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0003-003 u-38 c-0 c1-16 5 Una delle volti delle camere delle grotte di Pilato

Mare di settembre, tu sei tutto mio

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di Francesco De Luca

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Al mare ci si va per rinfrescarsi ma a settembre no, in questo mese ci si immerge per riconfermare un patto con un amico antico. Lo iniziammo nelle acque accoglienti della Caletta. Ero insieme a mio fratello e ad alcuni con cui ancora condivido il passeggio sui basoli di Corso Pisacane.

Col mare il rapporto amico lo intrattenevo nel tempo della controra. Utilizzavamo pezzi di legno stracquati come varcelle (barchette) e fra scoglio e scoglio portavamo carichi di sabbia o di vreccelle. Le davamo fondo poi con un sasso legato allo spago, facevamo quattro calate, ci rincorrevamo nell’acqua calda e poi nella spiaggia ci rotolavamo per di nuovo gettarci in acqua.
È stato in quel tempo che stringemmo un’amicizia muta e solidale, coriacea e vitale.

Da grande, l’abbraccio solito nostro l’ho cercato in altri posti e l’ho ritrovato affettuoso come da bambino, premuroso come allora.
Nella Caletta è stato impossibile rinnovarlo ma al faraglione del Calzone Muto sembra quasi che mi aspetti lui. Mi riconosce subito quando mi immergo e mi circonda, mi inonda, mi affonda.
Il mio amico mare.

L’acqua a settembre è più calda, e il silenzio intorno allo scoglio è totale. Il bianco delle concrezioni calcaree danno colore perlaceo alla piccola rientranza, dove butto l’ancora prima di tuffarmi.
Un vivace benvenuto mi accoglie. I dient’ i cane sono occhietti maliziosi che sollecitano a spingermi più a largo, mentre ‘a pummadore ’i mare mi invita ad accostarmi per scorgere i rufule, ’a tufella, ’a stella marina. È piccola ma rosso fuoco e le acque lì sembra che mi trattengano affinché l’immagine si fissi nella mente.

Quest’affabilità mi porta a sentirmene padrone. Il mio mare.
No, no. Ad occhi aperti vado sotto e la posidonia fluttua come messe e un pesciolino a strisce colorate mi balletta intorno. No, il mare non è mio. Io posso soltanto ambire ad essere suo amico. Vantarmi di un legame antico.

Lascio il suo abbraccio e le onde mi fanno l’occhiolino lucente e lo scoglio austero fa l’indifferente per pudore. Ha capito tutto e suggella l’intesa.
Mare di settembre.

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