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Una canzone per la domenica (11). Il fenomeno “Simon & Garfunkel”

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di Sandro Russo

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Simon & Garfunkel. Paul Simon, chitarra e voce, Art Garfunkel, voce. Il duo, le loro canzoni, hanno attraversato i nostri anni.
Melodie indimenticabili, testi mai banali, poi anche ritmi scatenati, all’epoca della world music.

Compagni di scuola dalle elementari, tentarono strade diverse, poi costituirono un duo che presto divenne un faro della musica pop-rock. Furono insieme dal 1957 al 1970, e loro separazione (artistica) fu un colpo; non come quella dei Beatles, ma quasi.

Album famosi: Wednesday Morning, 3 A.M. (1964); Sounds of Silence, (1966, fu la colonna sonora de Il Laureato (The Graduate) di Mike Nichols del 1967, che fece anche la fortuna di Dustin Hoffmann ); Parsley, Sage, Rosemary and Thyme (1966); Bookends(1968); Bridge over Troubled Water (1970).

Dopo la dissoluzione del duo continuarono la carriera in campo musicale; Paul Simon con dischi di pregevole fattura, come Still crazy after all these years (1975) e Graceland,del 1986. Art Garfunkel produsse qualche disco e lavorò nel cinema…
Ma non si persero mai del tutto (li ricordo anche in un concerto al Colosseo, nel luglio 2004).


Mentre la loro ultima apparizione insieme è del 2010, al Jazz Fest 2010 di New Orleans (foto qui sotto):

Vorrei presentare qui, invece del famoso, epocale, noto a tutti Sound of Silence, un’altra loro canzone scoperta (e amata) in due tempi: quando uscì (con l’album omonimo, vedi sopra) e quando ho tradotto e approfondito il testo.

Da YouTube – Scarborough Fair

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Cliccare sull’immagine per ingrandire

La storia della canzone è appena un po’ complessa; essa riprende il motivo di una ballata tradizionale inglese, tipo La fiera dell’Est, di Branduardi.
Paul Simon conobbe la canzone dall’amico e musicista Martin Carthy, durante il suo soggiorno in Inghilterra. Sul disco non venne menzionato il fatto che la canzone fosse tradizionale, dando l’impressione che Simon e Garfunkel fossero gli unici autori. La cosa contrariò molto Carthy, il quale aveva inciso a sua volta una versione della canzone, tanto che intentò una causa legale contro il duo. I due vecchi amici si rappacificheranno in un concerto tenutosi a Londra nel 2000, quando Simon inviterà Carthy a cantare il pezzo insieme (da Wikipedia).

Il contrappunto di Canticle, indicato tra parentesi nel testo, sono dei versi da The side of a hill, scritta da Paul Simon nel 1963, su musica di Art Garfunkel.

On the side of a hill

On the side of a hill, in a land called somewhere
A little boy lies asleep in the earth
While down in the valley a cruel war rages
And people forget what a child’s life is worth

On the side of a hill, a little cloud weeps
And waters the grave with its silent tears
While a soldier cleans a polishes a gun
That ended a life at the age of seven years
And the war rages on in a land called somewhere
And generals order their men to kill
And to fight for a cause they’ve long ago forgotten
While a little cloud weeps on the side of a hill

Da YouTube. On the side of a hill, con immagini:

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Sul fianco di una collina

Sul fianco di una collina, in una terra chiamata “da qualche parte”
un ragazzino giace addormentato per terra
mentre giù nella valle infuria una crudele guerra
e la gente dimentica quel che vale la vita di un bambino

Sul fianco di una collina, una nuvoletta piange
ed innaffia la tomba con lacrime silenziose
Mentre un soldato pulisce e lucida un fucile
che ha spezzato una vita all’età di sette anni
E la guerra infuria in una terra chiamata “da qualche parte”
E i generali ordinano ai loro uomini di uccidere
e di combattere per una causa che hanno dimenticato da molto tempo
Mentre una nuvoletta piange sul fianco di una collina

La versione finale della prima (e più famosa) canzone si vale di un particolare artificio letterario – ma qui usato genialmente – chiamato antifrasi.

L’antìfrasi è una figura retorica per cui il significato di una parola o di una frase risulta opposto a quello che assume normalmente. Di solito l’artificio è denunciato dal tono della voce. Per esempio: – Ah! …hai fatto proprio un bel lavoro! – può significare che si è fatto invece un pessimo lavoro.
In altri casi il senso antifrastico di una frase comune come – Bella giornata, eh..?! si rende evidente dal contesto (…sta piovendo a dirotto).
Con l’antifrasi quindi, chi parla o scrive intende il contrario di quello che dice; somiglia all’ironia, ma permette una gamma maggiore di impieghi.

Questo nelle sue linee essenziali, ma un svolgimento antifrastico si può applicare in vari campi; uno di questi è il cinema, in cui è facile giocare con la discrepanza tra una voce fuori campo che racconta (per esempio un ricordo) e le immagini (…di come sono andate veramente le cose).

Qui in Scarborough fair l’alternanza, in una ballata campestre, di versi sereni che parlano di un amore lontano con altri contro la violenza cieca della guerra, crea un effetto straniante e poetico che vale la riproposizione a distanza di anni e il riascolto. Più e più volte…

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