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Da una terra persa nel mare. La lunga notte

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di Francesco De Luca

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Ore 15, è già calata la sera. L’isola non è più visibile ad occhio esterno. E’ cancellata dalla schiuma del mare in burrasca. Una macchia di bianco che ferve e gorgoglia intorno alle coste. Con in più una massa di nuvoloni grigi, provenienti da scirocco, che scarica acqua a più non posso.

L’isola è sommersa da questo insieme di elementi che impediscono alla luce di filtrare. Sicché oggi, 29 ottobre 2018, la notte incombe su Ponza sin dal primo pomeriggio.

E la presenza umana reagisce. Il faro già ha iniziato il suo periodo di allerta, e le strade soggette ai timer solari si sono accese. Vedo la stradina che porta al Museo di Gerardo e quella di sopra Giancos. Anche il porto è innaturalmente illuminato dai grandi riflettori. A vuoto, perché sono già due giorni che il postale non viene da Formia né alcuno si azzarda a superare le bocche della scogliera.

Mi aspetto che le campane della chiesa annuncino le pratiche devote, ma è ancora troppo presto. Esse chiameranno alla preghiera fra qualche ora.
Sono sicuro che zia Olimpia, sugli Scotti, avrà acceso la candela della Candelora per propiziare un abbassamento della forza del vento, del mare, della pioggia. Il Signore assiste chi crede in lui.
E mentre zio Vincenzo, il marito, armeggia nervosamente vicino ad un catenaccio per pulirlo dalla ruggine e vederlo finalmente funzionante, ella col rosario in mano un po’ è attenta al caffè sul fuoco e un po’ guarda il tremolìo della fiamma della candela. Il Signore assiste chi crede in lui.

Un nipote irrompe: – ’A via è chiena ’i palètte ’i fichetinie. ’U viento ha fatto ’nu maciello!”
– Comme state a’ casa..?”
 – chiede sollecita la nonna.
– Buone… Aggio viste ’i previsione… 
– annota il ragazzo – stanotte avesse accummencia’ a carma’.

Gli isolani sanno come affrontare gli imprevisti e sanno migliorare dalle avversità. Domani si misureranno i danni e si penserà a come rimediare affinché sulla sventura si innesti la vita. Anche se dura.
Da una terra persa nel mare.  

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