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La magnettera

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di Rinaldo Fiore

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Quella mattina Riccardo si svegliò con dei doloretti di pancia e così prese il vasino da notte tentando di fare i suoi bisogni, ma tranne un puzzolente soffietto e una abbondante pipì nulla accadde: si risistemò e subito andò nel lettone grande di mamma che l’accolse a braccia aperte sonnolente: – Mamma mi fa male la pancia!
La mamma si svegliò come d’incanto scoprendo le lenzuola per vedere la pancia di Riccardo, il suo bambino di sei anni.
– Do’ te fa mele, bille de mamma?
– A ecche – rispose Riccardo mettendo la sua manina attorno all’ombelico.
Maria, la madre, accarezzò il pancino di Riccardo e non trovò niente di strano: – Si’ fatte la cacca?
– No, mamma, sule la pipì

– Nun te preoccupa’, nun è ninde, chiù tarde jimme dalla “magnettera”, accuscì te la canta.
– Va bune mamma – E Riccardo si addormentò di nuovo al calduccio della mamma.

Era d’estate e Maria viveva le sue giornate con i tre figli mentre il marito stava a Napoli a lavorare. Quella mattina si svegliò verso le 8,30 e scese subito a preparare il caffè e latte per lei e a preparare l’acqua calda per “le guagliune”, per farli lavare. Aveva deciso che verso le dieci avrebbe portato Riccardo dalla nonnina del paese – la magnettera – esperta di dolori vari dovuti al mangiare e canzoncina – per fargli togliere i dolori di pancia con una specie di cantata silenziosa – la magnettera
– per eliminare il malocchio e i vermi.
Alla “Magnettera” si rivolgevano tutti, bambini e adulti che avevano mal di pancia.


La magnettera ormai era vecchietta, una vecchietta simpatica, con pochi denti, che faceva scoprire la pancia degli “ammalati”, che toccava appena appena provocandogli un certo solletico, mentre, tra sé e sé, diceva una specie di nenia sussurrata e non comprensibile. Nessuno aveva mai capito che cosa dicesse!
Si diceva: – Gli canta la magnettera!
In un paio di minuti la nonnina avrebbe fatto la sua parte con soddisfazione degli ospiti che si sarebbero sentiti subito meglio.

Riccardo, con la mano nella mano della mamma, scendeva i gradini della
scalinata per andare dalla “magnettera” che stava nella parte di mezzo del paese.
A Maria non interessavano le chiacchiere che giravano sulla “magnettera”, che fosse una imbrogliona e una senza fede, a lei interessava solo far star bene Riccardo.
Dopo pochi minuti, saltellando quasi per le scale, Riccardo e la mamma arrivarono davanti alla porta della nonnina e bussarono.
La magnettera aprì la porta e parlò: – Ué Mari’! …e che succede?
– Buongiorno, Riccarde tene mal di pancia!
– Vi’ vi’ ecche” – e la nonnina li portò in una stanzetta con un lettino.

La vecchina aveva una ottantina d’anni, vestita come tutte le donne anziane del paese, con una veste lunga e nera e alla cinta una parannanza grigia, sul capo un fazzoletto, sempre sul grigio, che le copriva i capelli bianchi, come se fosse in chiesa a pregare. La casa era piccola e odorava un po’ di vecchio.
La “magnettera” aveva preso dalla madre la sua capacità di guarire i mal di pancia, come e perché neanche lei se lo ricordava…
– Riccarde stinnete e scupre la pancia – disse la vecchina e così Riccardo, aiutato dalla madre, si mise sul lettino scoprendo la pancia.
La magnettera prese la sedia impagliata che stava lì vicino e si mise seduta accanto al lettino, e cominciò a toccare delicatamente il pancino di Riccardo, che si ritraeva un poco per via del solletico, mentre diceva delle parole incomprensibili, una specie di filastrocca.
Riccardo vedeva le labbra della nonnina muoversi, come se parlasse silenziosamente per non farsi capire. E la cosa andò avanti per un paio di minuti fino a che la magnettera tolse le mani dal pancino di Riccardo, sollevandosi in piedi, e dicendo:
Vistete Riccarde e oggi non mangia’ tante.
– Mari’, una minestrina e pane e olio e basta e dumene arcumincia a magne’.

– Grazie Clorinda – il nome in chiaro della nonnina, e Maria posò sul tavolo, in cucina, un pacchetto con sei uova, prese dal contadino in mattinata.
– Mari’ te ringrazie e vimme a truva’, ca’ se facemme ’na chiacchierata” – disse la “magnettera” accompagnando alla porta Riccardo e Maria.

Tornando verso casa Riccardo riprese a saltellare sulle scale, dimenticando completamente i doloretti di pancia…

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