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i-25-bis l-a gs v3-11a t6-22 Idraulica antica: galleria drenante

Abbiamo rinnegato i nostri padri e tradito i nostri figli  

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di Vincenzo Ambrosino

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“Se io non mi so orientare non posso vivere bene, ma se chi orienta manipola io capisco cose che mi dissociano dalla realtà”.
Prendiamo la nostra Costituzione approvata nel ’48 da uomini saggi – provenienti da estrazioni ideali diverse: liberale, cristiana e marxista – nella Costituente.
Questi uomini, passati per esperienza personali durissime – esiliati per le loro idee, addirittura privati della loro libertà, incarcerati, deportati in campi di concentramento – avevano provato la sofferenza della carne e dell’anima, e avevano maturato il senso dell’umano.

Per questi uomini una cosa era chiara: “Basta nazifascismo, viva la libertà e la giustizia”. 

La nostra Costituzione dichiara che “l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro. Tutti sono uguali di fronte alla legge senza distinzione di sesso, razza lingua religione ecc. È compito della Repubblica togliere gli ostacoli di ordine economico, sociale, culturale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Un popolo che aveva una Carta Costituzionale come la nostra, doveva andarne fiero, difenderla, e invece l’abbiamo tradita, svenduta, trasfigurata. 

Ai ragazzi che nascono oggi cosa dovremmo dire? “Avevamo prodotto la Carta Costituzionale che riscattava la nostra democrazia, ma se adesso molte di queste cose non hanno più senso non è colpa nostra, oggi le ispirazioni ideali sono cambiate?”.
Quali ideali?
L’uomo ha una dignità se ha un lavoro. Oggi non c’è lavoro.
L’uomo viene riconosciuto tale se non viene discriminato. Oggi si discrimina senza pietà.
Per essere felici bisogna che l’uomo sia sano: ma se io sono sottosviluppato non posso essere felice, quindi è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli… ma la nostra Repubblica disdicendo la Costituzione ha generato una società di sottosviluppati, cioe’ persone infelici.

Qualcuno potrebbe dire: ma come, l’Italia non è più una Repubblica democratica? La vera democrazia è basata sulla volontà popolare ma puoi avere volontà se non hai la conoscenza? Ci vorrebbe una scuola molto valida che insegnasse la conoscenza, poi ci vorrebbe una stampa libera che facesse buona informazione.
Non abbiamo né una scuola che crea menti critichené una stampa libera.
In questa pseudo-democrazia sono rimaste le elezioni, ma noi votiamo telecomandati: poi lo spread, il rating, e cosi’ via, manipolano ogni risultato elettorale.

Il futuro ci preoccupa perché dello stato sociale non sappiamo più niente: che sarà del nostro futuro?
“Avrò una pensione? Le autostrade sono sicure? Potrò partire da Ponza e ritornare?
I miei figli potranno studiare, avranno la possibilità di avere un lavoro?
Se ci capiterà una malattia potremo curarci in ospedali sicuri e pubblici?

In questo contesto, dominato non dall’umano ma dal disumano e dalla paura, non possiamo più contare sulla solidarietà: l’acqua in mano a privati costerà come l’oro, tutti i beni di prima necessità aumenteranno di prezzo, lo stipendio calerà verticalmente, non avremo certezze della qualità del cibo che ingeriremo, l’ambiente naturale diventerà un’immensa discarica.

Qui sta succedendo qualcosa di grave e vediamo in televisioni dei burattini  che ci parlano di economia, di lavoro, di sviluppo che non esiste, e mentre loro parlano e noi imbambolati ascoltiamo cosa sta succedendo nel mondo?: “C’è un drenaggio di ricchezza dal basso verso l’alto: infatti dopo aver privatizzato tutto il possibile lo stato sociale rimane l’ultimo degli ingombri perché costa.   

