famiglia aprono le porte offrendo un frugale, essenziale e rapido convivio gastronomico.
    Il canto è riservato esclusivamente agli uomini in quanto storicamente unica espressione del rito della serenata. Da più parti insistono volontà ad aggregare anche le donne. La richiesta potrebbe essere accolta considerando che il canto è una sorta di preghiera indistinta. Ma ciò lo decideranno i cittadini di Fiumefreddo.

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