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0010-010 i-04 p-03 24 90 Idraulica antica: parte dell'acquedotto

In ricordo di zia Giovanna che ieri ci ha lasciato

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di Enzo Di Fazio

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Un’altra zia, un’altra sorella di mia madre, se n’è andata.
Un’altra delle sette figlie femmine ‘i Veruccio Scuotte (Silverio Scotti, tra i primi fanalisti del faro della Guardia) ci ha lasciato.

E’ successo nella mattinata di ieri. In silenzio, serenamente e con la discrezione che l’ha accompagnata per tutta la vita.
Si tratta di Giovanna Scotti, vedova da poco più di due anni di Silverio Tagliamonte e madre di Cristoforo (il fanalista), di Costantino e  di Velia.

A zia Giovanna ero molto legato, come d’altronde alle altre zie di Ponza, ma a lei in misura un po’ diversa per tutta una serie di motivi.
Innanzitutto era la mia comare di battesimo e, scherzosamente, quasi a voler rafforzare un maggior diritto nel nostro rapporto affettivo, non mancava occasione di ricordarmelo quando ci vedevamo.
Poi abitava in Via Scarpellini, strada di transito per andare dal porto agli Scotti dove ho casa e ciò ha fatto sì che negli anni non mancassi mai di passare da lei.
Prima d’estate quando, tornando dal mare con i bambini piccoli, ci fermavamo per ristorarci con un buon bicchiere d’acqua fresca; poi tante volte negli anni a venire quando tornando a Ponza non mancavo mai di salire a casa per salutarla.
Le occasioni degli incontri erano sempre piacevoli perché zia Giovanna sapeva mostrarsi sempre ottimista, nonostante qualche acciacco, qualche pensiero e i suoi 91 anni.
Sapeva fare degli ottimi dolci e delle buonissime marmellate. Indimenticabile quella di pomodori per la quale impiegai tempo a capire di cosa fosse fatta, talmente era gustosa.
A giugno mi conservava le albicocche del suo giardino, a novembre le melegrane.

Sorrideva sempre, le piaceva parlare, ricordando a volte il passato fatto di vendemmie, gite a Palmarola e bagni alla marinella dei morti dove si arrivava con la barca a remi. Ma sapeva anche ascoltare.
Amava tantissimo i bambini. Quando raccontava dei nipoti le brillavano gli occhi e lo stesso accadeva quando le parlavo della mia nipotina e le mostravo qualche foto.
Amava gli animali e in particolare i gatti, di cui aveva qualche esemplare sempre per casa.

Con zia Giovanna se ne va una donna d’altri tempi, un pezzo dei miei ricordi e una parte dei miei affetti più cari.

A Velia, Cristoforo, Costantino e a tutti i famigliari un abbraccio e la vicinanza mia e della Redazione di Ponzaracconta

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