La teoria economica dominante oggi è il neoliberismo. 
Questa una serie di affermazioni neoliberiste:

–  Ciò che è pubblico è inefficiente ciò che è privato è efficiente;
–  Ciò che è pubblico è corrotto ciò che è privato è onesto;
–  Il mercato produce la migliore distribuzione dei beni possibili;
–  Il libero mercato dei capitali fa sì che i capitali vadano la’ dove funzionano meglio per l’economia, in modo che l’economia fiorisca.

I capitali adesso non vanno più nell’economia per i cittadini; vanno dove possono speculare.
I capitali che girano per la speculazione sono almeno 10 volte di più rispetto agli altri che servono all’economia reale.
La Banca Europea dà degli aiuti alle nostre banche che sono in difficoltà a un tasso d’interesse bassissimo, 0,5% circa; le banche conseguentemente dovrebbero immettere questi soldi nell’economia reale in modo corretto.
Per esempio: “Vuoi fare un mutuo, aprire una azienda, fare un investimento? Ti do i soldi a un tasso basso del 1%”. In questo caso se chiedi 50.000 euro all’1% sono 500 euro l’anno di interesse: te lo puoi permettere, ragion per cui decidi di investire.
Invece che succede? Che il tasso d’interesse che ti propina la banca è al 7%.  In questo contesto hai paura di non riuscire  a restituire la rata annuale.
“Con l’interesse composto, poi, devi restituire alle banche  sempre di più e tu alla fine fallisci”.
Ecco che l’economia reale non cresce e va tutto male.  Perché succede questo? Perché i soldi veri non si fanno più nel reale ma si fanno in giochi finanziari. Infatti alle banche che prendono i soldi allo 0,5% non conviene finanziare l’economia reale a un tasso accettabile, per esempio all’1-1,5% che creerebbe crescita reale; conviene comprare dei titoli finanziari che rendono il 6-7%. Ci fanno il 5% di guadagno.
Non solo le banche, anche un imprenditore che si sta arricchendo, invece di investire sulla sua impresa – che potrebbe dare un futuro per nuovi lavoratori, come faceva Olivetti, per ricordare un imprenditore di altri tempi – non lo fa più: non gli conviene, perché quando gli va bene dagli investimenti guadagna il 3%.
Chi ha tanti soldi oggi può investire in operazioni finanziarie speculative e recuperare il 15 –  20 – 25, fino al 30%, da ogni operazione.
Perciò chi glielo fa fare ad investire in un’impresa e pensare ai lavoratori, alle famiglie, all’ambiente, all’umano?
Agli uomini politici, ai mass media, alla scuola, non conviene dire queste cose ai cittadini: da questo dobbiamo capire che non ci sono amici.

I giovani vanno all’università come degli zombies con un’unica preoccupazione: quella di finire; ma dopo aver finito dove vanno? Nel mercato del lavoro precario!
Oggi un laureato è contento se trova un impiego e se guadagna 8 euro l’ora, così o vanno all’estero oppure rimangono nelle loro famiglie più che possono.
Perché i giovani stanno male oggi è chiaro: ma che razza di mondo gli abbiamo costruito, dove non ci sono più le persone ma solo burattini mossi dalla propaganda consumistica gestita dalla grande finanza”?

Ci siamo addormentati e non ci siamo resi conto  che la politica, che la Costituzione non ci sono più.
Pensate all’inserimento nella Costituzione – quella del ’48 – del Fiscal Compact, cioè dell’obbligo di pareggio del bilancio.
Incredibile: ogni anno dovremmo pagare in più rispetto agli altri anni un debito di circa 45 miliardi di euro. Dove li troviamo questi soldi?
Qualche anno fa bisognava tirare fuori 3 miliardi ed era una fatica per i politici: dovevano sgraffignare i soldi nel salvadanaio degli italiani tagliando lo stato sociale. Oggi abbiamo un debito bestiale su cui paghiamo 80/90 miliardi l’anno di interesse. Ci stanno strozzando sempre di più e non ne veniamo le finalità sociali e umane.

