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’U maest’ Anzalone

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di Tonino Esposito

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Vi chiederete perché vi voglio parlare del maestro Anzalone; penso qualcuno di voi ha almeno sentito nominare, anche se non lo ha conosciuto (*).
Ebbene ricordare del maestro Anzalone è stata una mia idea dopo che mio nipote Davide – che per passione fa il musicista e suona il 1° Corno nella banda “Città di Anzio” – ad agosto scorso fu invitato a suonare con la banda “Città di Lanciano” per 3-4 giorni in provincia di Pesaro e poi in provincia di Avellino in vari paesi, tra cui Montefalcione.
Ricordandomi che era il paese del maestro Anzalone, spiegai a Davide che il maestro era stato a Ponza e che era stato il mio maestro di musica. Perciò gli chiesi se, andando a suonare laggiù, poteva chiedere sue notizie a qualcuno del posto.
E così è stato. Infatti, mentre facevano il giro del paese, un signore anziano, che come lui suona il corno, gli ha detto veloce (perché stavano suonando per le vie del paese): – Guarda Davide, quella era la casa dove abitava il maestro che ha conosciuto tuo nonno – e poi continuando – Io non l’ho conosciuto, ma so che la sua abitazione è quella!
Il giorno successivo Davide è tornato sul posto e ha scattato qualche foto della casa del maestro al primo piano, con tutte le fioriere, per poi portarmele a vedere.

Le invio ben volentieri per mostrarle a tutti i miei amici della vecchia banda di Ponza, quando nel lontano 1952/53 il maestro Anzalone venne a insegnare e dirigere la vecchia e giovane banda di allora. Dopo qualche anno entrò anche come insegnante di musica nelle scuole di Avviamento (tipo marinaro) che allora stavano nascendo a Ponza.

I ricordi sono tanti… È stata una persona garbata, vestito sempre elegante con giacca e cravatta (a volte col farfallino) e un cappello a falde larghe.
Un maestro di musica molto competente; insegnò a me e ai miei amici, allora novelli “musicanti”, il solfeggio nella chiave secondo lo strumento che si sceglieva, o che occorreva, dando dignità alla banda, poiché ognuno sapeva quale nota suonare  quando si intonavano gli strumenti.
Ricordo – durante le prove che si effettuavano due volte a settimana e che noi allora chiamavamo “i cuncierte” – che se sentiva qualcuno (o tutti) suonare forte, allora gridava ad alta voce: – Pianooo..! – e poi aggiungeva – Chi suona forte non sa suonare piano, mentre chi suona piano, sa suonare anche forte.
Aveva un orecchio straordinario …e come pizzicava immediatamente chi suonava una nota errata!
A proposito di orecchio musicale, ricordo in episodio. Stavamo suonando credo alla processione di San Silverio, e le navi nel porto suonavano le sirene… Ebbene ci fu la nave di Anzio, l’Isola di Ponza, che emise il suo profondo suono e subito dopo il maestro, guardandomi, rifece il suono dicendo: – Re bemolleeee..! – e indicava me; allora con il corno rifeci la nota. Perfetta: Re b.
Sotto il maestro Anzalone suonai diversi strumenti secondo le necessità, dal flicorno contralto con Aniello Coppa, poi il corno con Biagino De Luca, il basso che prima suonava Ferino ed infine la tromba di Ciro (Girotto) Colonna che si era ritirato.
Il maestro era sempre molto riservato, con noi ragazzi; quasi mai parlava della sua famiglia e del suo paese che chiamava Montefaucione,  in dialetto paesano, in provincia di  Avellino.
Ricordo che a Ponza abitava vicino da Gennarino a Mare nella casa della madre di Franco Feola, detto Franco ’i Piccino; anche egli apprese la musica dal maestro e suonava il sax baritono.
Che dire ancora? I ricordi del maestro affiorano alla memoria a mano a mano, magari insignificanti, o solo emozioni; sarebbe troppo lungo ricordarli tutti; come pure il tempo condiviso con tutti i miei amici, musicanti e non, che non sto qui ad elencare. Voglio salutarne solo uno per tutti: Luigi Ambrosino. Lo ricordiamo con tanta stima e simpatia per averci guidati con serietà durante l’esperienza musicale dell’allora Banda di Ponza

Saluto affettuosamente gli amici e tutti i compaesani
Tonino

Al ricordo d’u Maest’ Anzalone voglio dedicare una mia composizione bandistica dal titolo  “Rimembranze”.

Saluto affettuosamente gli amici e tutti i compaesani
Tonino

Nota
Le prime due foto (notturne) Davide mio nipote le ha scattate di notte durante la processione, infatti si notano le luminarie; la terza l’ha scattata il giorno dopo, per far vedere meglio alla luce del giorno la casa del maestro Anzalone che a detta di chi gliel’ha mostrata, dovrebbe essere quella al primo piano dove c’è tutta una balconata di vasi da fiori e al piano terra il portone d’ingresso vicino al negozio Paradise.

(*) Altri articoli sul sito dedicati al Maestro Anzalone:

’U maest’Anzalòn’ (Il maestro Anzalone) di Isidoro Feola, del 31 luglio 2011

Il maestro Anzalone, da una lettera giunta in Redazione, del 30 sett. 2012

 

 

 

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3 commenti per ’U maest’ Anzalone

  • Biagio Vitiello

    Anche io ricordo con nostalgia il maestro Anzalone: bravo e grande uomo! Ha insegnato anche a me negli anni in cui le scuole medie sopperirono alla scuola di Avviamento Professionale di tipo Marinaro (ubicata nella Torre dei Borboni).
    Ricordo che i maestro ci insegnò (con tanta cura) a cantare l’inno di Mameli e il “Va pensiero” di Giuseppe Verdi; altro ricordo che ho di lui è un suo famoso intercalare: “….dico, è vero no!”.
    Grazie Tonino

  • Francesco De Luca

    Eh no, non te la puoi cavare così. Dopo tanto che hai messo mano a trascrivere questi ricordi, non puoi uscirne così velocemente.
    Del maestro Anzalone tu puoi dire tante cose. Te ne suggerisco alcune.
    Ricordi qual era la procedura per uscire, da allievo, a suonare in pubblico? Sono sicuro che tu sai come alcuni … capisci a me… uscirono in modo, come dire… speciale.
    E poi… ricordi quando desiderò che la banda affrontasse anche le opere classiche. Ricordi… il preludio della Traviata?
    Dai… fai uno sforzo… racconta…
    Grazie, Tonino

  • Franco Zecca

    Diversi anni fa, io e Annamaria, mia moglie, avemmo l’occasione di conoscere un lontano cugino del Maestro Anzalone, era un Direttore di Banca. Fu ben lieto di ricordare con noi momenti che aveva vissuto nel paese di nascita con il defunto cugino. Lo ricordava dare buoni consigli, affabile, colto e soprattutto folle per la musica, la vera musica. E’ stato insegnante di musica di Annamaria.

    Per quanto mi riguarda, non l’ho avuto come insegnante, ma ricordo vivamente che ogni volta che passava la banda musicale ponzese davanti al Ristorante “Zì Capozzi”, diretta appunto dal Maestro Anzalone, a me che ero lì ad assistere infondeva nell’animo un senso di pace e felicità. Ricordo con affetto un pezzo sinfonico che già dal titolo ti fa pensare: “Cuore Abruzzese”. Poi la sua strabiliante esecuzione ti faceva illuminare la mente e il cuore.
    Un applauso per il Maestro Anzalone.

    P.S. Il pezzo può essere ascoltato su You Tube : “Cuore Abruzzese – Gran Marcia sinfonica“.

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