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Porto di Cala dell’Acqua: lo stato della procedura

di Francesco Ferraiuolo
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Per parlare del porto turistico di Cala dell’Acqua bisogna necessariamente partire dalla conferenza dei servizi tenuta presso la Regione Lazio il 12 luglio 2017 (cioè circa un mese dopo l’insediamento della nuova amministrazione) quando fu chiaro al mondo intero che tutta quella propaganda fatta intorno a quel progetto, per cui si faceva intendere che l’intera procedura fosse ormai sostanzialmente definita e si assicurava con forza che di lì a qualche mese si sarebbero già messi i primi blocchi a mare, non era che un miserevole inganno elettorale.

Infatti, nella predetta conferenza dei servizi emersero sul progetto presentato dalla Società Marina di Cala dell’Acqua s.r.l., tra le altre, due criticità di non poco conto: da una parte, il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) della Regione Lazio rappresentava la necessità che il progetto fosse sottoposto preventivamente ai procedimenti di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e VIA (Valutazione Impatto Ambientale) ex DPR 152/2006 nonché di Valutazione d’Incidenza Ambientale (VINCA) ex DPR 357/1997; dall’altra, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale delle OO.PP. – esprimeva numerosi rilievi negativi al progetto proposto al punto di ritenerlo, conclusivamente, non meritevole di approvazione.

Nella stessa seduta della suddetta Conferenza dei Servizi del 12/07/2017, a fronte della richiesta del RUP regionale, il legale rappresentante della Società si dichiarava disponibile a trasmettere al Comune di Ponza la documentazione necessaria per l’espletamento delle valutazioni sopra cennate.

Alla data del 28 settembre 2017, i procedimenti di VAS, di VIA e di Valutazione d’Incidenza non risultavano ancora definiti ma considerato il carattere pregiudiziale degli stessi, il Comune, con nota in pari data, disponeva l’interruzione dei termini di conclusione dei lavori della Conferenza dei Servizi sino alla prolazione delle valutazioni in parola da parte dei competenti organi regionali.

Senonché, alla luce della comunicazione della Regione Lazio intervenuta in data 13/12/2017 con la quale si informava della sospensione del procedimento di VIA in attesa della comunicazione dell’istanza di attivazione della VAS e tenuto conto dei rilievi negativi espressi dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, con nota in data 14/12/2017 l’Amm.ne sollecitava alla Società la trasmissione della documentazione di sua competenza per permettere al Comune, quale Autorità procedente, di proseguire nel merito.

Nonostante, però, che la Società con nota in data 19/01/2018 avesse riconfermato la sua disponibilità di farsi carico della predisposizione della documentazione necessaria per l’espletamento della procedura di VAS, trascorrevano infruttuosamente circa 6 mesi al punto che la Regione Lazio con nota pervenuta al Comune in data 15 giugno 2018 rimetteva la determina con la quale si stabiliva di non dare più corso alla valutazione di VIA e di disporre l’archiviazione del relativo procedimento, stante l’inadempienza della medesima Società.

Al che, il Comune di Ponza in data 25/06/2018, considerato il rilevante interesse pubblico sotteso alla realizzazione dell’infrastruttura portuale quale elemento significativo di sviluppo economico dell’isola (in particolare, per la frazione di Le Forna) e ritenuto che tutto ciò implicava la necessità di una sollecita definizione del procedimento in itinere, anche per evitare nel contempo rendite di posizione non supportate dall’effettiva/concreta volontà di definire il procedimento per realizzare il porto turistico di Cala dell’Acqua, intimava la Società a produrre entro e non oltre 30 giorni la documentazione necessaria per l’avvio della procedura di VAS nonché a provvedere al riavvio della procedura di VIA presso la competente Area Regionale con l’avvertenza che in difetto l’istanza concessoria ed il procedimento instauratosi sarebbe stato archiviato.

Al preavviso di archiviazione, la Società rispondeva in data 12/07/2018 che era emersa, durante la preparazione della documentazione, la necessità di procedere con uno studio più ampio, che contemplasse ed analizzasse gli interventi futuri che l’Amm.ne comunale di Ponza avrebbe inteso realizzare per implementare il proprio network portuale, ciò che avrebbe fatto perdere di senso il procedere con la presentazione della documentazione della VAS atteso che la riapertura della VIA, alla luce di quanto sopra, avrebbe dovuto essere concertata con il Comune.