Infatti di questa politica di “rigore del bilancio” che cosa vediamo realizzarsi? …un’economia che sta andando molto meglio? …Le fabbriche che continuano a crescere? …Nelle nostre città aprono negozi dappertutto? …Chi apre un negozio e lo affitta diventa ricco?
Niente di tutto questo! Fra poco la gente preferirà vivere per strada: tutti nullatenenti. 

Di fronte a queste situazioni è chiaro che i ragazzi danno fuori di testa e i genitori li portano dallo psicologo. Ma cosa può dire uno psicologo capace e onesto? “Caro ragazzo vai dai tuoi genitori e chiedi loro dov’erano, come hanno fatto a farsi fregare la Costituzione completamente”. 

Infatti  bisognerà, se non vogliamo continuare a essere disonesti anche con i nostri nipoti – riscrivere l’articolo 1 della Costituzione: “l’Italia è una Repubblica Oligarchica fondata sul Capitale Finanziario dove vengono protetti i diritti dello Speculatore. Non di chi lavora ma di chi specula! Queste sono diventate le leggi internazionali che noi abbiamo accettato e approvato nel nostro Parlamento”. 

Purtroppo non avremo neanche l’onestà intellettuale di scrivere nero su bianco il grande imbroglio, quindi che dire? Grande stima per tutti gli uomini politici: avete fatto proprio un’ottima operazione di propaganda al servizio dei grandi capitali e noi tutti ce la siamo bevuta per tanti anni!
Ma se non saranno i “cervelli depressi” dei nostri figli, ci penseranno i “fegati avvelenati” dei nostri nipoti a vendicare l’umano. Questo è il mio sogno.

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3 commenti per Abbiamo rinnegato i nostri padri e tradito i nostri figli  

  • Rinaldo Fiore

    Caro Vincenzo, condivido il tuo articolo, la tua amarezza e la malinconia che lasci trasparire ma, vedi, non è questa la sola verità, l’unica lettura della nostra storia fino ad oggi.
    E prendo dei fatti concreti a dimostrazione di quanto dico.
    Venerdì 12 ottobre e domenica 14 ottobre, due date come tante ma che sorgenti di energie sono emerse in queste due giornate.
    Non so se ti è mai capitato di vedere le sorgenti di un fiume, da lì l’acqua scorre e prima è terreno normalissimo. Io ho visto, da sott’acqua, le sorgenti del fiume Pescara, dei getti di acqua che nascono dal fondo del fiume liberamente e in modo irregolare e nessuno le può fermare. Ho visto le sorgenti dell’Aniene in una pozza d’acqua e dei getti di dieci centimetri, più o meno, belli diritti e continui e disposti anch’essi irregolarmente.

    Ebbene in queste due date ho scoperto un Paese reale vivo pieno di energia e di volontà di fare con condivisione degli sforzi da parte di tante persone.
    Che succede? Ho visto bene oppure ho sognato?
    Venerdì scorso ho partecipato ad un incontro sui pregiudizi e sulle diversità in relazione ai 40 anni della legge 180 di Franco Basaglia: ho colto immediatamente il sentimento e le emozioni dei partecipanti, medici, infermieri, psicologi, sociologi e altre persone interessate, parecchie genitori di persone con disagio psichico o fisico (anche loro hanno pieni diritti!) e ne è venuto fuori un parlare, dopo aver già agito, sui risultati di questi progetti individuali e di gruppo: buoni e ottimi risultati.
    Con evidenza è risultato che il lavoro è una cura straordinaria per i sani e per i disagiati…

