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Tanta voglia di Terme. Il libro di Iannuccelli mette ali al progetto

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di Luisa Guarino

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Era gremita la sala conferenze del Circolo Cittadino di Latina per la presentazione del libro di Paolo Iannuccelli “Le Terme di Fogliano. Il sogno di Coletta”: il carisma e la popolarità dell’autore, la stima e l’affetto per il protagonista e l’interesse mai venuto meno in territorio pontino per l’argomento trattato, hanno richiamato un pubblico folto, attento e partecipe.
L’iniziativa si è svolta con il patrocinio del Circolo Cittadino presieduto da Alfredo De Santis.

Cominciamo col dire che questa “seconda edizione” è del tutto nuova rispetto a quella presentata nel 2015, quando Luigi Coletta era ancora in vita: essa infatti, pur mantenendo i contenuti della prima, è arricchita da materiale nuovo, illustrato peraltro dai due relatori dell’incontro: Gian Luca Bono, geologo e nipote di Paolo Bono, geologo anche lui e già citato nella precedente opera di Iannuccelli; Fernando Panetti, ingegnere, che per la sua tesi di laurea (anno accademico 1987/88, Università La Sapienza di Roma) ha presentato un progetto dal titolo “Complesso termale a Fogliano-Latina”. Il testo di Iannuccelli include a tale riguardo un testo descrittivo e sette tavole.

Nel suo intervento, che ha aperto l’incontro, Gian Luca Bono ha invece presentato, tappa dopo tappa, quella che lui stesso definisce la “storia infinita” delle Terme di Fogliano, “giunta alla sua conclusione con il fallimento della società, partecipata tra il Comune di Latina per l’86% e la Provincia per il 14%, che avrebbe dovuto realizzarle”. Una storia raccontata con dovizia di particolari, “attraverso alcuni ‘riscontri scientifici’ e la ‘cronologia’ di alcuni fatti e omissioni che hanno portato al fallimento di un progetto che, se realizzato, avrebbe potuto costituire un volano per l’economia locale e provinciale”. Numerosi e avvincenti sono stati gli interventi sollecitati sia dalle due relazioni che dall’argomento in sé. Stazione termale di grande rilievo non solo turistico ma soprattutto curativo, visti i risultati registrati e documentati negli anni ’50 “quando le Terme funzionavano”; volano per l’economia e la crescita del territorio pontino; possibile fonte di energia alternativa. Tutto questo, perfettamente ‘intuito’ e sostenuto con forza da Luigi Coletta, sarebbe potuto essere l’impianto di Fogliano.

A quello dell’ingegner Paolo Rossi è seguito l’appassionato intervento dell’architetto Omero Marchetti, unica voce positiva e propositiva, convinto che non tutto sia perduto e che grazie a forze private quell’antico progetto possa essere ripreso e portato avanti; il figlio di Coletta, oltre a salutare e ringraziare con calore tutti i presenti, ha sottolineato l’eredità di tante e sincere amicizie lasciategli dal genitore, ricordando il suo stile di vita e lo spirito di solidarietà e di collaborazione che lo ha sempre contraddistinto. Un concetto ribadito dall’imprenditore Marco Picca, che ha posto l’accento sull’attività sociale svolta da Luigi, così come dal suo stesso padre, in seno alla “Cooperativa di garanzia artigiana”, professandosi però pessimista su un ipotetico futuro del progetto Terme. Il cuore generoso di Coletta e le sue intuizioni nel campo dell’energia alternativa sono state ricordate non senza emozione anche da da Riccardo Pece, operatore sociale e turistico.

Tra il pubblico c’era Luigi Cardamone, amministratore con la Giunta Finestra, il quale accalorandosi ha ricordato gli sforzi fatti all’epoca per cercare di recuperare il progetto delle Terme, seguiti da delusione, impotenza e rabbia. Non ha preso la parola, ma era presente all’incontro anche l’attuale consigliera Matilde Celentano. Conoscendone lo spirito combattivo e l’attenzione che pone in particolare ai problemi del nostro litorale, non escludiamo che voglia condividere e supportare questa battaglia, di cui Luigi Coletta può essere considerato a tutti gli effetti il ‘vessilifero’.

Panetti, Iannuccelli e il Presidente dell’Ordine degli avvocati Giovanni Lauretti

 

Immagine di copertina: Paolo Iannuccelli durante la presentazione, con Fernando Panetti
Foto di Carlo Montefusco

 

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