Ciò, anche tenendo conto che per effetto delle novità legislative, la VIA avrebbe dovuto essere attivata presso la sede ministeriale e non più presso la Regione.

In conclusione, per le ragioni suesposte, era apparso opportuno proseguire con la presentazione di un procedimento VIA-VAS integrato, che, però, avrebbe avuto come presupposto un incontro preventivo tra le parti.

Ad un incontro fissato dal Comune per il 7 agosto 2018 in riferimento all’opportunità di esperire congiuntamente i procedimenti di VIA e di VAS, la Società chiedeva un rinvio per avere la possibilità di poter dare corso alla redazione della documentazione progettuale.

Si arriva così alla nuova data di incontro fissata dal Comune in data 18/09/2018, nel corso della quale la Società, alla presenza del sindaco e degli amministratori presenti, confermava l’interesse alla realizzazione del Porto Turistico di Cala dell’Acqua.

Nel corso di tale incontro venivano puntualizzate, in un’ottica di abbreviazione e conclusione della Conferenza dei Servizi (C.d.S.), le modalità di prosecuzione dell’iter di approvazione del progetto definitivo finalizzato alla sottoscrizione di un accordo di programma e rimandando gli ulteriori approfondimenti ad un nuovo rendez-vous in data 23 ottobre 2018, presso lo studio dell’ing. Marco Pittori, allo scopo di definire taluni aspetti tecnici e procedimentali conseguenti agli esiti della Conferenza dei Servizi citata in premessa nonché alla definizione delle procedure di VAS e di VIA.

La diversità di competenze sulle due procedure, comportando l’impossibilità di una valutazione contestuale con aggravio dei tempi di conclusione della conferenza dei servizi, suggeriva alla Società di proporre al Comune, nel suddetto incontro, di procedere alla redazione, a latere della stessa C.d.S, di un piano regolatore portuale per l’ambito di cala dell’Acqua, per poi proseguire, al termine del suo iter di approvazione, con la ripresa della conferenza dei servizi già indetta per l’approvazione del progetto definitivo del marina; con tale modalità, secondo la Società, le procedure di VIA e di VAS sarebbero rimaste in capo ad un unico soggetto, lo Stato, con ritenuta semplificazione del procedimento.

Naturalmente, l’Amministrazione, sempre con l’intento di conseguire nei tempi più brevi la sottoscrizione dell’accordo di programma, ha attentamente valutato e considerato la suesposta proposta ritenendo, però, che:

In conclusione, le predette considerazioni fanno ritenere all’Amministrazione che non vi sia possibilità per un diverso percorso da quello già posto in essere e, pertanto, non doversi dar luogo all’accoglimento della proposta avanzata dalla Società, dovendosi procedere secondo le modalità previste dal DPR 509/1997, tenendo anche conto che potrebbe determinarsi una condizione per inficiare l’indetta C.d.S., in quanto essa stessa già contiene, pur se con modalità diverse, una verifica di compatibilità ed ammissibilità urbanistica relativamente al cambio di destinazione d’uso delle aree interessate dall’intervento proposto.

Alla luce di quanto sopra, l’Amministrazione ha deciso di:

– rimandare ad un ulteriore incontro l’approfondimento delle specifiche problematicità tecnico-urbanistiche emerse in sede di conferenza dei servizi;

– relativamente alla procedura di VAS, a rettifica della precedente corrispondenza, di assegnare previa intesa con la parte, un ultimo termine per la presentazione del rapporto ambientale preliminare;

– relativamente alla procedura di VIA, di confermare la propria disponibilità per verificare presso il ministero competente le modalità di avvio, ovvero se sussistono le condizioni per dare corso ad una procedura parallela con la VAS da attivare con la competente area regionale.

Questo lo stato dell’arte.
Ho volutamente spiegato a mo’ di relazione tutti i passaggi finora effettuati per dimostrare che non c’è stata alcuna inerzia né operazione di affossamento del progetto del porto turistico di cala dell’Acqua ma, al contrario, ci si è adoperati in maniera puntuale a fare da sprone, sollecitando la presentazione dei documenti occorrenti per andare avanti e studiando le modalità per uscire dal pantano in cui si era delineata la situazione nella conferenza dei servizi del 12 luglio 2017.

Naturalmente, nel procedere sarà nostra cura far inserire nel progetto definitivo quegli elementi che possano incrementare l’aspetto della pubblica fruibilità per più e meglio soddisfare le esigenze della popolazione locale, con particolare riferimento ai pescatori ed ai diportisti.