    Questo il 12 ma il 14 ancor più ho colto il senso della realtà, di un paese migliore di quello chiacchierato e, udite, udite… anche una Chiesa nuova.
    Domenica scorsa in occasione dei 25 anni di matrimonio di una coppia di amici sono stato in una Chiesa di Pomezia, S. Bonifacio, e mi sono meravigliato di trovarmi in un ambiente fatto da architetti di valore, con un cenacolo dietro il sacerdote e dappertutto sulle pareti pitture di artisti anche essi capaci, ma non è questo l’aspetto più importante! Metà Chiesa era occupata da bambini, ragazzi e giovani e l’altra metà da persone adulte con una caratteristica comune, felici e gioiosi di essere là, con un sorriso e una chiacchiera in bocca a tanti bambini, senza alcun disprezzo per il luogo;
    un sacerdote giovane che evidentemente ha richiamato tutti al vero stare insieme. Sono rimasto affascinato dalla realtà che ho scoperto, in un luogo da me conosciuto quando lì c’era solo sabbia e piante spontanee e libere.
    Fatto singolare è che il pranzo si è svolto in un Casale di caccia dei Savoia, cioè un Casale del popolo italiano, che io avevo ammirato per tanti anni dalla via di Pratica di Mare per andare a casa al mare: un giorno di trent’anni fa mi fermai per fare uno schizzo di questo meraviglioso Casale del 1400 e lo dipinsi poi su ceramica. Incredibile risvolto della memoria! Vincenzo la realtà è ampia varia e complessa
    oltre che stratificata e non dobbiamo giudicare dal tutto al particolare: entrambi i percorsi sono reali e veri ma vanno presi in considerazione globalmente.
    Venerdì e domenica ho avuto una scossa di energia positiva e anche oggi è proseguito il senso positivo visto che una amica, appena le ho consigliato un libro meraviglioso da leggere (Le parole sono finestre o muri, di M. Rosenberg) dopo un paio d’ore mi ha inviato la foto del suo acquisto a dimostrazione della fiducia che ha avuto in me.

    Quindi Vincenzo i momenti bui li passiamo tutti ma vivaddio il Paese è vivo e vitale!
    Saluti (credimi mezza Chiesa piena di bambini, non di vedove e quattro anziani, straordinario!)

    P.S.
    La cosa buffa è che Vincenzo Ambrosino ha perfettamente ragione quando parla di Costituzione tradita e dei successivi imbrogli ma trovo che anche io ho “ragione” nel dimostrare che il nostro Paese è vivo e migliore di quanto si pensi.
    Storicamente siamo un paese giovane non avvezzo alla democrazia (rispetto della persona ecc, ecc…) per la quale non ci sono date di inizio o di affermazione, tutto è dinamico e complesso; sta a noi costruire dei principi di riferimento per chi viene dopo senza piangersi addosso (capita anche a me!).
    Con tutto quello che accade nel mondo ci sarebbe da fare come i lemming e buttarsi a mare, ma il mare è lontano, è faticoso raggiungerlo e poi tengo fame e quindi mi scordo dei principi e torno a casa a pranzare: dopo la pennichella ci potremo tornare sopra…

  • Ho letto il tuo commento lentamente e ho visualizzato, ascoltato, vissuto quello che hai descritto. Grazie Rinaldo, sei andato a rivelare l’umano e l’hai trovato. Quante volte riusciamo ancora a commuoverci da soli quando ascoltiamo una sinfonia o vediamo un tramonto o appunto quando osserviamo un prete sorridere a un bambino e il bambino correre ad abbracciare un vecchio. Umanità disperse costrette da una società basata sul potere ad apparire per brevi momenti.
    Quando cuore e cervello lavorano insieme si instaura una relazione tra soggetti e soggetti armonico in quel momento c’è rispetto reciproco: “la mia esistenza di uomo libera si autoalimenta con la tua esistenza di uomo libero”.
    Lo so Rinaldo che quando l’uomo riesce a fare, mette in mostra la sua divinità.

    Ma dobbiamo cominciare – nel nostro piccolo, con le nostre poche energie intellettuali e fisiche – a contribuire nel mettere in luce il grande imbroglio della società in cui viviamo.

  • Sandro Russo

    Il commento cui ha risposto Vincenzo è di Rinaldo Fiore, non mio. C’è stato un ritardo nel trasferimento del Commento con il nome corretto dell’Autore di cui mi scuso con entrambi e con i Lettori. Ora tutti i nomi sono giusti.

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