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L’amico geniale

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di Rita Bosso

 Enzo Striano in una foto del 1953, mentre conduce un’inchiesta giornalistica sul mondo operaio

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Estraggo frasi, nomi, date dalla biografia di Enzo Striano e li sottopongo alla signora Mimma (Gelsomina Martinelli vedova Striano), contando sul fatto che è una ragazza di ottantasei anni (dice la figlia Apollonia), freschissima e disponibile, con cui si stabilisce una simpatia immediata (aggiungo io).

Mimma Martinelli Striano (dall’album della famiglia Striano)

Oltre alle esperienze formative nel contesto universitario, Striano partecipa alle vivaci riunioni nella casa del matematico Renato Caccioppoli, occasioni straordinarie di riflessione e di dibattito critico su temi che spaziano dalla letteratura alla filosofia, alla scienza, alla politica, alla musica. http://www.enzostriano.com/biografia.htm

Renato Caccioppoli

– Signora Mimma, lei ha partecipato a qualche riunione in casa Caccioppoli?

– No, ho conosciuto Enzo quando già non si frequentavano più e Caccioppoli è morto poco dopo. Però ricordo Caccioppoli, era una figura che non passava inosservata: passeggiava lungo la Riviera di Chiaia col solito impermeabile beige stazzonato.

Carlo Cecchi interpreta Caccioppoli nel film Morte di un matematico napoletano

 Renato Caccioppoli (Napoli, 1904- Napoli, 1959) è il grande matematico protagonista di un film intenso e struggente, Morte di un matematico napoletano di Mario Martone (1992).
Caccioppoli (insieme a Galois, a Turing e tanti altri) smentisce la convinzione comune che il binomio genio-sregolatezza possa e debba essere presente nel mondo dell’arte ma sia estraneo a quello della matematica.
Sulla genialità di Caccioppoli non vi è alcun dubbio: a soli 26 anni è titolare di cattedra universitaria di Analisi e, negli anni successivi, vince numerosi altri concorsi in ambiti e sedi diverse. A Napoli lo chiamano ‘O Genio; ha l’abitudine di scrivere formule sui pacchetti di sigarette e, quando li butta, la gente corre a raccattarli (questa la raccontava il marito di Rosalba Scarpati, Gennaro, che l’aveva conosciuto).
La sregolatezza è testimoniata da due episodi: in segno di sfida al fascismo e al mito della virilità, che proibisce agli italici maschi di portare a passeggio cagnolini, usa percorrere la Riviera di Chiaia con un gallo a guinzaglio.

Nel ’38, quando Hitler visita Napoli,  Caccioppoli festeggia a modo suo, in un locale del Chiatamone: si mette al piano (“Tre cose contano nella vita: l’amore, la matematica, la musica”, sostiene) e suona la Marsigliese, inno del paese nemico. Ovviamente lo arrestano; la famiglia riesce a far derubricare l’episodio a gesto di follia e a risolvere con l’internamento in manicomio.

Gli ultimi anni di vita trascorrono tra delusioni sentimentali, alcoolismo, in uno stato di degrado sempre più evidente, di isolamento e solitudine crescenti, e si concludono con il suicidio.

 Palazzo Cellammare in via Chiaia

Caccioppoli usava intrattenersi con gli studenti universitari, anche di altre facoltà, nelle bettole e nella sua casa di palazzo Cellammare; il suo orizzonte culturale era ampio, spaziava ben oltre la matematica. Uno dei punti di contatto tra Caccioppoli e Striano fu la militanza nel PCI, la frequentazione della sede de l’Unità.
– Quando ci siamo conosciuti, Enzo era già uscito dal PCI– ricorda la signora Mimma.

Enzo Striano si iscrive al PCI nei primi anni Cinquanta, collabora a riviste del partito e, nel 1953, entra nella redazione di Napoli de L’Unità; vi resta sino al 1957. Deluso dalle posizioni assunte dal PCI sui fatti d’Ungheria, abbandona il partito e, di conseguenza, L’Unità.
Che il dissenso possa essere maturato nell’ambito del rapporto con Caccioppoli è altamente probabile.
Anche sul fronte politico, infatti, Caccioppoli incarna tutte le contraddizioni possibili in quegli anni: genio decadente, colto, raffinato, di estrazione borghese e organizzatore-tribuno nei comizi a sostegno degli operai; istintivamente antifascista e legato da affetto e stima al suo maestro Mauro Picone, fascista; fondamentalmente trasgressivo in un ambiente in cui regna la più rigida ortodossia; comunista ma geneticamente anarchico (il nonno era Michail Bakunin).

Foto con dedica al maestro Mauro Picone: “Al prof. Mauro Picone/ poichè non l’osa il/ rispetto del matematico,/ dedica l’affetto del musicista./ Renato Caccioppoli”

C’è, nelle pagine de Il Resto Di Niente, qualche traccia delle riunioni in casa Caccioppoli? Striano narra di giovani curiosi, intelligenti, esuberanti, qualcuno un po’ più fanatico (Giordano), qualcuno già proiettato verso successi professionali (il medico Domenico Cirillo, il giurista Mario Pagano), qualcuno dotato di grande intelligenza ma sfigatissimo con le donne (Vincenzo Cuoco), qualcuno più riflessivo e disincantato (Vincenzo Sanges, l’alter ego di Striano); nei bei salotti della Napoli del Settecento amori nascono e finiscono, notizie e pettegolezzi circolano, talenti  si mettono in mostra. Dove vanno?
“Ah, non lo so – sorrise Sanges. – Non lo sa nessuno. Questo è il sapore della vita. Verso l’avvenire, l’amore, la gloria. Tutti i giovani sognano queste cose. Naturalmente non tutti le avranno”.

Caccioppoli con i colleghi; il primo a sin, con gli occhialini tondi, è Vinciguerra; al centro, con baffi e sigaro, Miranda

 Da studentessa mi è capitato, nei corridoi del vecchio istituto di matematica intitolato a Renato Caccioppoli, di origliare qualche brandello di conversazione tra anziani e solenni professori che, da giovani, erano stati amici e colleghi di ‘O Genio; erano passati oltre vent’anni da quel colpo di pistola. Il professore di Calcolo, Vinciguerra, mostrava vecchie foto; il professor Miranda, ordinario di Analisi,  raccontava di vacanze trascorse insieme a Castellabate, finestre aperte nelle calde notti estive e Caccioppoli che suonava il piano tenendo svegli tutti, perché delle tre cose che contano nella vita oramai gli restava solo la musica. Del professor Miranda  ‘O Genio diceva: “Qua, dentro l’istituto, solo tre persone conoscono la matematica: Carlo Miranda, il bidello Giggino Allocca e, modestamente, il sottoscritto”. Forse ci sono pure Miranda e Vinciguerra ne Il Resto Di Niente, in parrucchino e pantaloni a tubo, ma va’ a scoprire sotto quali nomi …

Una ex studentessa davanti alla sede dell’istituto di Matematica in via Mezzocannone 8

 

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